Lomagna “Si-Cura” festival della Scienza: il benessere psicologico degli adolescenti
Ha preso il via nella serata di giovedì 5 marzo la terza edizione di “Lomagna Si-Cura", il festival della Scienza di Lomagna: una rassegna di tre incontri dedicati al tema del benessere, con un’attenzione particolare, per questa prima serata, al mondo dei giovani.

L’auditorium di Via Roma ha ospitato Simone Caputi, psicologo originario di Lomagna e oggi operativo a Treviglio, che ha guidato una riflessione sul benessere psicologico degli adolescenti e sul rapporto tra ragazzi e videogiochi. Strumenti spesso guardati con diffidenza, ma che, se compresi e utilizzati nel modo corretto, possono diventare occasioni di dialogo tra genitori e figli, contribuendo a consolidare un rapporto costruttivo e superare molti pregiudizi.
All’incontro erano presenti anche il sindaco Cristina Maria Citterio, l’assessore all’istruzione, alla cultura e digitale Gulino Alessandra e il dottor Jakob Panzeri.
«L’adolescenza è il momento in cui cambiano gli equilibri relazionali: parlando in termini di gioco nell’adolescente si alternano bonus e malus che portano a comportamenti molto polarizzati», ha spiegato Caputi. Accanto a picchi di energia e socialità possono infatti comparire impulsività e instabilità emotiva: una fase di transizione che può esporre i ragazzi a sentimenti di apatia, noia, malinconia e confusione. Secondo lo psicologo, tuttavia, anche queste emozioni giocano un ruolo fondamentale nella crescita del ragazzo: «Tutte le emozioni esistono perché sono necessarie». E’ giusto, ad esempio, che i giovani provino noia: è proprio da quest’ultima che può nascere la creatività.

Non sono mancati alcuni suggerimenti per interpretare con maggiore consapevolezza comportamenti tipici dell’adolescenza. «Sopportare la porta chiusa - ha spiegato Caputi - non significa rinunciare a dare regole. Quando un ragazzo chiude la porta della sua stanza, spesso è perché sta cercando di definire la propria autonomia».
Come si inseriscono i videogiochi in tutto questo? Strumenti da tempo presenti nella vita delle diverse generazioni e oggi rappresentano un elemento ormai consolidato nella nostra società. Se utilizzati nel modo corretto, sono in grado di bilanciare perfettamente il divertimento a diverse attività cognitive, come capacità di analisi, cooperazione, problem solving, attenzione sostenuta e pensiero narrativo.
Il messaggio rivolto ai genitori è quindi quello di non demonizzare questi strumenti, ma di imparare a conoscerli. I videogiochi fanno parte della quotidianità dei ragazzi e contribuiscono alla costruzione della loro identità. «Il controllo è necessario - ha sottolineato Caputi - ma vietarne completamente l'uso significa perdere un’importante occasione di relazione tra genitori e figli».
Tra gli strumenti utili, lo psicologo ha ricordato la classificazione per età e contenuti presente sulle confezioni dei videogiochi e i sistemi di controllo parentale, che permettono di gestire tempi e modalità di utilizzo.

Negli ultimi anni l’interesse verso questi strumenti è cresciuto fino allo sviluppo della cosiddetta videogame therapy, un approccio psicologico integrato che utilizza i videogiochi commerciali come supporto terapeutico per favorire il contenimento emotivo, l’autoregolazione cognitiva e la riflessione su aspetti del proprio carattere e del proprio stile di vita che emergono nel contesto di gioco.
Esito positivo per il primo appuntamento della rassegna, che ha registrato una buona partecipazione di pubblico. Un risultato incoraggiante anche in vista dei prossimi due appuntamenti in programma.
Il festival proseguirà infatti il 16 aprile con un incontro guidato dal dottor Jakob Panzeri e dedicato al tema dell’obesità e dei nuovi farmaci che negli ultimi anni hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico verso quest’ultima. Il 5 maggio, invece, sarà ospite la dottoressa Nicoletta Manzocchi, responsabile della Reumatologia dell’Ospedale San Leopoldo Mandic di Merate, che interverrà per approfondire le principali patologie reumatologiche.

