Calco: marciapiedi sulla 342, opere pubbliche e ‘curvone’. Magni critica, Motta risponde
Il recente incidente mortale avvenuto lungo la SS342 a Calco – in cui hanno perso la vita Mirco Formenti di Brivio e Francesco Bonfanti di Perego – ha riaperto il dibattito sulla viabilità in paese e in particolare sulle opere che andrebbero realizzate per mettere in sicurezza un tratto di strada che ormai da troppi anni preoccupa residenti e automobilisti. Il prossimo mese di maggio, inoltre, i cittadini di Calco sono chiamati alle urne e la campagna elettorale che entrerà nel vivo da qui a poco non potrà fare a meno di agganciarsi a questo dibattito e fomentarlo.

A fare il primo passo in tal senso negli scorsi giorni è stato l’ex sindaco Giuseppe Magni che, nonostante abbia già fatto sapere di non voler concorrere alle prossime comunali, almeno non in veste di candidato sindaco, ha voluto puntare il dito contro le ultime scelte del sindaco Stefano Motta e del resto dell’amministrazione.
A non andar giù all’ex sindaco leghista è il camminamento pedonale protetto realizzato dall’amministrazione Motta da Largo Pomeo a scendere verso Merate, da lui definito il “muro della vergogna”. “Non capisco perché non sia affisso un bel cartello che dica chiaramente che l’opera è costata quasi 400.000 euro messi dai cittadini” spiega Magni, contestando – come già avvenuto in passato – il fatto che l’intervento non abbia aggiunto valore e che, soprattutto, abbia eliminato parecchi parcheggi.

È vero che l’amministrazione ha bilanciato aprendo un nuovo parcheggio all’interno dell’area Sala in via Italia con parecchi posti auto, ma anche su questo Magni ha da obbiettare: “Ormai è diventato il deposito di tutte le seconde auto dei residenti della zona che non hanno il garage e così non c’è mai posto per i clienti delle attività della via Nazionale”.
Ma al di là dei parcheggi, per l’ex primo cittadino almeno altri due dettagli relativi all’opera sarebbero da rivedere. In primis il parcheggio disabili degli uffici postali. Troppo stretto e “contorto” a causa del cordolo di un’aiuola che è già stato sporcato dagli pneumatici delle auto che, uscendo, hanno strisciato contro. “Togliendo il cordolo, sarebbe più semplice entrare e uscire, e ci starebbero due auto”. In secondo luogo Magni ha obbiettato il fatto che più volte gli è capitato di vedere pedoni camminare esternamente al muro per raggiungere l’attraversamento in prossimità del bar centrale.

Il motivo sembrerebbe dovuto a un effetto ottico: per chi cammina da sud verso nord lungo il marciapiede, l’attraversamento sembra “sbarrato” dal muro e dunque è indotto a passare esternamente. “Mi è capitato di dover correre in mezzo alla strada a fermare un tir in arrivo da Largo Pomeo che avrebbe schiacciato contro il muro una mamma con i figli che stavano passando di lì” ha spiegato Magni. “Andrebbe meglio segnalato” ha aggiunto, anche se effettivamente più indietro, in prossimità dell’attraversamento, c’è un cartello che lo indica.
Tutto questo discorso – per tornare all’inizio dell’articolo – si ricollega alla messa in sicurezza della SS342 e alla curva dello Sport, secondo Magni. “Invece di fare opere inutili, come questo marciapiede e il bar-cucina, l’amministrazione dovrebbe sbloccare la realizzazione della rotonda alla curva provvedendo all’accesso a Boffalora, perché sono anni che se ne deve occupare il Comune, ma si continua a dire che anche questo intervento è in capo ad Anas. Si dovrebbe inoltre provvedere ad acquistare il terzo dell’immobile sulla curva che manca (due terzi sono stati già acquistati all’asta dal Comune ndr) facendo un’offerta congrua, e infine si dovrebbe procedere alla realizzazione del marciapiede per la via Privata Calchi” ha spiegato l’ex sindaco. “Non solo non si provvede a queste opere, ma soprattutto si spende per cose che non servono”.

