Merate: la rassegna Jazz si chiude con soddisfazione

Un successo atteso ma andato oltre ogni aspettativa che ha portato il jazz in città.
Una rassegna spalmata su quattro giorni e con sei eventi che ha raccolto la soddisfazione di centinaia di persone e l'orgoglio di una città che ha ospitato artisti di fama internazionale.
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Organizzata da comune di Merate con la direzione artistica di Saul Beretta di Musicamorfosi, la serie di concerti che si è svolta tra auditorium Spezzaferri, Villa Confalonieri e Villa dei Cedri registrando sempre il tutto esaurito. Anzi, costringendo l'organizzazione a non consentire l'accesso a tantissime persone, causa mancanza di posti e per ragioni di sicurezza.



Soddisfatta l'assessore Patrizia Riva. "Abbiamo centrato sia il periodo sia il genere. Ci siamo posizionati tra febbraio e marzo, lontani da altri eventi che avrebbero potuto disperdere il pubblico. Il jazz è un genere particolare e Merate non aveva mai ospitato eventi di questo livello. Quindi possiamo ritenerci pienamente soddisfatti e pensare già alla seconda edizione per il prossimo anno. Purtroppo non è stato possibile accogliere tutti coloro che si sono presentati per assistere ai concerti, la soluzione potrebbe essere la prenotazione perchè dobbiamo fare i conti con la capienza dell'auditorium e le questioni imprescindibili di sicurezza".
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Domenica pomeriggio il penultimo concerto è stato dedicato ai bambini e si svolto in Villa Confalonieri. Nel salone principale grandi e piccini il trio "Vita da Cartoni" ha offerto una performance entusiasmante e coinvolgente.

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Alle 19, invece, si sono aperte nuovamente le porte dell'auditorium per la chiusura affidata alla "Panorchestra" di Tino Tracanna che ha intrattenuto per quasi due ore, costretta anche al bis da un pubblico entusiasta.
Crediti fotografici "Maurizio Anderlini / 
Perché una RSA non è un luogo di fine, ma un luogo di vita.
Quest’anno Villa dei Cedri ha ospitato una data di Merate Jazz, il nuovo festival che sta riscuotendo grande successo sul territorio. E non è stata una scelta casuale.
Abbiamo condiviso con il direttore artistico Saul Beretta, anima di Musicamorfosi, che organizza il festival per il Comune di Merate, l’idea di proporre nel salone della nostra RSA un concerto rivolto ai bambini: Jazz for Kids.
Una scelta precisa. Strategica. Coerente con la nostra visione.
Portare un festival in RSA significa:
• Aprire le porte alla città
• Far entrare energia, famiglie, bambini
• Superare l’idea della residenza come luogo chiuso
• Restituire centralità culturale agli anziani
E scegliere un concerto per bambini significa fare un passo in più: creare incontro tra generazioni.
I nostri ospiti hanno ascoltato jazz dal vivo mentre scorrevano sullo schermo cartoni animati vintage in bianco e nero. I bambini ridevano, si muovevano a ritmo. Gli anziani sorridevano, ricordavano, commentavano.
In quel momento la RSA non era “una struttura”.
Era una piazza.
Era un teatro.
Era una comunità.
La cultura non è intrattenimento accessorio.
È cura relazionale.
È stimolo cognitivo.
È appartenenza.
Se vogliamo che le RSA diventino sempre più comunità generative, dobbiamo avere il coraggio di aprirle ai linguaggi contemporanei, alla musica, ai festival, ai bambini.
Grazie a Merate Jazz e a chi crede che la bellezza possa abitare anche (e soprattutto) nei luoghi della fragilità.
S.V.
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