Verderio: Viani e Benedetti furono diffamati da 2 post? Padre e figlio ora a processo

Dall'aula del consiglio comunale a quella del tribunale, non in veste di esponenti di minoranza ma di parti civili, dunque di presunte parti lese, in un processo intentato a carico di Francesco e Davide Scorzelli, rispettivamente padre e figlio, accusati di avere leso il loro onore e reputazione con due post pubblicati sul social network facebook.
Caterina Viani e Marco Benedetti hanno deposto questa mattina nell'aula del giudice Martina Beggio, vice procuratore onorario Caterina Scarselli, per spiegare i fatti risalenti a giugno 2023 e che li hanno portati a sporgere una denuncia per diffamazione aggravata (art. 595 cp).
Prima a esporre i fatti è stata la consigliera, funzionaria della sede INPS di Merate, volontaria di Avis e della Croce Bianca, che ha raccontato come, non avendo profili social, sia venuta a conoscenza delle affermazioni da un membro del suo gruppo politico che, nella chat whatsapp, aveva riportato i post.
Una vicenda, come dicevamo, che risale a giugno 2023 e trae origine dalla morte di Silvio Berlusconi, con l'indicazione del Governo di tre giorni di lutto e dell'esposizione della bandiera listata in nero all'esterno degli edifici pubblici. Indicazione che non era stata rispettata a Verderio e che era così diventata oggetto di segnalazione, per mano della minoranza, alla Prefettura.
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Sulla pagina facebook di "Noi siamo Verderio", era comparso il link di un articolo di giornale che riportava la notizia e in calce avevano iniziato a fioccare commenti tra cui quello di Davide Scorzelli che si esprimeva con parole "colorite" dando del mafioso (e altro) all'ex presidente del consiglio. A "sostegno" di tale manifestazione di pensiero, era comparso il "like" del consigliere di maggioranza Cora Colnaghi che aveva fatto così spostare la questione su un piano politico locale.
La minoranza aveva presentato una mozione di sfiducia, chiedendo la remissione della delega alla cultura, ritenendo inopportuno il "pollice alzato".
La vicenda era approdata in consiglio comunale dove la consigliera Colnaghi in una lettera presentata in aula, aveva spiegato le motivazioni della sua espressione, presentando anche le scuse per una presa di posizione forse "avventata". Quello che si era chiuso dal punto di vista politico, con soddisfazione della minoranza, si era aperto invece sul social quando Francesco Scorzelli, sempre tramite la piattaforma facebook, aveva manifestato solidarietà alla consigliera Cora, ora sotto accusa, parlando di una minoranza con termini ritenuto offensivi e denigratori che hanno portato appunto al procedimento odierno.
Una ricostruzione confermata dal collega Marco Benedetti, ai tempi anche capogruppo di "Cambia Verderio", che ha ricordato come le frasi oggetto del processo odierno fossero, in realtà, solo la "punta di un iceberg di commenti sempre pesanti". Frasi che, a fronte della "buona stima" goduta in tutta la provincia, hanno comportato "qualche piccola macchietta sul bel lenzuolo bianco" dell'ormai ex consigliere Benedetti.
A chiudere l'istruttoria odierna è stata la testimonianza di Cora Colnaghi che ha ricordato come il "like" posto sotto il commento di Davide Scorzelli sull'articolo della mancata esposizione delle bandiere, non avesse alcun riferimento politico locale.
Il processo è stato aggiornato al prossimo mese di aprile per l'escussione degli imputati e l'eventuale discussione.
S.V.
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