Mazzeo al Viganò: troppe armi leggere esportate prodotte in Lombardia

Il 12 marzo, nell’Aula Magna “P. Borsellino”, si è svolta un’Assemblea di Istituto rivolta alle classi del triennio dell’Istituto “Francesco Viganò”, organizzata dai rappresentanti degli studenti, con il contributo dell’Associazione “Punto Rosso” di Cernusco.
Indiscusso protagonista Antonio Mazzeo, giornalista free lance ed attivista, nonchè ex cooperante internazionale per progetti di sviluppo.
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Mazzeo, messinese, docente di Scienze motorie presso una Scuola secondaria di primo grado, ha riflettuto con gli studenti presenti sul tema della militarizzazione delle scuole, ovvero la crescente presenza delle forze armate e dell’industria bellica all’interno degli istituti scolastici, attraverso protocolli d’intesa per attività di orientamento e progetti didattici.
Tale fenomeno, denunciato da diversi osservatori, riguarda tutti gli ordini di scuola, dall’Infanzia alla Secondaria di secondo grado.
Presentandosi alla platea, Antonio Mazzeo si definisce subito antimilitarista e chiede a gran voce lo stop al finanziamento governativo delle spese militari. Sottolinea, in particolare, che il 99% delle armi esportate dal nostro Paese vengono prodotte a Lecco e Brescia.
“La guerra” - dichiara - “E’ la negazione stessa dell’istruzione”.
I temi affrontati nel corso dell’Assemblea di Istituto, che ha coinvolto circa 600 studenti, ripartiti su tre turni, sono di stringente attualità, considerato l’alto numero di conflitti in corso nel mondo e il recente focolaio scoppiato in Iran: ben 3,5 miliardi di persone sono coinvolte in maniera diretta o indiretta in scenari di guerra. Mazzeo ha levato quindi il suo “J’accuse” verso il mondo della scuola, restato sostanzialmente inerte di fronte al recente dramma delle 165 bambine uccise in Iran. 
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Dopo aver effettuato il suo intervento, l’attivista messinese ha risposto alle domande degli studenti, dando luogo ad un interessante dibattito.
Particolarmente interessante è stato l’intervento di Andrea, studente di quinta, che ha partecipato ad un camp estivo dell’associazione “Studenti con le stellette”.
Tale associazione, stando al suo statuto, si occupa di educazione civica e propone agli studenti una settimana di impegno-vacanza presso una caserma, allo scopo di fare propri valori quali “lo spirito di corpo, l’amore patrio”.
A questo proposito, Mazzeo ha ribadito la sua contrarietà rispetto all’intervento delle forze militari nelle scuole, per poi gettare nuovamente uno sguardo all’attualità, affermando che, dopo lo scoppio della guerra in Iran, siamo ormai alle porte della Terza guerra mondiale, anche se non la stiamo combattendo direttamente. La guerra, nell’era di Internet, ha sottolineato l’attivista, si svolge anche via etere, oltre che con approcci logistici deteminanti.
Il clima che si respira adesso, ha sottolineato il relatore, che ha partecipato anche all’iniziativa della “Freedom Flottilla”, a bordo della nave Handala, fermata prima di raggiungere Gaza, è molto simile a quello della Belle Époque, antecedente alla Prima guerra mondiale, quando si prensava ad armarsi per evitare la guerra.
Il professore ha denunciato l’ipocrisia di chi ha ordinato il bombardamento di un Paese perché “c'è un dittatore cattivo”, mentre a due passi dall’Iran c’è l’Arabia Saudita, un’altra dittatura, che ha finanziato il terrorismo internazionale. Il conflitto in corso, in quell’area del mondo, si ripercuote anche sulle nostre vite ha denunciato Mazzeo: lo vediamo con l’aumento del costo della vita, riconducibile alll’aumento dei costi del petrolio.
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“Spero che questo intervento posso servire ai ragazzi” - ha affermato il relatore prima di congedarsi. “Spero di sbagliarmi, ma domani al Consiglio supremo della difesa potrebbero essere formalizzate una serie di decisioni che rafforzeranno il coinvolgimento dell’Italia” . Questa preoccupazione si è per fortuna rivelata infondata, visto che l’organo preposto all’esame dei problemi attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale, ha ribadito il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione - che recita “L’Italia ripudia la guerra” - ed ha anche condannato l’aggressione statunitense.
Soddisfatti gli studenti che hanno partecipato all’Assemblea di Istituto: "L'intervento di Mazzeo è stato molto utile per informarci sull’attualità. Le idee espresse possono essere condivise o meno: una prospettiva diversa ci aiuta a maturare una opinione personale fondata, a partire da un confronto costruttivo e documentato”.
Giuseppe Badolato
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