Merate. Ennesima prova da dilettanti allo sbaraglio
Caro Direttore, complimenti per il suo editoriale, che ho letto con grande attenzione. L’episodio di cui si discute può apparire banale ma a chi frequenta abitualmente l’aula consiliare sa che non è cosi. In realtà, proprio per questo, assume un significato politico molto chiaro. Quando questa maggioranza viene anche solo leggermente messa sotto pressione dimostra di non avere né la padronanza della macchina amministrativa né la capacità di gestire situazioni anche minimamente complesse. Il motivo è piuttosto evidente: una combinazione di scarsa autorevolezza e limitata competenza dei suoi componenti. Persino l’unica figura politicamente più esperta, il capogruppo Sellitto, quando viene contestato perde lucidità come se fosse stata lesa maestà e — per usare un’espressione popolare — “la manda in vacca”, finendo per mettere in difficoltà l’intera maggioranza. Il Vicesindaco Valeria Marinari, che in queste circostanze dovrebbe rappresentare un punto di equilibrio e di esperienza, si limita a portarsi le mani tra i capelli e a guardare il cielo sconsolata, senza proferire parola. Il resto della giunta e dei consiglieri dà spesso l’impressione di essere lì quasi per caso. Non facciamo paragoni con il passato. Ma una domanda sorge spontanea: se si va in difficoltà nel gestire un banalissimo Giardino dei Giusti, cosa accadrebbe di fronte a un problema serio per la città? A quale santo dovremmo votarci? L’impressione, purtroppo, è di assistere all’ennesima prova da dilettanti allo sbaraglio.
La voce sotto la Torre.
























