Al processo per la morte del ciclista Zani a Calco parlano i funzionari Anas
Una segnalazione generica di “ammaloramento del manto stradale”, poi – la mattina dell’incidente – l’allarme per una “buca grave”. È attorno a questa distinzione che si è concentrata l’udienza di lunedì del processo per la morte del ciclista Davide Zani, il 46enne di Sesto San Giovanni travolto il 14 maggio 2023 lungo la Statale 342 a Calco.
Prosegue davanti al giudice Giulia Barazzetta l’istruttoria dibattimentale nel processo volto a fare luce sulle eventuali responsabilità di Anas nell’incidente che costò la vita a Davide Zani.
A rispondere di omicidio stradale sono due funzionari della società, oggi presenti in aula accanto ai rispettivi difensori: J.A.D., 49 anni, capo cantoniere originario di Potenza e residente nel Milanese, assistito dall’avvocato Noemi Mariani, e G.S., 35 anni, dirigente originario di Reggio Calabria, difeso dall’avvocato Francesco Giuffrè.
Il primo a deporre nell'udienza di oggi è stato il responsabile della sala operativa Anas: rispondendo alle domande del vpo Caterina Scarselli, il teste ha spiegato come l'ente riceva innumerevoli segnalazioni ogni giorno, ciascuna trattata con estrema cautela.
“Cerchiamo sempre di non lasciar cadere alcuna segnalazione” ha riferito rispondendo alle domande del vpo Caterina Scarselli “per cui anche con segnalazioni vaghe chiediamo informazione un po’ più precisa al sorvegliante di strada, che conosce la zona. Se non reperibile il sorvegliante, ci affidiamo alle forze dell’ordine al fine di identificare l’entità e punto preciso del problema.”
“Qualche giorno prima dell’incidente era arrivata una segnalazione relativa a un’anomalia del manto stradale” ha continuato il responsabile “ma al telefono, all'operatore non era stata indicata la chilometrica precisa, solo una posizione sommaria nei pressi di un gommista”. In questi casi, ha spiegato il responsabile, la sala operativa cerca di individuare il punto esatto contattando il personale di sorveglianza presente sulla zona.
Nel registro delle segnalazioni - ha precisato poi - non compariva però la dicitura “buca”, ma quella più generica di “ammaloramento del piano stradale”. “Quando si parla esplicitamente di buca l’entità del problema è considerata più grave”.
Dunque nella giornata della prima segnalazione non si sarebbe aperta una scheda di intervento perchè, da protocollo, quest'ultima si apre quando si ha una localizzazione certa del danno e per conclamata gravità.
Secondo quanto ricostruito, la mattina stessa del 14 maggio sarebbe invece arrivata una segnalazione di “buca grave”, che aveva portato immediatamente all’attivazione della squadra di manutenzione. “In quel caso la segnalazione era stata anche correlata di fotografie: abbiamo aperto una scheda di intervento e contattato la ditta appaltatrice”.

A chiarire ulteriormente il funzionamento della sala operativa è stato poi l'assistente di sala di turno l'11 maggio: il teste ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal comune di Calco, che segnalava la presenza di alcune buche lungo la statale, senza però indicare con precisione il punto.
“Chiesi informazioni più precise” ha riferito in aula “perché senza chilometrica non è sempre possibile stabilire nemmeno se la competenza sia nostra”. Dopo aver cercato di individuare la zona indicata, il tecnico avrebbe contattato il sorvegliante di area, che era già a conoscenza della presenza di alcune buche generiche lungo la tratta e ha confermato di avere degli interventi in programma per i giorni successivi.
È stato infine sentito anche un dipendente della ditta appaltatrice, incaricata della manutenzione della Statale 342. Nulla ha saputo riferire l'operaio sugli interventi in programma in quel tratto, ma il giorno dell’incidente - ha ricordato - l'impresa fu effettivamente contattata per un intervento di ripristino delle buche, ma quando arrivarono sul posto l’incidente mortale si era già verificato.
Il teste ha inoltre ricordato che nella settimana compresa tra l’8 e il 14 maggio le condizioni meteo erano state particolarmente avverse. “Pioveva spesso con temporali” ha spiegato “e in quelle situazioni si garantiscono solo gli interventi urgenti, mentre quelli programmati vengono sospesi”.
Il processo proseguirà a maggio con l’audizione di ulteriori testimoni della Procura chiamati a chiarire la gestione delle segnalazioni e degli interventi di manutenzione sulla statale teatro della tragedia.
Prosegue davanti al giudice Giulia Barazzetta l’istruttoria dibattimentale nel processo volto a fare luce sulle eventuali responsabilità di Anas nell’incidente che costò la vita a Davide Zani.
A rispondere di omicidio stradale sono due funzionari della società, oggi presenti in aula accanto ai rispettivi difensori: J.A.D., 49 anni, capo cantoniere originario di Potenza e residente nel Milanese, assistito dall’avvocato Noemi Mariani, e G.S., 35 anni, dirigente originario di Reggio Calabria, difeso dall’avvocato Francesco Giuffrè.

