Cernusco: Marisa Bellisario una donna sola al comando. Presentato il libro di Bruna Osimo
Marisa Bellisario, prima donna alla guida di un’azienda pubblica in Italia, ha più di un legame con Cernusco Lombardone, dove sabato pomeriggio è stato presentato il libro a lei dedicato “Una donna sola al comando” di Bruna Osimo.
Nel corso della presentazione infatti è intervenuto l’ex sindaco Antonio Conrater, che ha lavorato con lei in Italtel, mentre in finale dell’evento si è scoperto che anche il sindaco attuale, Gennaro Toto, è figlio di un ex dipendente della stessa azienda. Ragion per cui, ha detto il primo cittadino in tono scherzoso, “per fare il sindaco bisogna aver avuto a che fare con Marisa Bellisario”.
Ma chi era questa pioniera, oggi un po’ dimenticata nonostante le sue eccellenti doti e la sua altrettanto eccellente carriera?

Ne ha parlato in modo diffuso, anche raccontando episodi vissuti personalmente, l’autrice del libro, che ha lavorato in Italtel dove è stata testimone diretta dell’avventura dell’azienda negli anni Ottanta con la riconversione al digitale. Qui è rimasta fino al 2001, quando ha intrapreso una nuova carriera professionale come responsabile della start up di un centro di formazione.
A dialogare con lei un’imprenditrice, Rosa Zazzara, che ha fondato Ulteria, azienda del settore energetico con sede a Cernusco Lombardone.
Ma andiamo con ordine.

L’incontro, organizzato dalla biblioteca Luigi Rusca nella sede della scuola primaria Gianni Rodari, è stato introdotto dal consigliere di maggioranza Gerardo Biella, che ha sottolineato come rispetto al passato siano stati fatti molti passi avanti nella parità tra il genere maschile e femminile. Cosa che però, ha voluto evidenziare, non riguarda tutti i Paesi, concludendo con l’auspicio che tutte le donne del mondo arrivino a ottenere pari dignità con il genere maschile.

Ha preso quindi la parola la consigliera provinciale Silvia Bosio, la quale ha in parte dissentito affermando che “la parità non è ancora stata raggiunta, noi ci stiamo lavorando”.
“Quante Marisa Bellisario stiamo perdendo sotto il soffitto di cristallo?”, ha chiesto rivolgendosi al pubblico presente. La consigliera ha poi sottolineato come la parità sia difficile soprattutto in politica e ha affermato che le istituzioni devono essere al fianco delle donne per garantire loro le stesse opportunità degli uomini.
Dopo di lei un emozionato Antonio Conrater ha raccontato alcuni episodi da lui personalmente vissuti avendo avuto la fortuna di conoscere Marisa Bellisario e di lavorare con lei.
“E’ arrivata in Italtel in un momento difficilissimo e ha rivoltato come un guanto un’azienda con 30mila dipendenti e 500 dirigenti”, ha ricordato l’ex sindaco. “All’epoca le donne erano 2-3 e in posizioni non elevate, alle riunioni dei dirigenti lei era la sola ed era quindi un’attrazione”.

Due gli episodi da lui ricordati e che l’hanno coinvolto personalmente: il primo quando venne presentato alla manager anche nella sua veste di sindaco e lei gli chiese di quale partito. Avendo saputo che si trattava della Democrazia Cristiana, Bellisario aveva commentato “il partito di Stato”. “Pensavo di essermi giocato la carriera, essendo lei invece affine al Partito socialista, ma così non fu”, ha detto Conrater, che ha poi raccontato che la manager portava a casa nel week end i dossier per studiarseli e li riportava il lunedì tutti pieni di chiose e modifiche. Il momento di commozione è arrivato nel ricordare la sua morte prematura: “Ne parliamo lunedì al mio rientro, mi disse, ma quella volta il rientro non ci fu”.
Tanti anche i ricordi personali di Bruna Osimo che in Italtel aveva collaborato all’attuazione di un programma di formazione del personale per la riconversione all’elettronica di prodotto e di processo nello scenario di transizione al digitale iniziato negli anni Ottanta nel comparto delle telecomunicazioni.
“Ha preso in mano un’azienda in grave perdita e in questa situazione ha mostrato tutta la sue capacità di negoziazione”, ha riferito l’autrice. “Ha condiviso il progetto di centrale elettronica digitale messo a punto da ingegneri e tecnici chiedendo ai lavoratori se volevano partecipare, ma dicendo chiaramente che non ci sarebbe stato posto per tutti. Questo ha comportato dover convincere i sindacati, trovando con loro forme di compensazione economica. Altre dimostrazioni delle sue capacità manageriali sono state la vendita degli asset aziendali e la ricerca di mercati esteri nonostante lo scetticismo di molti dirigenti”.

