Merate, "Patto per il Nord": ponti e strade, né Regione né province programmano"

Un partecipato e acceso dibattito si è aperto nella serata di venerdì 20 febbraio sul tema delle infrastrutture del trasporto del lecchese, in un incontro pubblico organizzato dal Patto per il Nord.
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“Nella provincia di Lecco deteniamo un triste primato: siamo al settimo posto in Italia tra i territori nei quali la gente rimane più in coda” ha esordito l'ex senatore Jonny Crosio. "Il lecchese medio trascorre cinque mesi in colonna all'anno, muovendosi a non più di 22 chilometri orari,. E' evidente che qualcosa non va". All'inizio del secolo scorso sono stati fatti passi da gigante con lo sviluppo dell'alta velocità e capacità seguendo i corridoi infrastrutturali indicati dall'Europa, quattro dei quali si trovano in Italia, due dei quali proprio in Lombardia, il Reno-Alpi e il Mediterraneo, ha continuato Crosio.
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 Jonny Crosio
Nonostante questi corridoi siano alla base della pianificazione del sistema infrastrutturale europeo, l'Italia è uno dei paesi che investe meno nei fondi messi a disposizione dell'Europa per svilupparli. Non solo, nella nazione, e come è evidente in Lombardia, i progetti vengono pensati ignorando le linee dettate dall'Europa. Un esempio è dato dal traforo del Gottardo, un importante investimento svizzero sulla viabilità, che si è fermato al confine perché la Lombardia non sta sviluppando ferrovie per il trasporto merci e strade per aumentare la percorrenza.
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Andrea Robbiani
Sotto domanda del relatore, l'ex sindaco di Merate Andrea Robbiani, il sindaco di Aicurzio Matteo Baraggia ha delineato la situazione del meratese, in particolare intorno al nuovo ponte San Michele, da realizzare prima del 2030 nonostante i lavori operati sullo storico viadotto nel 2018, che dovevano conferirgli una durata di vita cinquantennale. Una zona penalizzata dal transito merci per la mancata realizzazione della Gronda est e dal punto di vista viario per la cancellazione del tratto D della Pedemontana. Una situazione critica, che non potrà sostenere i flussi di traffico, anche pesante, previsti con il nuovo ponte in stretto affiancamento al San Michele e non potrà funzionare dal punto di vista ferroviario, con il passaggio costante di treni merci lunghi quasi 1 chilometro.
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 “Il nuovo ponte è il precursore per poter realizzare il raddoppio dei binari in direzione Carnate per permettere il transito delle merci da Bergamo. Una modifica sottobanco al corridoio europeo per trasformarlo nella nuova Gronda che, guarda caso, sarebbe perfetta per il trasporto dei rifiuti plastici verso Italcementi”. Un cambiamento operato a favore di un solo soggetto che non solo genera un problema nel traffico delle merci, ma anche in quello stradale: trenta mila veicoli provenienti della bergamasca si incontreranno con le strade già intasate nel meratese.
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Matteo Baraggia
“Con la previsione della Pedemontana D-breve, approvata nel dicembre 2025, che costerà 20 centesimi a chilometro, ovvero 13 euro per passare da Vimercate a Caponago, tutti opteranno per la percorrenza a costo zero della A51 tra Bernareggio e Carnate, mandando in tilt il traffico. Questa è una follia” ha dichiarato con enfasi Baraggia, sottolineando come Regione Lombardia e le Province non siano in grado di pianificare nulla. La possibilità per risolvere le problematiche esiste, ha evidenziato il sindaco, portando una soluzione concreta. “Serve prolungare la A51 fino a Osnago e unirla alla A4 per arrivare a Milano e Venezia. La Pedemontana da Vimercate deve essere collegata a Dalmine con una provinciale per avere un’alternativa alla provinciale A2 del “Globo” e quella Verderio Cornate la “Sernovella”. Deve essere mantenuto il corridoio ferroviario esistente, senza il traffico delle merci che da Carnate devono essere trasferite sulla Gronda est che dobbiamo esigere”.
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“L’impegno di Patto Nord è mettere in luce la realtà dei fatti: qualcuno sta programmando il futuro in maniera sbagliata” ha continuato Crosio. “Il San Michele è un’opera di valore inestimabile che va preservata, se la pianificazione è stata stravolta per interessi di un singolo, sconvolgendo la pianificazione europea, qualcuno deve fare pressione, in passato sia le Amministrazioni che i cittadini erano più arditi”. Toccata infine, anche la chiusura del ponte di Brivio. “Il viadotto chiuderà per più di 15 mesi e nessuno dice niente, la Provincia di Lecco non proferisce parola così come i sindaci del territorio che non sono interessati, non è nemmeno stata pensata un’alternativa per il transito”.
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Giovanni Colombo
A chiudere l’assemblea sono stati numerosi interventi di cittadini e Amministratori del territorio che hanno posto domande e fornito ulteriori delucidazioni. Per primo l’ex consigliere di Lecco Giovanni Colombo, che ha evidenziato l’incapacità attuale di studiare e portare a termine progetti concreti e adatti al territorio, come la Lecco-Bergamo, incompiuta da oltre 25 anni. Palpabile l’esasperazione della sindaca di Cisano Antonella Sesana, in balia delle decisioni di Rfi sulla viabilità ferroviaria e sola sulla questione della variante di Cisano, pensata per favorire il transito di Lecco e Bergamo e che ora risulterà inutile vista la chiusura del ponte di Brivio.
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Antonella Sesana

Sulla questione del nuovo San Michele si sono espressi il Comitato Cittadini Ponti di Paderno, Robbiate e Verderio e il consigliere di Paderno Giorgio Mazzola che hanno intimato a fare rete per supportare il lavoro dei sindaci e fare in modo di essere ascoltati da Regione Lombardia, un sostegno garantito dai rappresentanti di Patto per il Nord, che continuerà a spalleggiare l'attività dei comitati e dei sindaci che si stanno battendo per la tutela del territorio.
I.Bi.
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