Bernareggio: Pedemontana D-breve. Autostrada sì, tangenzialina no
L'approvazione della Pedemontana D-Breve consegna a Bernareggio lo scenario peggiore: l'autostrada si realizza, ma la tangenzialina TRMI12 - l'opera locale necessaria per ridurre il traffico che oggi taglia il paese e per alleggerire la SP3 - non viene, ad oggi, realizzata, salvo due rotatorie.
Questo esito è anche il risultato di una strategia politica sbagliata dell'Amministrazione: una linea di scontro permanente con gli enti superiori, spesso rivendicata come battaglia identitaria e partitica, che non ha portato né al blocco dell'opera, come era ovvio, né a compensazioni significative per Bernareggio.
Schizofrenia progettuale: no al progetto principale, sì all'opera connessa. Infrastrutture à la carte?
Nel documento di osservazioni del Comune di Bernareggio (protocollo 17 novembre 2023), depositato nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale per la D-Breve (MASE-2023-0187844), il Comune:
- ribadisce formalmente il proprio parere contrario alla variante;
- ma nello stesso atto richiede l'opera connessa TRMI12 e formula richieste puntuali e modifiche progettuali.
È qui che emerge la contraddizione politica.
Nel documento si legge testualmente: "Pertanto, a prescindere dal tracciato di Pedemontana, si chiede che l'intera opera connessa TRMI 12 venga realizzata." (MASE-2023-0187844)
La frase è chiarissima:
si dichiara contrarietà all'opera principale, ma si chiede comunque la realizzazione dell'opera connessa.
In altre parole:
- da un lato si imposta uno scontro istituzionale sterile per bloccare l'infrastruttura;
- dall'altro si agisce negli atti come se l'opera fosse destinata comunque a passare e si fanno richieste.
Politicamente, il risultato finale è evidente: i cittadini illusi, l'autostrada è approvata, la tangenzialina TRMI12 ad oggi non c'è.
L'alternativa A51. Fattibile? Scenari e impostazione trasportistica, ma mai istruita davvero sul piano tecnico.
Nel documento di osservazioni inviato dal Comune (MASE-2023-0187844) il Comune, insieme al Fronte dei sindaci del Vimercatese, richiama lo Studio PIM per sostenere che prestazioni analoghe alla D-Breve potrebbero essere ottenute utilizzando la Tangenziale Est A51 e realizzando l'interconnessione A4-A51. Lo Studio PIM analizza scenari di traffico e prestazioni della rete
Tuttavia, negli atti non risulta mai un approfondimento tecnico completo della fattibilità ingegneristica dell'opzione A51, mentre in diverse osservazioni tecniche emergono possibili criticità molto rilevanti e mal trattate dal proponenti, tra cui:
- necessità di portare la galleria di Vimercate a un ingombro minimo di circa 35,60 metri, ossia oltre 15 metri in più rispetto all'attuale sezione;
- obbligo, per gallerie superiori a 500 metri, di ventilazione forzata, con possibile necessità di abbassamento del piano viabile;
- impossibilità, durante i lavori, di mantenere due corsie per senso di marcia, ma solo una;
- interruzione delle viabilità sovrastanti per tutta la durata del cantiere;
- cronoprogramma stimato in 82 mesi di cantiere, contro i 36 dichiarati.
Questi elementi riguardano aspetti centrali:
- fattibilità strutturale, considerando l'attuale configurazione urbana della tangenziale e del territorio del vimercatese;
- sicurezza normativa delle gallerie;
- impiantistica e adeguamenti tecnici;
- gestione del traffico in fase di cantiere;
- tempi reali di realizzazione.
In ballo c'è il rifacimento completo delle gallerie di Vimercate, l'immissione di un'autostrada in tangenziale, la possibile interruzione della principale arteria di connessione tra la Brianza EST e Milano. Il fronte del NO quanto ha considerato questi aspetti nelle proprie battaglie?
In sintesi: ad oggi lo scontro politico non ha prodotto risultati per Bernareggio.
L'Amministrazione ha mantenuto negli anni una linea di contrapposizione costante con Regione e Ministeri, anche in sede giudiziaria. Ma ad oggi il dato oggettivo è questo: l'opera principale è approvata; Bernareggio non ottiene l'opera viabilistica locale necessaria.
Una strategia efficace avrebbe dovuto ottenere almeno una delle due cose:
- fermare l'opera;
- oppure garantire compensazioni infrastrutturali concrete.
Non è accaduto né l'una né l'altra. È legittimo opporsi a un'opera. È legittimo proporre alternative, fattibili. Ma una strategia politica si giudica dai risultati.
E oggi il risultato per il paese è evidente.
