Olgiate: in sala consiliare lo scienziato Stefano Broccoli fa luce sul “futuro” del clima
Nella serata di venerdì 6 marzo la sala consiliare del comune di Olgiate Molgora ha ospitato un momento di approfondimento dedicato a uno dei temi più discussi del nostro tempo: il cambiamento climatico. L’incontro, intitolato “La verità, vi prego, sul clima”, è stato organizzato dal gruppo consiliare di minoranza "Olgiate Cambia Passo", che ha invitato, quale ospite della serata, Stefano Broccoli, divulgatore scientifico laureato in Scienze Naturali e presidente dell’associazione Scienziati Naturalisti, che ha guidato il pubblico in una riflessione sulle basi scientifiche del clima e sulle sfide che attendono la società nei prossimi decenni.

A fare gli onori di casa è stato il capogruppo Stefano Golfari, che ha salutato e ringraziato i cittadini presenti, ricordando l’impegno della sua squadra nel promuovere momenti di informazione e confronto sui temi ambientali. Golfari ha sottolineato come iniziative di questo tipo vogliano essere occasioni di dialogo aperto con la comunità: “Vogliamo essere persone che sanno cogliere gli spunti. Se qualcuno ha idee o proposte per altre serate e altri temi, è il benvenuto”.
Nel suo intervento non è mancato anche un riferimento critico all’attuale situazione delle strutture comunali: “Siamo in sala consiliare, ma ci sarebbe piaciuto realizzarla in sala civica. Speriamo che presto possa tornare a disposizione della comunità per ospitare serate e incontri su tanti temi”.

La parola è quindi passata al consigliere Rodolfo Panzeri, che ha introdotto il tema della serata con un racconto personale, mostrando al pubblico una fotografia della sua classe, scattata nel 1972 a Sartirana. In quegli anni aveva deciso di fondare un piccolo club chiamato “GDN – Giovani Difensori della Natura”.“Perché negli anni ’70, nella verde Brianza e non in una periferia industriale, un bambino sentiva il bisogno di fondare un club dei giovani difensori della natura?”. Panzeri ha quindi ripercorso alcuni passaggi storici che dagli anni Sessanta in poi hanno segnato la nascita della coscienza ambientale moderna, giungendo alla conclusione che, nonostante il passare dei decenni, il dibattito pubblico resta ancora diviso. “La comunità scientifica continua a lanciare l’allarme, mentre una parte della politica tende a minimizzare il problema. Siamo nel ciclone dell’informazione che ci sballotta tra negazionismo e catastrofismo. Ma noi come ci vogliamo porre?” A tentare di dare spunti oggettivi su cui riflettere in tal senso è stato Stefano Broccoli, che, presa la parola, ha ringraziato gli organizzatori per l’invito e ha proposto al pubblico un viaggio nella scienza del clima, partendo dai concetti fondamentali.

Il primo punto chiarito dal divulgatore ha riguardato la differenza tra meteo e clima, due concetti spesso confusi. “Il meteo riguarda fenomeni di breve durata e di scala locale, quelli che influenzano direttamente la vita quotidiana” ha detto, spiegando invece che il clima riguarda processi che si sviluppano su tempi molto più lunghi, spesso su scala generazionale. Parlare di cambiamento climatico significa dunque ragionare su ciò che hanno vissuto le generazioni passate e su ciò che vivranno quelle future.


Broccoli ha poi menzionato uno dei concetti chiave del sistema climatico come l’effetto serra, fenomeno naturale che funziona come una sorta di “coperta” che trattiene parte del calore irradiato dalla Terra. Senza l’effetto serra, la temperatura media del pianeta sarebbe tra i 5 e i 10 gradi, rendendo impossibile lo sviluppo della vita come la conosciamo. “Il problema nasce quando questo meccanismo naturale viene alterato” ha detto il relatore, spiegando che il clima terrestre non è mai stato statico nella storia geologica del pianeta. Numerosi fattori contribuiscono infatti alle variazioni climatiche. Tra questi rientrano la posizione della Terra rispetto al Sole, la forma dell’orbita terrestre e l’inclinazione dell’asse del pianeta. A influenzare il clima sono anche l’attività solare e le grandi correnti oceaniche. Tra queste ultime, ad esempio, un ruolo fondamentale è svolto dalla Corrente del Golfo, il cui eventuale rallentamento o arresto potrebbe in futuro provocare persino una nuova era glaciale in Europa.


Nonostante la complessità del sistema climatico, la scienza ha individuato un fattore determinante nell’attuale riscaldamento: l’attività umana. Broccoli ha spiegato che foreste e oceani funzionano come vere e proprie “banche del carbonio”, perché sono in grado di sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera. Gli alberi, ad esempio, assorbono anidride carbonica e ne trattengono il carbonio nei propri tessuti, contribuendo a regolare naturalmente il clima. Tuttavia, gran parte dei combustibili fossili che oggi utilizziamo, come carbone e petrolio, derivano proprio da antiche forme di vita vegetale rimaste intrappolate negli strati geologici milioni di anni fa. “Con l’utilizzo di queste risorse energetiche, l’uomo ha rimesso in circolo nell’atmosfera una grande quantità di carbonio che era rimasto immagazzinato per tempi lunghissimi”.


