Montevecchia: tra pregiudizi e buon senso
Non ero in prima fila e il consiglio pastorale non fa per me… ops, forse non avrei potuto partecipare alla riunione… possibile??? Ho letto il vostro intervento e devo dire che mi ha colpito. Non capita spesso di vedere una difesa così appassionata dell’armonia, espressa con toni tanto intensi. Sembrava quasi una sceneggiatura di piccolo teatro, con applausi a comando e qualche scena drammatica qua e là. È curioso scoprire che il pluralismo sia vivo e vegeto: basta però che tutti siano d’accordo. Altrimenti si scopre che qualcuno è “pilotato” o “guidato da chissà chi”. Singolare idea: come se le persone non potessero avere un’opinione propria senza dover per forza avere un regista dietro le quinte. La raccolta firme è stata definita “raffazzonata”. Strano: quando le firme non confermano certe convinzioni sembrano disordinate, ma se sostengono altre diventano immediatamente “volontà popolare”. Una coerenza curiosamente variabile. Un incontro viene raccontato come un “teatrino”. Curioso: quando le domande sono tante è spettacolo; quando gli applausi sono forti è partecipazione. Forse cambia solo il punto di vista. Forse, più semplicemente, esiste una comunità che discute. A volte in modo acceso, a volte imperfetto. Ma discutere non è un attacco: è un diritto. Fare domande non è un linciaggio: è partecipazione. Le idee forti non temono il confronto. Le altre temono persino le domande. Un plauso al Sindaco e all’Amministrazione per aver chiuso la pratica tornando sui propri passi e avallando il parere dei cittadini. Ben tornato, caro vecchio…
Buon senso
























