Separazione delle carriere

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"La politica è l'arte di cercare un problema, trovarlo, che esso esista o meno, diagnosticarlo in modo scorretto e applicare il rimedio sbagliato": è un aforisma attribuito ad un inglese (Ernest Benn, 1875-1934) e l'ho appena letto in un libro sui problemi del Medio-oriente. Oltre che divertente e acuto lo trovo piuttosto pertinente con il tema posto dal referendum.
Andremo a votare per l'accettazione o il rigetto di una modifica alla costituzione intesa a migliorare la Giustizia, renderla più giusta e fare aumentare la fiducia posta in lei dai cittadini.
Andrò doverosamente a votare, e il mio voto prescinderà totalmente da valutazioni "destra-sinistra", "pro-contro il governo".
A me pare che i problemi fondamentali, aggrovigliati fra loro siano iter processuali normalmente lunghissimi, leggi e procedure farraginose e forse contradditorie (opera della classe politica),carenze di organici, impostazioni che favoriscono una "giustizia di classe" (chi può permettersi batterie di avvocati se la cava), pene che molto spesso sono inapplicabili (borseggiatrici, ladruncoli, spacciatori, ... abituali; individui espulsi reiteratamente), carceri come bolge infernali.
La modifica per la quale voteremo separa le carriere tra giudicanti e inquirenti (affinché i relativamente pochi inquirenti non influenzino i relativamente molti giudicanti), duplica il CSM, introduce un ulteriore organismo (Alta Corte), introduce la nomina per sorteggio!
La realtà dei fatti: i passaggi di carriera sono oggi di fatto inesistenti e comunque pressocché impossibili; la elevata percentuale di assoluzioni di imputati per i quali era stata chiesta condanna (e i casi contrari) sembra negare il pericolo delle influenze indebite; sdoppiare il CSM porterebbe a confusione e appesantimenti, probabilmente aprendo il campo per future possibili degenerazioni; sorteggiare, anziché scegliere, vorrebbe dire certificare sfiducia totale (e allora poi perché non sorteggiare sindaci, assessori, deputati, presidenti di regione..?).
In definitiva la modifica costituzionale è del tutto ininfluente sui problemi fondamentali, ma introduce elementi di confusione, aprendo al rischio di indebolire il ruolo della magistratura come ordine autonomo indipendente e autorevole.
Sono consapevole che molto dovrebbe essere migliore (casi di inefficienza e disonestà non sono mancati), ma secondo la mia valutazione questa modifica costituzionale non risolve il male e peggiora l'Insieme, quindi voterò NO. 
Molti auguri. Cordialmente
CBR
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