I dati mostrano come negli ultimi 400.000 anni la concentrazione di anidride carbonica non abbia mai raggiunto i livelli registrati a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. “Dal 1850 a oggi la temperatura media globale è aumentata di circa 1,5 gradi” ha detto, spiegando che per noi potrà anche fare poca differenza, ma per altri organismi comporta grossi cambiamenti che, a catena, hanno ripercussioni su tutto il pianeta.

Tra i fattori più preoccupanti citati da Broccoli c’è stato anche il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato delle regioni artiche sotto cui è intrappolata una grande quantità di materia organica in decomposizione che produce metano, un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica. “Con l’aumento delle temperature, il ghiaccio si scioglie e libera questo gas nell’atmosfera, amplificando ulteriormente l’effetto serra e creando un vero e proprio effetto a catena” ha proseguito il relatore, arrivando poi al nocciolo della questione: “Il cambiamento climatico non rappresenta un problema per il pianeta Terra in sé. Il nostro pianeta continuerà a esistere e ad adattarsi, come ha sempre fatto nella sua lunga storia. Il problema riguarda piuttosto l’uomo e la società umana”.

Eventi meteorologici più intensi, siccità, alluvioni e dissesto idrogeologico stanno diventando sempre più frequenti e comportano conseguenze economiche e sociali rilevanti, come le migrazioni ad esempio. Anche in Italia, ha osservato il relatore, i segnali sono sempre più evidenti: frane, allagamenti, problemi di siccità e instabilità territoriale si manifestano con maggiore frequenza e intensità. In questo senso, secondo Broccoli, affrontare il cambiamento climatico significa intervenire su più livelli, dalle scelte politiche alla gestione del territorio, fino ai comportamenti individuali. Anche i comuni per Broccoli possono svolgere un ruolo significativo, ad esempio promuovendo una gestione più efficiente dei rifiuti, valorizzando il territorio e investendo maggiormente nelle energie rinnovabili, oltre che sviluppando politiche locali orientate alla sostenibilità. L’impegno però andrebbe preso a tutti i livelli, fino al singolo, che adottando comportamenti sostenibili – a partire dalla propria alimentazione – può fare la differenza. Broccoli però ha voluto chiudere con una nota dolente: “Anche cessando immediatamente oggi tutta l’attività dell’uomo, i benefici sul clima si inizierebbero a sentire tra circa ottant’anni”.

L’incontro si è concluso con un momento di confronto con il pubblico, confermando l’interesse dei cittadini verso un tema complesso ma sempre più centrale. Svariate le domande, anche piuttosto tecniche, poste al relatore.

Stefano Golfari
A fare gli onori di casa è stato il capogruppo Stefano Golfari, che ha salutato e ringraziato i cittadini presenti, ricordando l’impegno della sua squadra nel promuovere momenti di informazione e confronto sui temi ambientali. Golfari ha sottolineato come iniziative di questo tipo vogliano essere occasioni di dialogo aperto con la comunità: “Vogliamo essere persone che sanno cogliere gli spunti. Se qualcuno ha idee o proposte per altre serate e altri temi, è il benvenuto”.
Nel suo intervento non è mancato anche un riferimento critico all’attuale situazione delle strutture comunali: “Siamo in sala consiliare, ma ci sarebbe piaciuto realizzarla in sala civica. Speriamo che presto possa tornare a disposizione della comunità per ospitare serate e incontri su tanti temi”.

La parola è quindi passata al consigliere Rodolfo Panzeri, che ha introdotto il tema della serata con un racconto personale, mostrando al pubblico una fotografia della sua classe, scattata nel 1972 a Sartirana. In quegli anni aveva deciso di fondare un piccolo club chiamato “GDN – Giovani Difensori della Natura”.“Perché negli anni ’70, nella verde Brianza e non in una periferia industriale, un bambino sentiva il bisogno di fondare un club dei giovani difensori della natura?”. Panzeri ha quindi ripercorso alcuni passaggi storici che dagli anni Sessanta in poi hanno segnato la nascita della coscienza ambientale moderna, giungendo alla conclusione che, nonostante il passare dei decenni, il dibattito pubblico resta ancora diviso. “La comunità scientifica continua a lanciare l’allarme, mentre una parte della politica tende a minimizzare il problema. Siamo nel ciclone dell’informazione che ci sballotta tra negazionismo e catastrofismo. Ma noi come ci vogliamo porre?” A tentare di dare spunti oggettivi su cui riflettere in tal senso è stato Stefano Broccoli, che, presa la parola, ha ringraziato gli organizzatori per l’invito e ha proposto al pubblico un viaggio nella scienza del clima, partendo dai concetti fondamentali.

