Dal Fiume un intervento deciso. Dal Colle continua il mutismo
Il 7 febbraio scorso avevamo tirato un ideale filo rosso dal colle al fiume, dal Butto a Brivio per due situazioni che vedevano i rispettivi vertici muti e silenti. Al Butto, sede del Parco regionale di Montevecchia e Valle del Curone si sollecitava una presa di posizione sul progetto dell’anfiteatro in via del Fontanile; al Municipio di Brivio, un afflato sull’imminente disastrosa decisione di chiudere il locale ponte per almeno 15 mesi.
Per non voler vincere facile avevamo escluso un richiamo alla Provincia di Lecco, notoriamente distinta e distante dal meratese (anche se è il meratese che ha ridato la vittoria alla Presidente).
Da Brivio, finalmente, è giunta una iniziativa assai lodevole. Federico Airoldi ha individuato una comunicazione di Anas per un rinvio a maggio della chiusura del ponte e subito ha rilanciato: attendiamo la fine dell’anno scolastico in modo che gli studenti che utilizzano il viadotto possano completare i corsi. Poi nei tre mesi successivi – ha aggiunto il Sindaco di Brivio – ci si dovrà sedere e valutare qualche alternativa meno dirompente della semplice chiusura.
Da più parti, anche qualificati per lavoro e titolo di studio, arrivano suggerimenti su come operare sotto il ponte oppure sulla possibilità di realizzare un attraversamento provvisorio a Imbersago a cura del Genio (civile o militare). Imbersago sembra l’ipotesi più percorribile: la SP 56 è angusta anche se la curva Moratti è stata ampliata e messa in sicurezza. Poi con la variante si evita il centro paese e si arriva in pochi minuti al traghetto. Non ci sono interventi particolari se non, eventualmente, un divieto di sosta lungo la discesa che porta al piazzale Leonardo Da Vinci. Dall’altra parte, a Villa D’Adda la strada conduce direttamente alla grande rotatoria e, quindi, alla galleria che finisce in territorio di Carvico, superando così anche l’imbuto del San Michele. Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale di Brivio convocherà un’assemblea allargata a tutti i soggetti potenzialmente interessati oltre che alla popolazione.
Dal Butto, invece, il mutismo continua. Selettivo, perché il presidente Giovanni Zardoni è spesso presente sulla stampa locale. Ma dell’anfiteatro non ne vuole parlare. Eppure una competenza l’Ente parco ce l’ha. Senza considerare che lo spostamento di 15mila tonnellate di terra di risulta provocherà un inevitabile sconvolgimento del grande prato che dalle scuole scende fino agli impianti sportivi. Oltre ai camion, il cui numero è imprecisato sia per via della portata sia per la composizione della terra. Ma certamente si tratta di un numero a tre cifre. Zardoni aveva giustificato il silenzio in quanto rappresentante istituzionale di 12 comuni. Vero, ma anche di 50mila abitanti e del 100% dei montevecchini. Forse è opportuno sfilarsi la giacca e rimettere il cappello di paglia.
Ci piaceva di più così.
Per non voler vincere facile avevamo escluso un richiamo alla Provincia di Lecco, notoriamente distinta e distante dal meratese (anche se è il meratese che ha ridato la vittoria alla Presidente).
Da Brivio, finalmente, è giunta una iniziativa assai lodevole. Federico Airoldi ha individuato una comunicazione di Anas per un rinvio a maggio della chiusura del ponte e subito ha rilanciato: attendiamo la fine dell’anno scolastico in modo che gli studenti che utilizzano il viadotto possano completare i corsi. Poi nei tre mesi successivi – ha aggiunto il Sindaco di Brivio – ci si dovrà sedere e valutare qualche alternativa meno dirompente della semplice chiusura.
Da più parti, anche qualificati per lavoro e titolo di studio, arrivano suggerimenti su come operare sotto il ponte oppure sulla possibilità di realizzare un attraversamento provvisorio a Imbersago a cura del Genio (civile o militare). Imbersago sembra l’ipotesi più percorribile: la SP 56 è angusta anche se la curva Moratti è stata ampliata e messa in sicurezza. Poi con la variante si evita il centro paese e si arriva in pochi minuti al traghetto. Non ci sono interventi particolari se non, eventualmente, un divieto di sosta lungo la discesa che porta al piazzale Leonardo Da Vinci. Dall’altra parte, a Villa D’Adda la strada conduce direttamente alla grande rotatoria e, quindi, alla galleria che finisce in territorio di Carvico, superando così anche l’imbuto del San Michele. Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale di Brivio convocherà un’assemblea allargata a tutti i soggetti potenzialmente interessati oltre che alla popolazione.
Dal Butto, invece, il mutismo continua. Selettivo, perché il presidente Giovanni Zardoni è spesso presente sulla stampa locale. Ma dell’anfiteatro non ne vuole parlare. Eppure una competenza l’Ente parco ce l’ha. Senza considerare che lo spostamento di 15mila tonnellate di terra di risulta provocherà un inevitabile sconvolgimento del grande prato che dalle scuole scende fino agli impianti sportivi. Oltre ai camion, il cui numero è imprecisato sia per via della portata sia per la composizione della terra. Ma certamente si tratta di un numero a tre cifre. Zardoni aveva giustificato il silenzio in quanto rappresentante istituzionale di 12 comuni. Vero, ma anche di 50mila abitanti e del 100% dei montevecchini. Forse è opportuno sfilarsi la giacca e rimettere il cappello di paglia.
Ci piaceva di più così.
Claudio Brambilla
























