Lasciano 5 consiglieri su 8 del direttivo. E' la fine dell'Aido di Osnago e Lomagna

Un finale inaspettato quello che ha caratterizzato l’Assemblea Intermedia del Gruppo AIDO di Lomagna e Osnago, radunatosi presso la sede dell’Associazione Pensionati nella mattinata di domenica 22 febbraio. Cinque degli otto consiglieri del Direttivo hanno infatti confermato la loro volontà di dimettersi, non garantendo il numero necessario per mantenere vivo il gruppo associativo e determinandone in questo modo la fine.
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A dichiarare pubblicamente le proprie dimissioni sono stati il presidente Maurizio Comi e i consiglieri Luigi Arlati, Antonio Colombo, Marino Spinelli e Carmela Zambelli, membri che per molti anni hanno diretto e contribuito in modo determinante alle attività e alle iniziative dell’AIDO di Lomagna con impegno costante e profondo spirito di servizio. Una fine maturata non senza rammarico, determinata anche dalla mancata disponibilità, da parte di altri soci, a candidarsi come membri del Direttivo, condizione indispensabile per garantire continuità organizzativa e operativa.
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“Il primo motivo di questa decisione corrisponde alla scarsa e faticosa partecipazione della maggioranza dei membri del Direttivo e dei pochi soci attivi ai lavori dell’Associazione, in quanto coinvolti con ruoli importanti in altri gruppi di volontariato legati al proprio ambiente di vita. Data l’età media avanzata dei soci attivi, diventa difficoltoso per tutti mantenere un impegno in più, soprattutto per un’associazione come l’Aido che non ha una ricaduta concreta sui beneficiari delle proprie azioni” ha argomentato Carmela Zambelli.
“La seconda ragione – ha poi continuato il consigliere – risiede nella necessaria ristrutturazione dell’organizzazione e dell’attività dell’AIDO. Ribadiamo come l’Associazione sia nata con piccoli gruppi autonomi, ma come ormai questa gestione non porti vantaggi ai singoli raggruppamenti e come sarebbe sufficiente possedere una struttura di zona, per esempio nel nostro caso una struttura che comprenda le realtà dell’intero meratese. Per noi non ha infatti senso avere un’assemblea, un bilancio annuale di poche centinaia di euro e l’iscrizione al Registro Unico Nazionale Terzo Settore per un gruppo di volontari attivi di non più di una decina di persone.”
Una terza motivazione è poi da identificarsi con l’adesione all’Aido, in quanto moltissimi soci sono iscritti soltanto per manifestare la volontà di donare e non per appartenere a un’associazione. “L’Aido ha bisogno di forze giovani con idee innovative, in modo da consentire la sperimentazione di attività nuove indirizzate non a raccogliere iscrizioni, ma esclusivamente a sensibilizzare alla donazione e ad arrivare a una nuova organizzazione dell’associazione a nostro avviso più leggera ed efficiente” ha concluso Zambelli.
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A nulla sono valsi i tentativi del membro del Direttivo Provinciale AIDO Enrica Motterlini di convincerli a restare e a ritirare le dimissioni. Nonostante la sua proposta di condurre la questione presso il Direttivo Provinciale e di organizzare un incontro con i gruppi AIDO del territorio, tra cui Merate, per trovare insieme una soluzione, i cinque membri di Lomagna non sono tornati sui loro passi e, stanchi di non ricevere riscontri alle numerose sollecitazioni mosse negli ultimi anni, hanno confermato la loro scelta.
Una decisione presa non senza aver prima ripercorso le tappe fondamentali che hanno coinvolto il Gruppo AIDO di Lomagna e Osnago nel 2025. Tra le attività svolte, impossibile non citare la posa del cippo in memoria dei donatori AIDO e AVIS presso il Giardino delle Rimembranze del cimitero di Lomagna, inaugurato il 17 maggio alla presenza del sindaco Cristina Citterio e del parroco don Andrea Restelli. “Si è trattato di un’iniziativa molto rilevante, sia per l’impegno personale ed economico da parte del gruppo sia perché ha portato a termine una volontà espressa a suo tempo dal presidente Isidoro Galbusera, ma purtroppo da lui non vista realizzata” ha commentato il presidente Maurizio Comi.
Nel corso del 2025 non è mancata poi la presenza alle feste di paese, l’allestimento di diverse postazioni per la Giornata Nazionale del SI alla Donazione il 28 settembre e la partecipazione alle S. Messe per i defunti e i donatori Aido celebrate presso le parrocchie dei due comuni.
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Nonostante il gruppo non abbia avuto nuovi associati che abbiano espresso direttamente solo all’Aido il loro consenso, mantenendo così i 475 iscritti (211 di Lomagna e 264 di Osnago), in occasione della richiesta o del rinnovo delle carte d’identità a Lomagna al 9 gennaio 2026 sono stati 1897 i consensi alle donazioni di organi, a fronte di 652 dinieghi. Nel comune di Osnago si è verificata una situazione simile, con 1446 consensi e 489 dinieghi, testimoniando una leggera diminuzione dei consensi rispetto all’anno precedente.
L’assemblea ha quindi approvato il bilancio consuntivo 2025, redatto dal tesoriere Luigi Arlati e illustrato dal consigliere Antonio Colombo. Il rendiconto di cassa ha mostrato entrate pari a 765 euro e uscite corrispondenti a 159 euro, effettuate per spese bancarie, fiori e per le S. Messe. Nel bilancio 2025 non sono state incluse alcune spese rettificate e comunicate dall’Aido Provinciale in data 20 gennaio 2026, le quali ammontano a 437,70 euro.
Il ricordo delle diverse iniziative, seppur necessario, ha contribuito ad amplificare il clima di amarezza che ha caratterizzato la chiusura dell’Assemblea, segnata da una scelta che ha decretato la fine di un’esperienza associativa che per anni ha rappresentato un presidio importante di sensibilizzazione alla donazione di organi sul territorio di Lomagna e Osnago.
C.Fu.

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