Calco: e la sicurezza di via Calchi?
Gentile Redazione di Merateonline,
Gentile Sindaco, Gentile Amministrazione Comunale,
Apprezzo il riconoscimento che il marciapiede in via Privata Calchi “vada fatto” e che si tratti di un problema ereditato dal passato. Questo conferma che la questione è reale e condivisa, e apre la porta a un dialogo costruttivo per la sicurezza dei residenti. Tuttavia, ritengo necessario chiarire alcuni punti per non lasciare spazio a malintesi. Innanzitutto, non si tratta di una “ipotetica realizzazione”, ma di una necessità urgente dopo l’ennesimo incidente mortale del 25 febbraio, che ha evidenziato i rischi per pedoni e veicoli. Il Sindaco menziona un costo “parecchio” e il coinvolgimento di 200 famiglie contro le 20 di via Calchi: capisco le complessità economiche, ma la sicurezza non può essere misurata in “numeri” di famiglie o budget. Si tratta di prevenire tragedie, come quella recente, dove un’invasione di carreggiata poteva colpire pedoni esposti senza protezioni. Chiedo quindi dettagli sul “Piano di Lottizzazione” approvato anni fa: quali sono i tempi previsti? Perché non è stato attuato nonostante le amministrazioni precedenti? E, nel frattempo, perché non adottare misure immediate e a basso costo, come barriere jersey temporanee, segnali luminosi per ridurre la velocità o dissuasori? Riguardo alla fattibilità “sola alla volta”, concordo che un approccio complessivo sia ideale, ma non esclude interventi mirati. In altre zone simili (es. su strade provinciali in Lombardia), Comuni hanno installato protezioni pedonali in attesa di piani più ampi, coordinandosi con la Provincia. Non sto chiedendo al Comune di assumersi tutti i costi o responsabilità, ma di agire come ente di prossimità: un pressing formale e continuo sulla Provincia, magari con una petizione dei residenti, potrebbe accelerare le cose. Dopotutto, come residenti, non ci interessa “di chi è la strada”, ma che sia sicura. Infine, propongo un incontro pubblico con residenti, amministrazione e Provincia per discutere soluzioni concrete e tempi certi. Solo così potremo trasformare questa tragedia in un’opportunità per migliorare. Confido in una risposta rapida e in azioni visibili. La sicurezza non aspetta.
Distinti saluti
Gentile Sindaco, Gentile Amministrazione Comunale,
Apprezzo il riconoscimento che il marciapiede in via Privata Calchi “vada fatto” e che si tratti di un problema ereditato dal passato. Questo conferma che la questione è reale e condivisa, e apre la porta a un dialogo costruttivo per la sicurezza dei residenti. Tuttavia, ritengo necessario chiarire alcuni punti per non lasciare spazio a malintesi. Innanzitutto, non si tratta di una “ipotetica realizzazione”, ma di una necessità urgente dopo l’ennesimo incidente mortale del 25 febbraio, che ha evidenziato i rischi per pedoni e veicoli. Il Sindaco menziona un costo “parecchio” e il coinvolgimento di 200 famiglie contro le 20 di via Calchi: capisco le complessità economiche, ma la sicurezza non può essere misurata in “numeri” di famiglie o budget. Si tratta di prevenire tragedie, come quella recente, dove un’invasione di carreggiata poteva colpire pedoni esposti senza protezioni. Chiedo quindi dettagli sul “Piano di Lottizzazione” approvato anni fa: quali sono i tempi previsti? Perché non è stato attuato nonostante le amministrazioni precedenti? E, nel frattempo, perché non adottare misure immediate e a basso costo, come barriere jersey temporanee, segnali luminosi per ridurre la velocità o dissuasori? Riguardo alla fattibilità “sola alla volta”, concordo che un approccio complessivo sia ideale, ma non esclude interventi mirati. In altre zone simili (es. su strade provinciali in Lombardia), Comuni hanno installato protezioni pedonali in attesa di piani più ampi, coordinandosi con la Provincia. Non sto chiedendo al Comune di assumersi tutti i costi o responsabilità, ma di agire come ente di prossimità: un pressing formale e continuo sulla Provincia, magari con una petizione dei residenti, potrebbe accelerare le cose. Dopotutto, come residenti, non ci interessa “di chi è la strada”, ma che sia sicura. Infine, propongo un incontro pubblico con residenti, amministrazione e Provincia per discutere soluzioni concrete e tempi certi. Solo così potremo trasformare questa tragedia in un’opportunità per migliorare. Confido in una risposta rapida e in azioni visibili. La sicurezza non aspetta.
Distinti saluti
PM
























