Brivio: salice tagliato lungo l’Adda. Sui social le critiche

Nel recente periodo a Brivio è stato tagliato un salice piangente dalla sponda dell’Adda, nella località Molinazzo, e negli scorsi giorni il sindaco Federico Airoldi ha sentito la necessità di rispondere via social a critiche che sono state mosse da alcuni cittadini a proposito dell’abbattimento della pianta. 

“Mi informano che qualcuno si sta chiedendo, con un filo di indignazione, perché sul prato al Molinazzo sia stato rimosso il salice crollato a terra, e scrive che le menti pensanti che hanno comandato l’azione dell’uomo che l’ha tagliato, dovrebbero spiegarlo ai bambini che ci salivano in arrampicata orizzontale” ha fatto sapere il primo cittadino. “La spiegazione è semplice e la scrivo qui perché sono stati tirati in ballo i bambini. É stato rimosso proprio per tutelare l’incolumità di bambini ed adolescenti”.
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Secondo il sindaco, alcuni rami della pianta erano “marci” e per rendere tutto più chiaro ha postato una fotografia cerchiandoli. “Potevano crollare a terra trascinando con sé chi ci saliva”. E poi ancora: “Più in generale, per chi non lo sapesse, le manutenzioni straordinarie del patrimonio arboreo non vengono eseguite a discrezione del Sindaco e della Giunta, ma secondo le indicazioni dell’agronomo che cura il piano di manutenzione programmata e stabilisce, tra l’altro, se vi siano piante malate o pericolose da rimuovere e sostituire”. 

Il post ha generato non pochi commenti. Tra gli utenti che hanno voluto rispondere al sindaco anche Davide Spini, noto agronomo del territorio a cui diversi Comuni hanno più volte affidato lavori. Non ultimo il Comune di Calco che recentemente ha affidato a Spini un incarico professionale per indagini visive e strumentali su un olmo definito “storico”, per  4.060,16 euro, che si trovava all’interno dell’area San Vigilio, dove il Comune sta costruendo un bar-cucina. A seguito della valutazione, la pianta è stata abbattuta. 
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“Da agronomo esperto nel settore della valutazione di stabilità degli alberi sia a livello regionale che nazionale mi permetto di evidenziare che per l'abbattimento di quella pianta, se non è stata fatta un'indagine supportata da prove strumentali, come presumo avete fatto un grosso errore” ha commentato Spini. “Mi permetto di evidenziare che molti agronomi non sono cosi esperti in materia come si possa pensare. Questo ne è un esempio. Io conoscevo molto bene quell'albero e i miei figli facevano parte di quei bambini che ci salivano da anni. Chi ha prescritto l'eliminazione dell'albero (che ignoro e di cui non mi interessa nemmeno sapere l'identità) ha fatto una cafonata professionale eclatante ed è evidentemente non brillante in materia”. 
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Ma non è tutto. L’agronomo ha proseguito: “Un paio di settimane fa ho chiesto personalmente al referente che si occupa di rilasciare autorizzazioni agli abbattimenti degli alberi radicati nel territorio del Parco Adda Nord e pare che non me sappia nulla”. E infine: “Il fatto pietoso è che si sia decretata l'eliminazione di una particolarità naturalistica eccezionale in nome della di ‘sicurezza’....che in questo caso proprio non centrava nulla . Ma guai andare contro la ‘sicurezza’ parola, ahime', di cui troppi colleghi abusano per semplice scarico di responsabilità”. 

Lo scritto dell’agronomo ha generato a sua volta commenti e critiche, ma non da parte del sindaco Airoldi, che ha preferito non replicare.  
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