Francesco Gerli - Gruppo Misto
Cinzia Longhi, Stefano Galuppi, Alessandro Sala - Progetto Bernareggio
Questo esito è anche il risultato di una strategia politica sbagliata dell'Amministrazione: una linea di scontro permanente con gli enti superiori, spesso rivendicata come battaglia identitaria e partitica, che non ha portato né al blocco dell'opera, come era ovvio, né a compensazioni significative per Bernareggio.
Schizofrenia progettuale: no al progetto principale, sì all'opera connessa. Infrastrutture à la carte?
Nel documento di osservazioni del Comune di Bernareggio (protocollo 17 novembre 2023), depositato nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale per la D-Breve (MASE-2023-0187844), il Comune:
- ribadisce formalmente il proprio parere contrario alla variante;
- ma nello stesso atto richiede l'opera connessa TRMI12 e formula richieste puntuali e modifiche progettuali.
È qui che emerge la contraddizione politica.
Nel documento si legge testualmente: "Pertanto, a prescindere dal tracciato di Pedemontana, si chiede che l'intera opera connessa TRMI 12 venga realizzata." (MASE-2023-0187844)
La frase è chiarissima:
si dichiara contrarietà all'opera principale, ma si chiede comunque la realizzazione dell'opera connessa.
In altre parole:
- da un lato si imposta uno scontro istituzionale sterile per bloccare l'infrastruttura;
- dall'altro si agisce negli atti come se l'opera fosse destinata comunque a passare e si fanno richieste.
Politicamente, il risultato finale è evidente: i cittadini illusi, l'autostrada è approvata, la tangenzialina TRMI12 ad oggi non c'è.
L'alternativa A51. Fattibile? Scenari e impostazione trasportistica, ma mai istruita davvero sul piano tecnico.
Nel documento di osservazioni inviato dal Comune (MASE-2023-0187844) il Comune, insieme al Fronte dei sindaci del Vimercatese, richiama lo Studio PIM per sostenere che prestazioni analoghe alla D-Breve potrebbero essere ottenute utilizzando la Tangenziale Est A51 e realizzando l'interconnessione A4-A51. Lo Studio PIM analizza scenari di traffico e prestazioni della rete
Tuttavia, negli atti non risulta mai un approfondimento tecnico completo della fattibilità ingegneristica dell'opzione A51, mentre in diverse osservazioni tecniche emergono possibili criticità molto rilevanti e mal trattate dal proponenti, tra cui:
- necessità di portare la galleria di Vimercate a un ingombro minimo di circa 35,60 metri, ossia oltre 15 metri in più rispetto all'attuale sezione;
- obbligo, per gallerie superiori a 500 metri, di ventilazione forzata, con possibile necessità di abbassamento del piano viabile;
- impossibilità, durante i lavori, di mantenere due corsie per senso di marcia, ma solo una;
- interruzione delle viabilità sovrastanti per tutta la durata del cantiere;
- cronoprogramma stimato in 82 mesi di cantiere, contro i 36 dichiarati.
Questi elementi riguardano aspetti centrali:
- fattibilità strutturale, considerando l'attuale configurazione urbana della tangenziale e del territorio del vimercatese;
- sicurezza normativa delle gallerie;
- impiantistica e adeguamenti tecnici;
- gestione del traffico in fase di cantiere;
- tempi reali di realizzazione.
In ballo c'è il rifacimento completo delle gallerie di Vimercate, l'immissione di un'autostrada in tangenziale, la possibile interruzione della principale arteria di connessione tra la Brianza EST e Milano. Il fronte del NO quanto ha considerato questi aspetti nelle proprie battaglie?
In sintesi: ad oggi lo scontro politico non ha prodotto risultati per Bernareggio.
L'Amministrazione ha mantenuto negli anni una linea di contrapposizione costante con Regione e Ministeri, anche in sede giudiziaria. Ma ad oggi il dato oggettivo è questo: l'opera principale è approvata; Bernareggio non ottiene l'opera viabilistica locale necessaria.
Una strategia efficace avrebbe dovuto ottenere almeno una delle due cose:
- fermare l'opera;
- oppure garantire compensazioni infrastrutturali concrete.
Non è accaduto né l'una né l'altra. È legittimo opporsi a un'opera. È legittimo proporre alternative, fattibili. Ma una strategia politica si giudica dai risultati.
E oggi il risultato per il paese è evidente.
Francesco Gerli - Gruppo Misto
Cinzia Longhi, Stefano Galuppi, Alessandro Sala - Progetto Bernareggio
Francesco Gerli - Gruppo Misto Cinzia Longhi, Stefano Galuppi, Alessandro Sala - Progetto Bernareggio
























