Famiglie nel bosco/3
Caro Luigi, questo è un video di mesi fa... ascolti attentamente dal minuto 12:20. https://www.youtube.com/watch?v=LpmvL6frhGM In Italia, l'unschooling (un approccio libero all'istruzione parentale) rimane una pratica legale, ma il Decreto Caivano (D.L. 123/2023, convertito in Legge 159/2023) ha introdotto sanzioni penali molto severe per chi non garantisce l'assolvimento dell'obbligo scolastico senza valide motivazioni. Dunque... L'Unschooling è ancora possibile? Sì, ma con regole più stringenti. L'unschooling è considerato una forma di istruzione parentale, tutelata dall'Art. 33 della Costituzione, ma deve rispettare precisi obblighi amministrativi per non ricadere nel reato di elusione introdotto dal decreto: YouTube YouTube +2 Comunicazione annuale: I genitori devono inviare ogni anno una comunicazione formale al dirigente scolastico del territorio di residenza e al sindaco, dichiarando di avere le capacità tecniche o economiche per provvedere all'istruzione. Esame di idoneità: È obbligatorio sostenere un esame di idoneità annuale presso una scuola pubblica o paritaria per verificare il progresso dell'alunno. Vigilanza: Il Dirigente Scolastico ha il dovere di vigilare sull'adempimento dell'obbligo. Se mancano la comunicazione o l'esame, scattano le segnalazioni previste dal Decreto Caivano. È emerso un "giallo" riguardo agli esami certificati: nonostante la presentazione di documenti, i giudici hanno riscontrato gravi lacune, tra cui il fatto che una delle figlie (di 9 anni) non sapesse né leggere né scrivere correttamente al momento dell'allontanamento. In sintesi, il Decreto Caivano non vieta l'unschooling, ma rende penalmente perseguibile chi lo pratica senza seguire l'iter burocratico (notifiche e esami annuali) richiesto dallo Stato per certificare l'istruzione del minore. Saluti Luigi, una controllata meglio darla...
Davide

