Quanto all’accusa di aver fatto carriera grazie alla politica, Bruna Osimo l’ha nettamente respinta: “In realtà era di una bravura straordinaria e aveva anche grandi capacità di leadership. Sapeva ascoltare, valutava le proposte ma poi si assumeva la responsabilità di decidere”, ha detto.
L’autrice ha inoltre voluto ricordare il gruppo Pari Opportunità di cui faceva parte, creato in un periodo in cui “quando le lavoratrici restavano incinte venivano spostate in un limbo”.
Si è totalmente riconosciuta nelle vicende raccontate nel libro l’imprenditrice Rosa Zazzara, raccontando le tappe della sua brillante carriera.
Ha infatti iniziato a lavorare giovanissima come receptionist in una grande azienda meccanica e ora si ritrova a capo di un’impresa con 30 dipendenti.

“Quando sono entrata nel mondo del lavoro mi era sembrato un mondo vecchio, rigido e severo”, ha ricordato. “In cima alla piramide erano tutti uomini, le donne erano loro ‘servitrici’, la massima aspirazione di una donna era diventare segretaria di qualcuno, meglio se del presidente. Le donne erano spaventate dalle innovazioni, io invece ero curiosa e volevo imparare. Oggi è diverso perché le donne studiano, ma purtroppo devono ancora sobbarcarsi il doppio lavoro fuori e dentro casa”.
Prima di concludere l’incontro Gerardo Biella ha voluto lanciare una provocazione circa la necessità o meno delle “quote rosa”, argomento che come spesso succede divide e anche in questa circostanza ha diviso i presenti tra favorevoli e contrari.
Marisa Bellisario, un’icona per il mondo femminile, fa ancora discutere, commuovere e sognare.
Nel corso della presentazione infatti è intervenuto l’ex sindaco Antonio Conrater, che ha lavorato con lei in Italtel, mentre in finale dell’evento si è scoperto che anche il sindaco attuale, Gennaro Toto, è figlio di un ex dipendente della stessa azienda. Ragion per cui, ha detto il primo cittadino in tono scherzoso, “per fare il sindaco bisogna aver avuto a che fare con Marisa Bellisario”.
Ma chi era questa pioniera, oggi un po’ dimenticata nonostante le sue eccellenti doti e la sua altrettanto eccellente carriera?

Bruna Osimo e Rosa Zazzara
Ne ha parlato in modo diffuso, anche raccontando episodi vissuti personalmente, l’autrice del libro, che ha lavorato in Italtel dove è stata testimone diretta dell’avventura dell’azienda negli anni Ottanta con la riconversione al digitale. Qui è rimasta fino al 2001, quando ha intrapreso una nuova carriera professionale come responsabile della start up di un centro di formazione.
A dialogare con lei un’imprenditrice, Rosa Zazzara, che ha fondato Ulteria, azienda del settore energetico con sede a Cernusco Lombardone.
Ma andiamo con ordine.

Il consigliere Gerardo Biella
L’incontro, organizzato dalla biblioteca Luigi Rusca nella sede della scuola primaria Gianni Rodari, è stato introdotto dal consigliere di maggioranza Gerardo Biella, che ha sottolineato come rispetto al passato siano stati fatti molti passi avanti nella parità tra il genere maschile e femminile. Cosa che però, ha voluto evidenziare, non riguarda tutti i Paesi, concludendo con l’auspicio che tutte le donne del mondo arrivino a ottenere pari dignità con il genere maschile.

