Merate: ‘Il filo di pace’ degli studenti riempie il centro
Si è concluso nella mattinata di giovedì 26 febbraio a Merate il progetto “Il filo della pace”, un percorso educativo portato avanti per mesi dall’Istituto Comprensivo di Merate e che ha coinvolto tutti i plessi scolastici: dalla scuola dell’infanzia, passando per la primaria, fino alla secondaria di primo grado.

Un cammino lungo e articolato, costruito giorno dopo giorno tra banchi di scuola e momenti di confronto, con un obiettivo chiaro, quello di aiutare bambini e ragazzi a comprendere il significato della guerra e, soprattutto, il valore della pace.

Per settimane, alunni e insegnanti hanno affrontato il tema dei conflitti in modo calibrato sull’età degli studenti. I più piccoli hanno iniziato a interrogarsi sui concetti di litigio, riconciliazione e rispetto; i più grandi hanno invece approfondito le dinamiche delle guerre attualmente in corso nel mondo, anche quelle meno conosciute e meno raccontate dai media.

Si è parlato dei conflitti legati ai narcotrafficanti tra Messico, Colombia e Haiti, della guerra tra Ucraina e Russia, delle tensioni in alcune aree della Cina, della situazione nel Sahel – con particolare riferimento al Mali – e della guerra in Iraq, solo per citarne alcune.

Accanto allo studio e al confronto, non sono mancati momenti espressivi. Poesie imparate a memoria, letture condivise, riflessioni scritte, disegni, cartelloni e vere e proprie opere artistiche. Un “filo” simbolico ha unito tutti gli elaborati, rappresentando l’idea di una pace che si costruisce insieme, intrecciando pensieri, parole e gesti.

L’epilogo del progetto ha visto protagonisti gli studenti della scuola secondaria di primo grado, che nella mattinata di giovedì hanno portato simbolicamente tutti gli elaborati – anche quelli realizzati dai bambini dell’infanzia e delle elementari – all’amministrazione comunale.


Il gruppo ha raggiunto piazza degli Eroi, dove ad accoglierlo c’erano la vicesindaca Valeria Marinari e l’assessore Patrizia Riva. Le rappresentanti dell’amministrazione hanno ascoltato con attenzione i ragazzi, assistendo prima all’esecuzione di alcune canzoni di pace, cantate dagli studenti e accompagnate musicalmente da alcuni docenti.
Il momento più intenso della mattinata è arrivato quando gli studenti delle classi terze hanno preso la parola. A turno, per pochi minuti ciascuno, hanno presentato una delle 59 guerre attualmente in corso nel mondo. Un lavoro di ricerca e sintesi che ha dimostrato consapevolezza, senso critico e capacità di guardare oltre i confini nazionali.

Non solo i conflitti più noti, ma anche quelli spesso dimenticati: guerre civili, scontri tra gruppi armati, tensioni regionali che incidono profondamente sulla vita di milioni di persone. Un modo concreto per ricordare che la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva.

Con la consegna simbolica degli elaborati al Comune, “Il filo della pace” si è ufficialmente concluso. Ma il messaggio lasciato dai bambini e dai ragazzi di Merate va oltre la mattinata di giovedì. Un invito a informarsi, a riflettere e a non restare indifferenti di fronte ai conflitti che attraversano il mondo.

Un cammino lungo e articolato, costruito giorno dopo giorno tra banchi di scuola e momenti di confronto, con un obiettivo chiaro, quello di aiutare bambini e ragazzi a comprendere il significato della guerra e, soprattutto, il valore della pace.

Per settimane, alunni e insegnanti hanno affrontato il tema dei conflitti in modo calibrato sull’età degli studenti. I più piccoli hanno iniziato a interrogarsi sui concetti di litigio, riconciliazione e rispetto; i più grandi hanno invece approfondito le dinamiche delle guerre attualmente in corso nel mondo, anche quelle meno conosciute e meno raccontate dai media.

Si è parlato dei conflitti legati ai narcotrafficanti tra Messico, Colombia e Haiti, della guerra tra Ucraina e Russia, delle tensioni in alcune aree della Cina, della situazione nel Sahel – con particolare riferimento al Mali – e della guerra in Iraq, solo per citarne alcune.

Accanto allo studio e al confronto, non sono mancati momenti espressivi. Poesie imparate a memoria, letture condivise, riflessioni scritte, disegni, cartelloni e vere e proprie opere artistiche. Un “filo” simbolico ha unito tutti gli elaborati, rappresentando l’idea di una pace che si costruisce insieme, intrecciando pensieri, parole e gesti.

L’epilogo del progetto ha visto protagonisti gli studenti della scuola secondaria di primo grado, che nella mattinata di giovedì hanno portato simbolicamente tutti gli elaborati – anche quelli realizzati dai bambini dell’infanzia e delle elementari – all’amministrazione comunale.

L'assessore Patrizia Riva e la vicesindaca Valeria Marinari
Alle 8:45 via Collegio Manzoni è stata temporaneamente chiusa al traffico veicolare per consentire l’uscita in sicurezza dei ragazzi. Accompagnati dai docenti, gli studenti hanno formato un piccolo corteo, esponendo cartelloni colorati con messaggi di pace. Un momento semplice ma carico di significato, che ha attirato l’attenzione di chi si trovava in strada.
Il gruppo ha raggiunto piazza degli Eroi, dove ad accoglierlo c’erano la vicesindaca Valeria Marinari e l’assessore Patrizia Riva. Le rappresentanti dell’amministrazione hanno ascoltato con attenzione i ragazzi, assistendo prima all’esecuzione di alcune canzoni di pace, cantate dagli studenti e accompagnate musicalmente da alcuni docenti.
Il momento più intenso della mattinata è arrivato quando gli studenti delle classi terze hanno preso la parola. A turno, per pochi minuti ciascuno, hanno presentato una delle 59 guerre attualmente in corso nel mondo. Un lavoro di ricerca e sintesi che ha dimostrato consapevolezza, senso critico e capacità di guardare oltre i confini nazionali.

Non solo i conflitti più noti, ma anche quelli spesso dimenticati: guerre civili, scontri tra gruppi armati, tensioni regionali che incidono profondamente sulla vita di milioni di persone. Un modo concreto per ricordare che la pace non è un concetto astratto, ma una responsabilità collettiva.

Con la consegna simbolica degli elaborati al Comune, “Il filo della pace” si è ufficialmente concluso. Ma il messaggio lasciato dai bambini e dai ragazzi di Merate va oltre la mattinata di giovedì. Un invito a informarsi, a riflettere e a non restare indifferenti di fronte ai conflitti che attraversano il mondo.
E.Ma.
























