Montevecchia: grazie ai volontari

«Un grazie di cuore, profondo e riconoscente, va a tutti i volontari di Montevecchia che, con generosità e spirito civico straordinario, hanno trasformato le serate di febbraio in una vera e propria staffetta solidale per riportare arredi, giochi e materiali nella scuola dell’infanzia finalmente riqualificata. Loro – cittadini comuni, genitori, nonni – hanno montato scaffali, hanno spostato scatoloni e hanno dato concretezza al “fare comunità”, riempiendo quel vuoto che troppo spesso la politica lascia scoperto.

All’amministrazione Pendeggia e alla sua Giunta, invece, un invito a una seria riflessione: mentre i volontari tappano le falle con le proprie mani e il proprio tempo, dove sono finite le priorità reali del nostro paese? L’asilo – servizio essenziale per le famiglie, per la natalità, per il futuro demografico – ha visto mesi di lavori necessari (sismici, impiantistici, energetici), ma il trasloco e il riallestimento hanno richiesto un appello pubblico alla cittadinanza perché evidentemente le risorse umane e organizzative interne non bastavano.

E intanto, sullo sfondo, avanza il progetto dell’anfiteatro nell’area verde: un’opera da oltre 120.000 euro, già al centro di polemiche roventi – con centinaia di cittadini contrari, continui appelli al “no” e accuse di cementificazione inutile in un paese che ha ben altre urgenze. Quante volte all’anno verrà davvero utilizzato? Tre? Quattro? Per eventi sporadici, mentre l’asilo serve ogni santo giorno decine di bambini e famiglie.

È questa la “visione” per Montevecchia? Investire in strutture di rappresentanza, foto di taglio del nastro e “valorizzazione ad ampio respiro” (come la chiama il sindaco), mentre i servizi di base dipendono ancora dal volontariato eroico?

Le risorse pubbliche – fondi comunali, bandi vinti, PNRR o altro – andrebbero prima di tutto dove c’è bisogno vero: scuole sicure e funzionali, asili efficienti, servizi quotidiani. Non in opere che dividono la comunità e rischiano di diventare cattedrali nel deserto.

Ai volontari va non solo un plauso, ma un impegno concreto: che l’amministrazione impari da loro cosa significa mettere al primo posto il bene comune, non il tornaconto di visibilità. Montevecchia merita di più.»
Jhon
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