Ponte di Paderno: ipotesi tunnel
Senza classificare me stesso e tantomeno il ponte, di sinistra o di destra, vorrei fare una proposta, che è una riflessione e valutazione personale, asettica, secondo logiche tecniche, anche se la mia esperienza non è proprio da ingegnere civile.
Allego, una mappa, che dovrebbe definire dove e come, secondo me, realizzare il ponte, la ferrovia, la strada e le stazioni.
Sotto l’aspetto paesaggistico ( argomento UNESCO compreso ) , ma anche per previsti aumenti di traffico, soprattutto sul lato Lecchese, direi che l’attuale ponte andrebbe mantenuto solo come monumento, utile al passaggio pedonale, di biciclette ed eventualmente pochi altri veicoli, mentre quello nuovo dovrebbe essere realizzato un paio di km. più a Sud ( zona cava ….. di Solza?).
Detto ciò, per prima cosa direi, parlando di ferrovia, che, appena fuori Carnate, a Nord, si dovrebbe fare svoltare a destra, in direzione Est, verso l’ eventuale ponte nuovo, creando una discesa che consenta, in 500/1000 m., di entrare in un tunnel di circa 6 km. alla profondità utile ( credo circa 10 m.) tunnel che uscirebbe sopra l’alveo dell’Adda, ( zona A ). Questo, facendo riferimento ai dati di pendenza naturale/normale max, ( pendenza max della ferrovia), rilevata online. Questa soluzione dovrebbe consentire anche, di abbassare l’altezza del nuovo ponte, e probabilmente di contenere più facilmente, con adeguate strutture, eventuali movimenti franosi di cui ho sentito parlare. Fatto l’attraversamento nella zona della cava sarebbe l’ideale proseguire in sotterranea fino a riemergere a Solza, per il collegamento a Baccanello, con la ferrovia esistente (zona B ) Naturalmente questa soluzione richiederebbe anche la realizzazione di due nuove stazioni, una dalla parte lecchese e l’altra sul lato bergamasco.
Lo spostamento sul nuovo percorso della linea ferroviaria, consentirebbe di sfruttare la vecchia linea, da Osnago a Paderno per fare una strada che colleghi direttamente Osnago con la Sernovella e con Paderno, Togliendo parte del traffico che adesso passa per Cernusco e Merate. Dalla Sernovella , sarebbe auspicabile poi lo studio di una strada, “possibilmente in tunnel e parte in superficie”, che portasse il traffico alla rotatoria di smistamento delle auto sul ponte e il proseguimento di altro traffico verso la provinciale Busnago/Trezzo ed eventualmente la A4.
Infine, la strada che esce dal ponte sul lato bergamasco dovrebbe essere realizzata “in tunnel e in parte in superficie” ( da verificare ) fino alla attuale ed esistente rotatoria di Sotto il Monte Giovanni XXlll.
Se ci fosse la neccessità, secondo voci ricorrenti, di portare la ferrovia e la strada al cementificio, si dovrebbe naturalmente, sempre sul lato bergamasco, pensare a due relative bretelle.
Considerazioni:
1) Spostare la ferrovia, sul lato lecchese, sarà tecnicamente problematico, ma, non certamente impossibile. Inoltre darebbe la possibilità di creare una corsia diretta da Osnago a Paderno, in tunnel o meno. Mentre sul lato bergamasco, avremmo una linea ferroviaria passante sul nuovo ponte, collegata direttamente alla linea ferroviaria esistente.
2) La strada Osnago, Sernovella, imbocco ponte, Busnago, potrebbe essere o sembrare invadente, ma realizzandola , dove è possibile in sotterranea, prolungata fino alla A4, forse sarebbe anche utile.
3) Sia sotto l’aspetto tecnico per la realizzazione, sia sotto l’aspetto costi, questa proposta ha sicuramente il suo peso, ma spero che questo territorio non debba pagare tasse solo per costruire il ponte di Messina, ma, credo e spero, anche per migliorare un po’ la già molto compromessa viabilità e vivibilità della nostra a zona, un territorio che negli ultimi 60 anni è stato “massacrato”. Forse, chi stà sopra dovrebbe capirlo. Certo questo è un ulteriore incremento, ma direi che alla fine potrebbe migliorare la situazione di strutture comunque già esistenti.