In tutta risposta il sindaco Stefano Motta, che insieme alla sua lista “Progetto Calco” il prossimo 12 marzo terrà il primo dei quattro appuntamenti pre-elettorali proprio sul tema di “urbanistica e viabilità”, ha voluto smentire alcune affermazioni.
“Magni dovrebbe ben sapere che tutto l’intervento è in capo ad Anas, anche l’accesso a località Boffalora. Il Comune non può fare niente, tant’è che anche a dicembre quando sono andato all’Anas ho dovuto farmi accompagnare dal vicepresidente della Provincia, Mattia Micheli. Un amministratore di lungo corso come Magni non può non sapere che quella strada è passata di competenza dalla Provincia all'Anas e che la Regione ha messo a disposizione 475.000 euro per fare la rotonda, soldi che sono lì bloccati, e che l’intervento deve essere concordato con loro”.

Il primi cittadino si è espresso anche rispetto all’ipotetica realizzazione del marciapiede di accesso alla via Privata Calchi: “Anch’io sostengo che vada fatto, ma il problema è che noi possiamo fare un'opera sola alla volta. Adesso ci stiamo occupando del marciapiede di via Ghislanzoni, alla fine del mese mi presenteranno il computo economico e probabilmente costerà parecchio, ma è senz'altro da fare, anche perché è una via in cui ci sono 200 famiglie, mentre in via Calchi ce ne sono 20” ha detto, aggiungendo che il Piano di Lottizzazione della via Calchi è stato approvato negli anni da amministrazioni precedenti alla sua, ma senza opere urbanistiche come appunto il marciapiede: “È facile arrivare anni dopo e dire che serve il marciapiede. Non è che possiamo rimediare in una volta sola a tutti i problemi che che abbiamo ereditato dal passato”.

Infine, Motta ha rivendicato il valore del camminamento protetto in di via Nazionale: “La prima cosa da dire è che il Peba (Piano eliminazione barriere architettoniche ndr) approvato da tutti in consiglio comunale prevedeva come prima opera urgente per garantire l'accessibilità alla posta, agli esercizi commerciali e alla banca la realizzazione del marciapiede, quindi c'è anche una priorità che è data dall'accessibilità ai pubblici servizi”. Rispetto ai “dettagli”, invece, ha aggiunto: “Magni non è un tecnico. Anche a me sarebbe piaciuto farlo in un'altra maniera, peccato che c'è un tecnico che studia la documentazione, le carte e vede com'è la situazione”.

A fare il primo passo in tal senso negli scorsi giorni è stato l’ex sindaco Giuseppe Magni che, nonostante abbia già fatto sapere di non voler concorrere alle prossime comunali, almeno non in veste di candidato sindaco, ha voluto puntare il dito contro le ultime scelte del sindaco Stefano Motta e del resto dell’amministrazione.
A non andar giù all’ex sindaco leghista è il camminamento pedonale protetto realizzato dall’amministrazione Motta da Largo Pomeo a scendere verso Merate, da lui definito il “muro della vergogna”. “Non capisco perché non sia affisso un bel cartello che dica chiaramente che l’opera è costata quasi 400.000 euro messi dai cittadini” spiega Magni, contestando – come già avvenuto in passato – il fatto che l’intervento non abbia aggiunto valore e che, soprattutto, abbia eliminato parecchi parcheggi.

È vero che l’amministrazione ha bilanciato aprendo un nuovo parcheggio all’interno dell’area Sala in via Italia con parecchi posti auto, ma anche su questo Magni ha da obbiettare: “Ormai è diventato il deposito di tutte le seconde auto dei residenti della zona che non hanno il garage e così non c’è mai posto per i clienti delle attività della via Nazionale”.
Ma al di là dei parcheggi, per l’ex primo cittadino almeno altri due dettagli relativi all’opera sarebbero da rivedere. In primis il parcheggio disabili degli uffici postali. Troppo stretto e “contorto” a causa del cordolo di un’aiuola che è già stato sporcato dagli pneumatici delle auto che, uscendo, hanno strisciato contro. “Togliendo il cordolo, sarebbe più semplice entrare e uscire, e ci starebbero due auto”. In secondo luogo Magni ha obbiettato il fatto che più volte gli è capitato di vedere pedoni camminare esternamente al muro per raggiungere l’attraversamento in prossimità del bar centrale.

