Allarmismo esasperato

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Missile destinato alla Turchia intercettato dalle forze Nato!
Per ben due volte ecco riecheggiare su tutti i media questa allarmante notizia che inevitabilmente (chissà perché?) finisce con l'essere rappresentata come un attacco all'Europa nonostante lo stesso Erdogan continui a “gettare acqua sul fuoco” dicendo che la Turchia non ha alcun interesse a entrare nel pericolosissimo conflitto medio orientale, anche se al contempo diffida l'Iran nel dar seguito ad altri analoghi episodi.
Tutte da interpretare a vari livelli le scuse presentate pubblicamente dal presidente iraniano agli Stati del Golfo per averli coinvolti nella reazione di Teheran all'aggressione Usa&Israele. Certo non sarà sfuggita ai cittadini più attenti la repentina archiviazione da parte del GCM di un gesto di quella tanto invocata, quanto poco praticata, de-escalation riducendolo quasi ad un “incidente interno” in contrasto coi “falchi” iraniani.
Non sarà altrimenti sfuggito il congelamento mediatico della tragicissima questione palestinese (Gaza ma anche il tentativo sempre più sfacciato dell'Erode Netanyhau di annessione della Cisgiordania) come anche, guarda caso, la telefonata tra Trump e Putin, naturalmente mossi da un più che genuino senso umanitario, sich!
Su tutto questo e quant'altro si stanno sempre più intensificando sulla gran parte dei media azioni tese a far digerire quella che ormai sempre più voci vorrebbero (s'intende se non si è “anime belle”neh!) rappresentare come l'unica opzione ritenuta realisticamente possibile, quella delle armi e di una guerra sempre più estesa.
Naturalmente c'è ben motivo per essere preoccupati ma semmai lo si dovrebbe essere a maggior ragione nei confronti di chi ha scatenato questa assurda guerra e sta guidando questa continua escalation.
Del resto che i veri motivi sottesi a tale scempio sanguinario di innocenti vittime siano tutt'altro che la difesa della democrazia dei Popoli (infatti li si “libera” bombardandoli!) è ormai per fortuna cosa ben visibile anche agli occhi dei più semplici. E spiace dover costatare anche nei servizi televisivi ciò che spesso è oggetto di maggior attenzione: gli aspetti economici, specie speculativi, piuttosto che il tremendo costo delle vite umane.
Quello però che preoccupa ulteriormente è questa graduale “messa al bando” delle ragioni di un pur difficile dialogo e, nei fatti, il primato della Forza e della Prepotenza sul Diritto, con le possibili immaginabili conseguenze d'imitazione a vari livelli, compresi quelli della vita quotidiana, specie nel mondo giovanile.
E su questo piano il “nostro” Governo nelle sue prese di posizione brilla per ipocrisia attivando l'oblio su quello che doveva essere per loro un principio non negoziabile e cioè la netta differenza tra aggressore e aggredito.
Il primo da osteggiare in tutti modi, a partire da una esplicita condanna, il secondo da sostenere e tutelare.
Bella coerenza!
In mezzo, come sempre, le genti e i poveri diavoli a massacrarsi reciprocamente in nome di interessi tutt'altro che umanitari in un tragico “gioco” dove le vittime diventano con la guerra in qualche modo anche co-artefici di questo sistema autodistruttivo.
Quando avremo piena coscienza di tutto ciò? E quando sapremo neutralizzare i “sacerdoti” di questo sistema soprattutto attraverso uno dei pochi strumenti (stavo per scrivere armi, sich!) che i Popoli hanno a disposizione per cambiare e cioè quello del Voto Consapevole, oltre alle altrettanto importanti varie forme di mobilitazione?
Germano Bosisio
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