Simone Caputi
L’auditorium di Via Roma ha ospitato Simone Caputi, psicologo originario di Lomagna e oggi operativo a Treviglio, che ha guidato una riflessione sul benessere psicologico degli adolescenti e sul rapporto tra ragazzi e videogiochi. Strumenti spesso guardati con diffidenza, ma che, se compresi e utilizzati nel modo corretto, possono diventare occasioni di dialogo tra genitori e figli, contribuendo a consolidare un rapporto costruttivo e superare molti pregiudizi.
All’incontro erano presenti anche il sindaco Cristina Maria Citterio, l’assessore all’istruzione, alla cultura e digitale Gulino Alessandra e il dottor Jakob Panzeri.
«L’adolescenza è il momento in cui cambiano gli equilibri relazionali: parlando in termini di gioco nell’adolescente si alternano bonus e malus che portano a comportamenti molto polarizzati», ha spiegato Caputi. Accanto a picchi di energia e socialità possono infatti comparire impulsività e instabilità emotiva: una fase di transizione che può esporre i ragazzi a sentimenti di apatia, noia, malinconia e confusione. Secondo lo psicologo, tuttavia, anche queste emozioni giocano un ruolo fondamentale nella crescita del ragazzo: «Tutte le emozioni esistono perché sono necessarie». E’ giusto, ad esempio, che i giovani provino noia: è proprio da quest’ultima che può nascere la creatività.

Non sono mancati alcuni suggerimenti per interpretare con maggiore consapevolezza comportamenti tipici dell’adolescenza. «Sopportare la porta chiusa - ha spiegato Caputi - non significa rinunciare a dare regole. Quando un ragazzo chiude la porta della sua stanza, spesso è perché sta cercando di definire la propria autonomia».
Come si inseriscono i videogiochi in tutto questo? Strumenti da tempo presenti nella vita delle diverse generazioni e oggi rappresentano un elemento ormai consolidato nella nostra società. Se utilizzati nel modo corretto, sono in grado di bilanciare perfettamente il divertimento a diverse attività cognitive, come capacità di analisi, cooperazione, problem solving, attenzione sostenuta e pensiero narrativo.
Il messaggio rivolto ai genitori è quindi quello di non demonizzare questi strumenti, ma di imparare a conoscerli. I videogiochi fanno parte della quotidianità dei ragazzi e contribuiscono alla costruzione della loro identità. «Il controllo è necessario - ha sottolineato Caputi - ma vietarne completamente l'uso significa perdere un’importante occasione di relazione tra genitori e figli».
Tra gli strumenti utili, lo psicologo ha ricordato la classificazione per età e contenuti presente sulle confezioni dei videogiochi e i sistemi di controllo parentale, che permettono di gestire tempi e modalità di utilizzo.

Il dottor Jakob Panzeri
Negli ultimi anni l’interesse verso questi strumenti è cresciuto fino allo sviluppo della cosiddetta videogame therapy, un approccio psicologico integrato che utilizza i videogiochi commerciali come supporto terapeutico per favorire il contenimento emotivo, l’autoregolazione cognitiva e la riflessione su aspetti del proprio carattere e del proprio stile di vita che emergono nel contesto di gioco.
Esito positivo per il primo appuntamento della rassegna, che ha registrato una buona partecipazione di pubblico. Un risultato incoraggiante anche in vista dei prossimi due appuntamenti in programma.
Il festival proseguirà infatti il 16 aprile con un incontro guidato dal dottor Jakob Panzeri e dedicato al tema dell’obesità e dei nuovi farmaci che negli ultimi anni hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico verso quest’ultima. Il 5 maggio, invece, sarà ospite la dottoressa Nicoletta Manzocchi, responsabile della Reumatologia dell’Ospedale San Leopoldo Mandic di Merate, che interverrà per approfondire le principali patologie reumatologiche.
F.Ri.
























