“Riserva”, Vitali: non serve la chiusura, basta il rispetto

Sulle restrizioni alla fruizione della Riserva lago di Sartirana – la zona a nord, dal 1° marzo al 31 luglio – abbiamo chiesto il parere a Paolo Vitali che è stato direttore della Riserva per vent’anni e guardia ecologica per 35.
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Un esperto nato e cresciuto sul campo. L’applicazione delle limitazioni è tutto sommato recente: risale alla Consigliatura Robbiani – 2009/2014 – mentre nei decenni precedenti (e naturalmente anche nei secoli precedenti) non vi era alcun limite. Da allora i periodi di chiusura sono stati più volte modificati. Si era giunti persino alla chiusura totale: gli accessi alla Foce erano consentiti per una ventina di metri, poi transenne sia a destra sia a sinistra, dal 1° aprile al 15 giugno per la zona meno sensibile e dal 1° marzo al 31 luglio per quella attorno al canneto. Contro questi provvedimenti nel maggio 2021 Dario Perego, Andrea Massironi e Roberto Perego, tutti di Sartirana, due ex sindaci e il terzo un consigliere comunale avevano allestito banchetti in piazza raccogliendo oltre 500 firme.
Intanto da domenica la zona Nord è chiusa e lo sarà fino a estate inoltrato.
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Ecco il parere del geometra Vitali.
“In tempi passati dopo attenta e prolungata osservazione ero giunto alla conclusione che non vi era alcuna necessità di chiudere il sentiero circumlacuale. All’Ente gestore della Riserva avevo proposto di vietare soltanto l’accesso al canneto. Ciò perché i nidi sono ben lontani dal sentiero. Svasso, Folaga, Gallinella, Germano, Tarbusino e sporadicamente Moretta tabaccata, Moriglione, Marzaiola, insomma l’avifauna nidificante non è disturbata dal passeggio delle persone sul sentiero che corre ben lontano dai punti di nidificazione. A condizione ovviamente che i fruitori non escano dal sentiero stesso. La raccolta firme è stata sicuramente opportuna ma i promotori non hanno prodotto alcun documento a giustificazione della richiesta di non chiudere la Riserva e pertanto l’iniziativa fu bocciata.
Sarebbe interessante che qualche ornitologo dimostrasse che la presenza umana crea disturbo alla nidificazione. Si è recentemente parlato del Falco di Palude nidificante. Chi ha sostenuto questa tesi deve aver visto un Ufo.
Nei tanti anni che ho trascorso nella Riserva, ho verificato durante il periodo di migrazione soste momentanee sul lago di Beccaccini, Mestoloni, qualche Fistione Turco e altre specie, e l’Airone cenerino proveniente dalle garzaie di Brivio dove nidifica. Aggiungo che in parte al sentiero nidifica qualche capinera qualche merlo e qualche fringuello, indifferenti al passaggio delle persone. A mio avviso la chiusura non serve, serve solo il rispetto dell’ambiente”.
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