Ponte di Paderno e sponde dell'Adda

È scritto in tutti i modi, ma alla fine nessuno sembra comprenderlo, in realtà basta leggere i commenti sui social sotto ogni post relativo al ponte San Michele. I bergamaschi sono arrabbiati tanto quanto i lecchesi, ma gli uni perchè si continua a rallentare il percorso che porterebbe a migliorare la fruizione di un'arteria stradale, gli altri perchè ci si deve fermare a ragionare, trovare soluzioni alternative, provare a vedere, studi sul traffico... È la sostanziale differenza tra bergamaschi e brianzoli, i primi proattivi, dirompenti, lanciati verso il futuro, resilienti, i secondi brontoloni, diffidenti, sempre con questo atteggiamento con le mani avanti pronti a dire "te l'avevo detto io". Passano i secoli, passa l'acqua sotto il ponte, ma non cambiano le caratteristiche delle due sponde
Filo
Perdoni ma un distinguo è necessario: i caluschesi spingono avendo realizzato grazie alle risorse delle grandi aziende una variante che però scarica il traffico più a est e, difatti, da Solza, Suisio e Medolago sono già giunte lettere allarmate. I lecchesi chiedono di essere ascoltati perchè il traffico già intensissimo oggi, con un aumento dal 60 al 90% oltre a duemila camion/giorno minaccia di bloccare l'intera circolazione con perdite anche di natura economica (si pensi alla svalutazione di case e villini). Insomma c'è una bella differenza. E poi, francamente, i lecchesi con le loro aziende ad altissima tecnologia, leader mondali in diversi settori, non hanno nulla da invidiare ai bergamaschi.
 
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.