Paderno: è morta Anna Rizzo Vermi, filosofa e scrittrice, vedova del noto pittore
Anna Rizzo Vermi (21 luglio1939 - 3 marzo 2026), vedova di Arturo Vermi, si è spenta nella serata di ieri sera, lasciando un grande vuoto in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla.
Laureata in filosofia e scrittrice, ha accompagnato con dedizione e sensibilità il percorso umano e artistico del marito, custodendone la memoria con amore e impegno attraverso l’Archivio Arturo Vermi (www.arturovermi.com).

Donna forte e generosa, dall’intelligenza brillante e vivace, con il suo eloquio fluente e ironico, ha raccolto esperienze ed aneddoti della sua vita con l’Artista nel libro “Caro Arturo”. Negli anni ’70 fonda con il marito la rivista “L’Azzurro” che diffonde solo notizie positive e la cui prima edizione viene distribuita durante la Biennale di Venezia del 1975.
Con la sua scomparsa si chiude una pagina preziosa della Milano artistica degli anni Sessanta ma resta vivo l’esempio di una donna che ha saputo vivere con dignità, affetto e silenziosa forza. Insegnante di yoga, esperta di filosofie orientali e medicina alternativa, la sua vita è stata segnata da valori profondi di cui testimonianza è data nel docu-film “Caro Arturo” per la regia di Daniele Riva che sarà pubblicamente presentato a breve.
Il suo ricordo continuerà ad accompagnare familiari ed amici, insieme alla gratitudine per il bene e la testimonianza di vita ricevuti. Il funerale si svolgera’ giovedi 5 marzo 2026 alle ore 15.00 presso la Chiesa Parrocchiale di Paderno d’Adda.
Laureata in filosofia e scrittrice, ha accompagnato con dedizione e sensibilità il percorso umano e artistico del marito, custodendone la memoria con amore e impegno attraverso l’Archivio Arturo Vermi (www.arturovermi.com).

Donna forte e generosa, dall’intelligenza brillante e vivace, con il suo eloquio fluente e ironico, ha raccolto esperienze ed aneddoti della sua vita con l’Artista nel libro “Caro Arturo”. Negli anni ’70 fonda con il marito la rivista “L’Azzurro” che diffonde solo notizie positive e la cui prima edizione viene distribuita durante la Biennale di Venezia del 1975.
Con la sua scomparsa si chiude una pagina preziosa della Milano artistica degli anni Sessanta ma resta vivo l’esempio di una donna che ha saputo vivere con dignità, affetto e silenziosa forza. Insegnante di yoga, esperta di filosofie orientali e medicina alternativa, la sua vita è stata segnata da valori profondi di cui testimonianza è data nel docu-film “Caro Arturo” per la regia di Daniele Riva che sarà pubblicamente presentato a breve.

