Rodolfo Panzeri
Il primo punto chiarito dal divulgatore ha riguardato la differenza tra meteo e clima, due concetti spesso confusi. “Il meteo riguarda fenomeni di breve durata e di scala locale, quelli che influenzano direttamente la vita quotidiana” ha detto, spiegando invece che il clima riguarda processi che si sviluppano su tempi molto più lunghi, spesso su scala generazionale. Parlare di cambiamento climatico significa dunque ragionare su ciò che hanno vissuto le generazioni passate e su ciò che vivranno quelle future.

Stefano Broccoli

Broccoli ha poi menzionato uno dei concetti chiave del sistema climatico come l’effetto serra, fenomeno naturale che funziona come una sorta di “coperta” che trattiene parte del calore irradiato dalla Terra. Senza l’effetto serra, la temperatura media del pianeta sarebbe tra i 5 e i 10 gradi, rendendo impossibile lo sviluppo della vita come la conosciamo. “Il problema nasce quando questo meccanismo naturale viene alterato” ha detto il relatore, spiegando che il clima terrestre non è mai stato statico nella storia geologica del pianeta. Numerosi fattori contribuiscono infatti alle variazioni climatiche. Tra questi rientrano la posizione della Terra rispetto al Sole, la forma dell’orbita terrestre e l’inclinazione dell’asse del pianeta. A influenzare il clima sono anche l’attività solare e le grandi correnti oceaniche. Tra queste ultime, ad esempio, un ruolo fondamentale è svolto dalla Corrente del Golfo, il cui eventuale rallentamento o arresto potrebbe in futuro provocare persino una nuova era glaciale in Europa.


Nonostante la complessità del sistema climatico, la scienza ha individuato un fattore determinante nell’attuale riscaldamento: l’attività umana. Broccoli ha spiegato che foreste e oceani funzionano come vere e proprie “banche del carbonio”, perché sono in grado di sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera. Gli alberi, ad esempio, assorbono anidride carbonica e ne trattengono il carbonio nei propri tessuti, contribuendo a regolare naturalmente il clima. Tuttavia, gran parte dei combustibili fossili che oggi utilizziamo, come carbone e petrolio, derivano proprio da antiche forme di vita vegetale rimaste intrappolate negli strati geologici milioni di anni fa. “Con l’utilizzo di queste risorse energetiche, l’uomo ha rimesso in circolo nell’atmosfera una grande quantità di carbonio che era rimasto immagazzinato per tempi lunghissimi”.


I dati mostrano come negli ultimi 400.000 anni la concentrazione di anidride carbonica non abbia mai raggiunto i livelli registrati a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. “Dal 1850 a oggi la temperatura media globale è aumentata di circa 1,5 gradi” ha detto, spiegando che per noi potrà anche fare poca differenza, ma per altri organismi comporta grossi cambiamenti che, a catena, hanno ripercussioni su tutto il pianeta.

Tra i fattori più preoccupanti citati da Broccoli c’è stato anche il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato delle regioni artiche sotto cui è intrappolata una grande quantità di materia organica in decomposizione che produce metano, un gas serra molto più potente dell’anidride carbonica. “Con l’aumento delle temperature, il ghiaccio si scioglie e libera questo gas nell’atmosfera, amplificando ulteriormente l’effetto serra e creando un vero e proprio effetto a catena” ha proseguito il relatore, arrivando poi al nocciolo della questione: “Il cambiamento climatico non rappresenta un problema per il pianeta Terra in sé. Il nostro pianeta continuerà a esistere e ad adattarsi, come ha sempre fatto nella sua lunga storia. Il problema riguarda piuttosto l’uomo e la società umana”.

Eventi meteorologici più intensi, siccità, alluvioni e dissesto idrogeologico stanno diventando sempre più frequenti e comportano conseguenze economiche e sociali rilevanti, come le migrazioni ad esempio. Anche in Italia, ha osservato il relatore, i segnali sono sempre più evidenti: frane, allagamenti, problemi di siccità e instabilità territoriale si manifestano con maggiore frequenza e intensità. In questo senso, secondo Broccoli, affrontare il cambiamento climatico significa intervenire su più livelli, dalle scelte politiche alla gestione del territorio, fino ai comportamenti individuali. Anche i comuni per Broccoli possono svolgere un ruolo significativo, ad esempio promuovendo una gestione più efficiente dei rifiuti, valorizzando il territorio e investendo maggiormente nelle energie rinnovabili, oltre che sviluppando politiche locali orientate alla sostenibilità. L’impegno però andrebbe preso a tutti i livelli, fino al singolo, che adottando comportamenti sostenibili – a partire dalla propria alimentazione – può fare la differenza. Broccoli però ha voluto chiudere con una nota dolente: “Anche cessando immediatamente oggi tutta l’attività dell’uomo, i benefici sul clima si inizierebbero a sentire tra circa ottant’anni”.

L’incontro si è concluso con un momento di confronto con il pubblico, confermando l’interesse dei cittadini verso un tema complesso ma sempre più centrale. Svariate le domande, anche piuttosto tecniche, poste al relatore.
E.Ma.

























