Parlare di tutto senza dire nulla. E la poltrona è salva

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Richiamare di nuovo la Provincia a dare cenno della propria esistenza è un esercizio tanto faticoso quanto inutile. Presidente e delegati agiscono come procuratori; altri indicano le strategie, dicono cosa è il bene e cosa è il male. Loro, Presidente e delegati, eseguono. Sul nuovo ponte tra Paderno e Calusco hanno adottato il progetto numero 1, il meno costoso e il più devastante per decine di paesi lecchesi e monzesi. I sindaci insorgono ma Villa Locatelli li ignora. La linea di Claudia Maria Terzi (Lega) è quella; e i leghisti in provincia scattano sull’attenti.
Sul ponte di Brivio, Presidente e delegati, hanno preferito il silenzio. Si chiude per 15 mesi? Va bene. Non che il locale Sindaco, grande elettore della Presidente, si stia dando un granché da fare. Non partecipa alle riunioni – ma questo è il suo standard operativo – figuriamoci se ne organizza una per dare almeno voce alla marea montante di proteste.
Quanto alla SS 342, qui l’inutilità dell’appello alla Provincia diventa carne e sangue. Sin dalla sindacatura Giuseppe Magni si parla di interventi decisi e concreti: una corsia a scendere, una a salire, più larghe con uno spartitraffico che impedisca qualunque sorpasso. A lato banchine per i ciclisti. Rotatoria alla curva, poi di nuovo spartitraffico fino alla rotonda di Beverate. Il piccolo Comune da solo contro il colosso Anas poco o nulla può. L’appoggio della Provincia e dei consiglieri regionali è indispensabile per poter finalmente ottenere qualcosa a favore di questa parte di Brianza oggettivamente massacrata. Ma nessun Ente e soggetto politico fa qualcosa. Neppure di fronte alle tragedie.
E a proposito dei nostri consiglieri regionali, dobbiamo ancora una volta constatare come l’appartenenza fa premio su tutto. Oggi Giacomo Zamperini sul ponte di Paderno, con una mano chiede che si ascolti il territorio, con l’altra sostiene che il progetto di Regione e RFI deve marciare. Come dire: sindaci avete ragione ma non contate un cazzo. Poi, col consueto giubilo annuncia una proposta di legge per gli spettacoli viaggianti e un nuovo contributo alle associazioni combattentistiche.
La realtà è ben diversa dalle patinate enunciazioni e dalle fantasiose contribuzioni (peraltro con soldi nostri): tra uno o due mesi chiude il ponte di Brivio e per migliaia di studenti e lavoratori saranno costi pesantissimi, perdite di posti di lavoro, chiusura di attività commerciali; il ponte di Paderno, dove lo si faccia, non sarà pronto prima del 2034 ma il San Michele chiuderà a fine 2030; il traffico sulle nostre strade già ora è infernale e i progetti utili per farsi votare di prolungamento della Est fino a Calco sono rimasti sulla carta; le provinciali 54, 51, 342 dir. versano in condizioni pietose, a Cernusco permane l’imbuto del doppio semaforo (ma col cavolo che Totò partecipa a qualche assemblea), a Robbiate oltre al semaforo c’è il passaggio a livello che a volte resta chiuso per dieci minuti creando code assurde. Questo è il quadro reale al di là dei ricchi premi e cotillon di cui ci parlano ogni giorno i nostri politici lombardi.
Parlano di tutto senza dire nulla di concreto. Evidentemente è il modo più sicuro per salvare la poltrona.
Claudio Brambilla
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