Osnago: intitolata a Cecilia Manganini e Isolina Brivio la sala polifunzionale l’8 marzo
A Osnago l’8 marzo non è stato soltanto una ricorrenza, ma un momento di memoria e consapevolezza. Nel cuore del paese sono state organizzate due iniziative che hanno riportato al centro le storie delle donne: quelle che hanno aperto la strada quasi ottant’anni fa e quelle che, ancora oggi, pagano il prezzo più alto della violenza.


La mattinata è poi proseguita nella sala civica Sandro Pertini, dove l’associazione Arci La Loco ha dato vita, con l’accompagnamento musicale dell’associazione Archè, a una performance simbolica dedicata alle donne vittime di violenza.

“Come Comune teniamo molto a dare valore all’8 marzo e a creare occasioni di riflessione” ha sottolineato l’assessore Ambrosiano Norberto. “Ogni donna che si emancipa e conquista la propria libertà è una risorsa per tutta l’umanità. E’ un traguardo che dobbiamo continuare a perseguire”.



Alla fine, in quella sala piena di sedie ormai vuote, è rimasta un’immagine difficile da ignorare: posti che non sono più occupati, ma che continuano a raccontare storie che non devono essere dimenticate.

Tiziana Molgora di Progetto Osnago
La mattinata si è aperta alle 10.30 in piazza Dante, con la posa di una targa e l’intitolazione della Sala Polifunzionale alle prime due donne elette nel consiglio comunale di Osnago il 17 marzo 1946: Isolina Brivio e Cecilia Manganini. A ricordarne la storia e il percorso di vita sono state le nipoti, Carla Villan e Miriam Lucia Pirovano, che hanno condiviso con i numerosi presenti ricordi familiari e frammenti di vita delle due figure.
Miriam Lucia Pirovano, nipote di Cecilia Manganini
Nel corso della cerimonia anche la vice sindaca Maria Grazia Caglio ha voluto rivolgere un pensiero a tutte le donne che oggi vivono situazioni di guerra e di grande difficoltà.La mattinata è poi proseguita nella sala civica Sandro Pertini, dove l’associazione Arci La Loco ha dato vita, con l’accompagnamento musicale dell’associazione Archè, a una performance simbolica dedicata alle donne vittime di violenza.

“Come Comune teniamo molto a dare valore all’8 marzo e a creare occasioni di riflessione” ha sottolineato l’assessore Ambrosiano Norberto. “Ogni donna che si emancipa e conquista la propria libertà è una risorsa per tutta l’umanità. E’ un traguardo che dobbiamo continuare a perseguire”.

Carla Villan, nipote di Isolina Brivio
Alcune donne di Progetto Osnago si sono alzate una dopo l’altra tra il pubblico, leggendo ad alta voce il nome di una vittima di violenza. Dopo ogni lettura, il foglio con quel nome veniva deposto su una sedia. Intanto, il pubblico si spostava lentamente ai lati della stanza, lasciando liberi i posti: sedie che, una dopo l’altra, venivano simbolicamente occupate da quei nomi.
Le nipoti di Isolina e Cecilia con la vicesindaca Maria Grazia Caglio
Tra le numerose poltrone verdi della sala spiccava una sola poltrona rossa, sulla quale è stata collocata una targa con una scritta che racchiude il senso dell'iniziativa: “Posto occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro affinché la quotidianità non lo sommerga.”
L'assessore Norberto Ambrosiano
Alla fine, in quella sala piena di sedie ormai vuote, è rimasta un’immagine difficile da ignorare: posti che non sono più occupati, ma che continuano a raccontare storie che non devono essere dimenticate.
F.Ri.
