4) I tempi potrebbero essere ristretti, ma, il tunnel sotto la manica è stato costruito in 7 anni.
Spero che questo spunto possa servire almeno come punto di partenza
Grazie per lo spazio
Allego, una mappa, che dovrebbe definire dove e come, secondo me, realizzare il ponte, la ferrovia, la strada e le stazioni.
Sotto l’aspetto paesaggistico ( argomento UNESCO compreso ) , ma anche per previsti aumenti di traffico, soprattutto sul lato Lecchese, direi che l’attuale ponte andrebbe mantenuto solo come monumento, utile al passaggio pedonale, di biciclette ed eventualmente pochi altri veicoli, mentre quello nuovo dovrebbe essere realizzato un paio di km. più a Sud ( zona cava ….. di Solza?).
Detto ciò, per prima cosa direi, parlando di ferrovia, che, appena fuori Carnate, a Nord, si dovrebbe fare svoltare a destra, in direzione Est, verso l’ eventuale ponte nuovo, creando una discesa che consenta, in 500/1000 m., di entrare in un tunnel di circa 6 km. alla profondità utile ( credo circa 10 m.) tunnel che uscirebbe sopra l’alveo dell’Adda, ( zona A ). Questo, facendo riferimento ai dati di pendenza naturale/normale max, ( pendenza max della ferrovia), rilevata online. Questa soluzione dovrebbe consentire anche, di abbassare l’altezza del nuovo ponte, e probabilmente di contenere più facilmente, con adeguate strutture, eventuali movimenti franosi di cui ho sentito parlare. Fatto l’attraversamento nella zona della cava sarebbe l’ideale proseguire in sotterranea fino a riemergere a Solza, per il collegamento a Baccanello, con la ferrovia esistente (zona B ) Naturalmente questa soluzione richiederebbe anche la realizzazione di due nuove stazioni, una dalla parte lecchese e l’altra sul lato bergamasco.

Infine, la strada che esce dal ponte sul lato bergamasco dovrebbe essere realizzata “in tunnel e in parte in superficie” ( da verificare ) fino alla attuale ed esistente rotatoria di Sotto il Monte Giovanni XXlll.
Se ci fosse la neccessità, secondo voci ricorrenti, di portare la ferrovia e la strada al cementificio, si dovrebbe naturalmente, sempre sul lato bergamasco, pensare a due relative bretelle.
Considerazioni:
1) Spostare la ferrovia, sul lato lecchese, sarà tecnicamente problematico, ma, non certamente impossibile. Inoltre darebbe la possibilità di creare una corsia diretta da Osnago a Paderno, in tunnel o meno. Mentre sul lato bergamasco, avremmo una linea ferroviaria passante sul nuovo ponte, collegata direttamente alla linea ferroviaria esistente.
2) La strada Osnago, Sernovella, imbocco ponte, Busnago, potrebbe essere o sembrare invadente, ma realizzandola , dove è possibile in sotterranea, prolungata fino alla A4, forse sarebbe anche utile.
3) Sia sotto l’aspetto tecnico per la realizzazione, sia sotto l’aspetto costi, questa proposta ha sicuramente il suo peso, ma spero che questo territorio non debba pagare tasse solo per costruire il ponte di Messina, ma, credo e spero, anche per migliorare un po’ la già molto compromessa viabilità e vivibilità della nostra a zona, un territorio che negli ultimi 60 anni è stato “massacrato”. Forse, chi stà sopra dovrebbe capirlo. Certo questo è un ulteriore incremento, ma direi che alla fine potrebbe migliorare la situazione di strutture comunque già esistenti.
4) I tempi potrebbero essere ristretti, ma, il tunnel sotto la manica è stato costruito in 7 anni.
Spero che questo spunto possa servire almeno come punto di partenza
Grazie per lo spazio
MEC
























