Infrastrutture: per la destra il meratese è bacino di voti

Ricordate quando a scuola si facevano i compiti in fretta e furia l'ora prima che il maestro passasse tra i banchi a controllare? Ecco, la gestione delle infrastrutture nel Meratese da parte della giunta di centrodestra in Regione Lombardia funziona esattamente così.
Dopo decenni di governo ininterrotto, la destra si presenta oggi agli incontri sul nuovo ponte tra Paderno e Calusco con grande disinvoltura, a prendersi gli applausi per un disastro annunciato: la chiusura del vecchio viadotto nel 2030 e la presunta apertura di quello nuovo nel 2034. Quattro anni di vuoto assoluto. E la cosa più avvilente è che, per loro, questo rappresenta un successo.
La realtà è che la Regione ha deciso di non investire più sul nostro territorio. Hanno abilmente passato l'intera "palla" economica a RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Visto che a costruire il ponte ci pensano le ferrovie per le loro ovvie necessità, dal Pirellone hanno deciso che la partita è chiusa.
Una programmazione seria e degna di questo nome avrebbe significato arrivare a questi tavoli, oggi, con disegni già pronti, tracciati definiti, studi aggiornati dei flussi di traffico e proposte concrete per nuove rotonde e viabilità alternativa. Invece, si improvvisa all'ultimo secondo.
Sia chiaro: noi non siamo contro le infrastrutture. Ma provate a immaginare cosa "poteva essere" se si fossero mossi 10 anni fa. Immaginate se la politica regionale e nazionale avesse messo sul piatto per l'Adda anche solo un decimo degli investimenti miliardari sbandierati per il fantomatico Ponte sullo Stretto di Messina. Avremmo progetti d'eccellenza, non una rincorsa affannosa che trasformerà i nostri piccoli centri residenziali in snodi merci per tir.
La Lombardia e il Lecchese sono ormai considerati dalla destra come un "cliente fisso" e abitudinario. Quello a cui non serve più offrire sconti o un servizio di qualità, perché tanto non cambierà mai negozio. Le attenzioni, gli sforzi e i soldi veri si concentrano sulle regioni "in bilico", da conquistare a ogni elezione. A noi, invece, basta portare la solita scatola di cioccolatini sotto forma di dichiarazioni rassicuranti e pacche sulle spalle. Questo territorio ha dimostrato per anni cosa sa fare: con la sua storia, con le sue imprese, con il lavoro quotidiano di cittadini che tengono in piedi un sistema economico e sociale straordinario. Proprio per questo non può più accontentarsi. Ha diritto a investimenti reali, a soluzioni viabilistiche concrete per gli anni che verranno e a una politica che torni a considerarlo una priorità, non una certezza elettorale. 
Francesco Cattaneo, Segretario del Circolo PD di Osnago, Cernusco, Lomagna e Montevecchia
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