La consigliera provinciale Silvia Bosio
Ha preso quindi la parola la consigliera provinciale Silvia Bosio, la quale ha in parte dissentito affermando che “la parità non è ancora stata raggiunta, noi ci stiamo lavorando”.
“Quante Marisa Bellisario stiamo perdendo sotto il soffitto di cristallo?”, ha chiesto rivolgendosi al pubblico presente. La consigliera ha poi sottolineato come la parità sia difficile soprattutto in politica e ha affermato che le istituzioni devono essere al fianco delle donne per garantire loro le stesse opportunità degli uomini.
Dopo di lei un emozionato Antonio Conrater ha raccontato alcuni episodi da lui personalmente vissuti avendo avuto la fortuna di conoscere Marisa Bellisario e di lavorare con lei.
“E’ arrivata in Italtel in un momento difficilissimo e ha rivoltato come un guanto un’azienda con 30mila dipendenti e 500 dirigenti”, ha ricordato l’ex sindaco. “All’epoca le donne erano 2-3 e in posizioni non elevate, alle riunioni dei dirigenti lei era la sola ed era quindi un’attrazione”.

Antonio Conrater
Due gli episodi da lui ricordati e che l’hanno coinvolto personalmente: il primo quando venne presentato alla manager anche nella sua veste di sindaco e lei gli chiese di quale partito. Avendo saputo che si trattava della Democrazia Cristiana, Bellisario aveva commentato “il partito di Stato”. “Pensavo di essermi giocato la carriera, essendo lei invece affine al Partito socialista, ma così non fu”, ha detto Conrater, che ha poi raccontato che la manager portava a casa nel week end i dossier per studiarseli e li riportava il lunedì tutti pieni di chiose e modifiche. Il momento di commozione è arrivato nel ricordare la sua morte prematura: “Ne parliamo lunedì al mio rientro, mi disse, ma quella volta il rientro non ci fu”.
Tanti anche i ricordi personali di Bruna Osimo che in Italtel aveva collaborato all’attuazione di un programma di formazione del personale per la riconversione all’elettronica di prodotto e di processo nello scenario di transizione al digitale iniziato negli anni Ottanta nel comparto delle telecomunicazioni.
“Ha preso in mano un’azienda in grave perdita e in questa situazione ha mostrato tutta la sue capacità di negoziazione”, ha riferito l’autrice. “Ha condiviso il progetto di centrale elettronica digitale messo a punto da ingegneri e tecnici chiedendo ai lavoratori se volevano partecipare, ma dicendo chiaramente che non ci sarebbe stato posto per tutti. Questo ha comportato dover convincere i sindacati, trovando con loro forme di compensazione economica. Altre dimostrazioni delle sue capacità manageriali sono state la vendita degli asset aziendali e la ricerca di mercati esteri nonostante lo scetticismo di molti dirigenti”.

Quanto all’accusa di aver fatto carriera grazie alla politica, Bruna Osimo l’ha nettamente respinta: “In realtà era di una bravura straordinaria e aveva anche grandi capacità di leadership. Sapeva ascoltare, valutava le proposte ma poi si assumeva la responsabilità di decidere”, ha detto.
L’autrice ha inoltre voluto ricordare il gruppo Pari Opportunità di cui faceva parte, creato in un periodo in cui “quando le lavoratrici restavano incinte venivano spostate in un limbo”.
Si è totalmente riconosciuta nelle vicende raccontate nel libro l’imprenditrice Rosa Zazzara, raccontando le tappe della sua brillante carriera.
Ha infatti iniziato a lavorare giovanissima come receptionist in una grande azienda meccanica e ora si ritrova a capo di un’impresa con 30 dipendenti.

“Quando sono entrata nel mondo del lavoro mi era sembrato un mondo vecchio, rigido e severo”, ha ricordato. “In cima alla piramide erano tutti uomini, le donne erano loro ‘servitrici’, la massima aspirazione di una donna era diventare segretaria di qualcuno, meglio se del presidente. Le donne erano spaventate dalle innovazioni, io invece ero curiosa e volevo imparare. Oggi è diverso perché le donne studiano, ma purtroppo devono ancora sobbarcarsi il doppio lavoro fuori e dentro casa”.
Prima di concludere l’incontro Gerardo Biella ha voluto lanciare una provocazione circa la necessità o meno delle “quote rosa”, argomento che come spesso succede divide e anche in questa circostanza ha diviso i presenti tra favorevoli e contrari.
Marisa Bellisario, un’icona per il mondo femminile, fa ancora discutere, commuovere e sognare.
A.Vi.
























