Robbiate: incidente mortale. In udienza i testi dell’accusa

banner bglobohomebig-33400.jpg
Si cerca di fare chiarezza sull'incidente che è costato la vita a Maurilia Corno, 69enne di Robbiate, il 4 gennaio 2024: è entrato nel vivo oggi, davanti al Tribunale di Lecco, il processo volto a ricostruire la dinamica dello scontro tra l'autovettura e la bicicletta della donna. Chiamata oggi a rispondere di omicidio stradale la conducente, classe 1989, dell'Audi A4 che l'avrebbe travolta, difesa in aula dall'avvocato Noemi Mariani del foro di Monza.
CorneoMaurilia1.jpg (84 KB)
Lo scontro era avvenuto in via Colleoni a pochi metri dall'abitazione di entrambe, dirimpettaie in via Riva: l'impatto aveva causato la caduta a terra della pensionata con ferite apparse fin da subito gravissime e che, a distanza di qualche giorno dal sinistro, si erano purtroppo rivelate mortali.
Quel che è certo della dinamica del sinistro è che la 36enne, prima della tragedia, stava procedendo lungo via Capitano Mario Riva in direzione Merate, per poi intraprendere la svolta a sinistra verso via Colleoni. Avrebbe fatto in tempo a percorrere pochi metri, prima di venire in contatto con la bicicletta della donna.
Nel corso dell'udienza odierna sono stati sentiti i testimoni della pubblica accusa: l'agente di Polizia Locale intervenuto per i primi rilievi, un medico che si trovava casualmente sul posto e per primo ha prestato soccorso alla vittima e il consulente tecnico nominato dalla Procura.
L'agente di Polizia Locale di Robbiate, giunto sul posto su richiesta di intervento da parte dei Carabinieri di Merate, ha riferito che al momento del suo arrivo i sanitari del 118 già stavano prestando soccorso alla donna, incosciente, e non risultavano presenti testimoni oculari in grado di descrivere la dinamica di quanto accaduto. L'automobile della conducente era posteggiata davanti a un passo carraio poco lontano dal punto dello scontro, probabilmente per liberare la carreggiata.
CorneoMaurilia.jpg (59 KB)
Ha quindi testimoniato la dottoressa di Missaglia, medico di medicina generale, che trovandosi fortuitamente di passaggio, si sarebbe fermata a prestare soccorso: “io e il mio fidanzato abbiamo visto una persona a terra” ha raccontato “la signora aveva ancora la bicicletta, tutta rotta, fra le gambe, faceva fatica a respirare”. Dopo aver rimosso con cautela il mezzo e riposto in un'aiuola lì vicino, il medico ha riferito al vice procuratore onorario Mattia Mascaro di aver semplicemente assistito la pensionata, che era già in stato di incoscienza, in attesa dei sanitari. Era stata la conducente del veicolo coinvolto nel sinistro – ha ricordato – ad aver chiamato i soccorsi: “era agitata, diceva di non aver visto la signora in bicicletta, che aveva il sole negli occhi, che non andava forte in macchina”.

È quindi stato sentito il consulente tecnico di parte, che ha illustrato la relazione già depositata agli atti. Ha dapprima richiamato i danni rilevati sull'Audi compatibili con l'urto – abrasioni sull'angolo anteriore sinistro, lieve deformazione del parafango e del paraurti, tracce bianche compatibili con la vernice della bicicletta e strisce di materiale nero gommoso compatibili con la manopola del manubrio – e quelli alla bici marca Legnano, con danno rilevante alla ruota anteriore e al manubrio. Sul luogo era stata anche rinvenuta una traccia ematica riconducibile alla vittima. Nessun dubbio da parte del consulente è stato sollevato sulla velocità moderata tenuta dall'automobilista.
CorneoMaurilia2.jpg (322 KB)
Due le ipotesi di dinamica ritenute tecnicamente compatibili con gli elementi oggettivi sopra elencati: nel primo scenario la signora Corno proveniva dal lato sinistro rispetto all'auto, anche lei da via Riva, rendendo così più complesso l'avvistamento durante la manovra di svolta. Nel secondo, la ciclista sopraggiungeva da via Colleoni in contromano, un'ipotesi, quest'ultima, che avrebbe lasciato spazio alla possibilità per la conducente dell'autovettura di arrestare la marcia con una manovra di emergenza e arrivare all'urto con una velocità quasi nulla.
L'istruttoria è stata quindi rinviata a marzo per l'escussione dei testimoni della costituita parte civile (l'avvocato Gianluca Quadri del foro di Bergamo per i famigliari della vittima).
F.F.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.