“Cerchiamo sempre di non lasciar cadere alcuna segnalazione” ha riferito rispondendo alle domande del vpo Caterina Scarselli “per cui anche con segnalazioni vaghe chiediamo informazione un po’ più precisa al sorvegliante di strada, che conosce la zona. Se non reperibile il sorvegliante, ci affidiamo alle forze dell’ordine al fine di identificare l’entità e punto preciso del problema.”
“Qualche giorno prima dell’incidente era arrivata una segnalazione relativa a un’anomalia del manto stradale” ha continuato il responsabile “ma al telefono, all'operatore non era stata indicata la chilometrica precisa, solo una posizione sommaria nei pressi di un gommista”. In questi casi, ha spiegato il responsabile, la sala operativa cerca di individuare il punto esatto contattando il personale di sorveglianza presente sulla zona.
Nel registro delle segnalazioni - ha precisato poi - non compariva però la dicitura “buca”, ma quella più generica di “ammaloramento del piano stradale”. “Quando si parla esplicitamente di buca l’entità del problema è considerata più grave”.
Dunque nella giornata della prima segnalazione non si sarebbe aperta una scheda di intervento perchè, da protocollo, quest'ultima si apre quando si ha una localizzazione certa del danno e per conclamata gravità.
Secondo quanto ricostruito, la mattina stessa del 14 maggio sarebbe invece arrivata una segnalazione di “buca grave”, che aveva portato immediatamente all’attivazione della squadra di manutenzione. “In quel caso la segnalazione era stata anche correlata di fotografie: abbiamo aperto una scheda di intervento e contattato la ditta appaltatrice”.

A chiarire ulteriormente il funzionamento della sala operativa è stato poi l'assistente di sala di turno l'11 maggio: il teste ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal comune di Calco, che segnalava la presenza di alcune buche lungo la statale, senza però indicare con precisione il punto.
“Chiesi informazioni più precise” ha riferito in aula “perché senza chilometrica non è sempre possibile stabilire nemmeno se la competenza sia nostra”. Dopo aver cercato di individuare la zona indicata, il tecnico avrebbe contattato il sorvegliante di area, che era già a conoscenza della presenza di alcune buche generiche lungo la tratta e ha confermato di avere degli interventi in programma per i giorni successivi.
È stato infine sentito anche un dipendente della ditta appaltatrice, incaricata della manutenzione della Statale 342. Nulla ha saputo riferire l'operaio sugli interventi in programma in quel tratto, ma il giorno dell’incidente - ha ricordato - l'impresa fu effettivamente contattata per un intervento di ripristino delle buche, ma quando arrivarono sul posto l’incidente mortale si era già verificato.
Il teste ha inoltre ricordato che nella settimana compresa tra l’8 e il 14 maggio le condizioni meteo erano state particolarmente avverse. “Pioveva spesso con temporali” ha spiegato “e in quelle situazioni si garantiscono solo gli interventi urgenti, mentre quelli programmati vengono sospesi”.
Il processo proseguirà a maggio con l’audizione di ulteriori testimoni della Procura chiamati a chiarire la gestione delle segnalazioni e degli interventi di manutenzione sulla statale teatro della tragedia.
F.F.
