Il motivo sembrerebbe dovuto a un effetto ottico: per chi cammina da sud verso nord lungo il marciapiede, l’attraversamento sembra “sbarrato” dal muro e dunque è indotto a passare esternamente. “Mi è capitato di dover correre in mezzo alla strada a fermare un tir in arrivo da Largo Pomeo che avrebbe schiacciato contro il muro una mamma con i figli che stavano passando di lì” ha spiegato Magni. “Andrebbe meglio segnalato” ha aggiunto, anche se effettivamente più indietro, in prossimità dell’attraversamento, c’è un cartello che lo indica.
Tutto questo discorso – per tornare all’inizio dell’articolo – si ricollega alla messa in sicurezza della SS342 e alla curva dello Sport, secondo Magni. “Invece di fare opere inutili, come questo marciapiede e il bar-cucina, l’amministrazione dovrebbe sbloccare la realizzazione della rotonda alla curva provvedendo all’accesso a Boffalora, perché sono anni che se ne deve occupare il Comune, ma si continua a dire che anche questo intervento è in capo ad Anas. Si dovrebbe inoltre provvedere ad acquistare il terzo dell’immobile sulla curva che manca (due terzi sono stati già acquistati all’asta dal Comune ndr) facendo un’offerta congrua, e infine si dovrebbe procedere alla realizzazione del marciapiede per la via Privata Calchi” ha spiegato l’ex sindaco. “Non solo non si provvede a queste opere, ma soprattutto si spende per cose che non servono”.

In tutta risposta il sindaco Stefano Motta, che insieme alla sua lista “Progetto Calco” il prossimo 12 marzo terrà il primo dei quattro appuntamenti pre-elettorali proprio sul tema di “urbanistica e viabilità”, ha voluto smentire alcune affermazioni.
“Magni dovrebbe ben sapere che tutto l’intervento è in capo ad Anas, anche l’accesso a località Boffalora. Il Comune non può fare niente, tant’è che anche a dicembre quando sono andato all’Anas ho dovuto farmi accompagnare dal vicepresidente della Provincia, Mattia Micheli. Un amministratore di lungo corso come Magni non può non sapere che quella strada è passata di competenza dalla Provincia all'Anas e che la Regione ha messo a disposizione 475.000 euro per fare la rotonda, soldi che sono lì bloccati, e che l’intervento deve essere concordato con loro”.

Il primi cittadino si è espresso anche rispetto all’ipotetica realizzazione del marciapiede di accesso alla via Privata Calchi: “Anch’io sostengo che vada fatto, ma il problema è che noi possiamo fare un'opera sola alla volta. Adesso ci stiamo occupando del marciapiede di via Ghislanzoni, alla fine del mese mi presenteranno il computo economico e probabilmente costerà parecchio, ma è senz'altro da fare, anche perché è una via in cui ci sono 200 famiglie, mentre in via Calchi ce ne sono 20” ha detto, aggiungendo che il Piano di Lottizzazione della via Calchi è stato approvato negli anni da amministrazioni precedenti alla sua, ma senza opere urbanistiche come appunto il marciapiede: “È facile arrivare anni dopo e dire che serve il marciapiede. Non è che possiamo rimediare in una volta sola a tutti i problemi che che abbiamo ereditato dal passato”.

Infine, Motta ha rivendicato il valore del camminamento protetto in di via Nazionale: “La prima cosa da dire è che il Peba (Piano eliminazione barriere architettoniche ndr) approvato da tutti in consiglio comunale prevedeva come prima opera urgente per garantire l'accessibilità alla posta, agli esercizi commerciali e alla banca la realizzazione del marciapiede, quindi c'è anche una priorità che è data dall'accessibilità ai pubblici servizi”. Rispetto ai “dettagli”, invece, ha aggiunto: “Magni non è un tecnico. Anche a me sarebbe piaciuto farlo in un'altra maniera, peccato che c'è un tecnico che studia la documentazione, le carte e vede com'è la situazione”.
E.Ma.
























