Osnago: inaugurata sabato la mostra dedicata a Pertini

Nella sala civica di Osnago intitolata a Sandro Pertini, uno dei Presidenti della Repubblica più amati dagli italiani, è stata inaugurata sabato la mostra a lui dedicata. 
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Maria Grazia Caglio, vice sindaca e assessora alla Cultura, dopo aver ringraziato l’associazione Puntorosso-Rete delle alternative promotrice dell’iniziativa, ha voluto in apertura ricordarlo citando un suo celebre discorso del 1983 in cui Pertini rivolgeva un appello ai giovani: “Io credo nella nostra gioventù. È molto più sana di quello che pensano certi anziani che stanno con molto sussiego lontano dai giovani o che sono pronti a giudicarli, a dare giudizi del tutto superficiali. È vero, sono esuberanti. E perché non devono essere esuberanti alla loro età? Vorrei essere io esuberante, vorrei avere io la loro età, la loro giovinezza che è un bene prezioso, che io ho trascorso in carcere nella rinuncia e che avrei voluto vivere in tutta la sua pienezza. Hanno diritto i giovani di vivere gioiosamente e di guardare con tranquillità al loro domani”.
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Caglio ha poi letto un messaggio inviato dall’ex sindaco Marco Molgora, sotto il cui mandato è stato costruito il Centro civico. In esso si ripercorre la storia della struttura da quando si chiamava “Il Circolone” ed era stata costruita con il lavoro volontario e con l’autofinanziamento dei cittadini legati al Partito Socialista, a quando venne venduta al Comune che la utilizzò come sede staccata delle scuole medie e in seguito come biblioteca, fino agli anni ’90 quando l’Amministrazione a guida Dc fece un progetto di risistemazione complessiva destinando l’immobile a sede della Biblioteca comunale. Una sistemazione che, secondo lui, avrebbe snaturato la struttura architettonica storica con costi molto elevati. 

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“Con l’avvento della prima amministrazione di Progetto Osnago”, ha ricordato Molgora nel suo intervento “si è provveduto a rifare completamente il progetto realizzando la sala civica e sala consiliare oltre che spazio pubblico per riunioni e incontri che da sempre mancava a Osnago… . Al termine della ristrutturazione si decise, coerentemente con la sua storia, di intitolare il Centro civico a Sandro Pertini, grande e indiscussa figura del Socialismo, della Resistenza e il Presidente della Repubblica italiana più amato di sempre”.
“Ho dedicato questa raccolta a Sandro Pertini perché per me la sua figura è sempre stata un faro”, ha detto poi l’autore dei 16 dipinti esposti alla mostra, Paolo Monico. “Tutte le volte che espongo questi quadri vedo una partecipazione del pubblico che oserei definire ‘sentimentale’, perché c’è una condivisione di valori e uno di questi è la partecipazione”.
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È toccato poi al professor Alberto Magni tratteggiare la figura di Sandro Pertini da un punto di vista storico.
Magni ha sottolineato soprattutto come Pertini avesse da subito intuito l’estrema pericolosità del fascismo, che trovò terreno fertile nei problemi economici e sociali del primo dopoguerra.
Ha poi ricordato la sua figura di esponente della Resistenza, la sua fuga in Francia e successivamente la sua condanna prima al carcere e poi al confino. 
“Non aveva un carattere facile, sembrava duro e intransigente, ma perché lui non conosceva doppiezza, era, come si suol dire, ‘un uomo dalla schiena dritta’”, ha affermato Magni, ricordando il suo rigore etico e morale e portando come prova la rinuncia dell’ex presidente alla grazia richiesta al Duce dalla madre.
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Lo storico ha poi ricordato quando nel 1976 Pertini venne a Lecco per la consegna della medaglia d’argento al valor militare. 
Non sono mancate nel suo intervento critiche all’attuale ministro dell’Istruzione e del Merito il quale avrebbe detto che per parlare nelle scuole della Resistenza occorre far intervenire anche voci contrapposte. 
Ha infine sottolineato come i fascismi abbiano attrazione per le guerre e ha concluso citando la famosa frase pronunciata da Pertini nel discorso del giuramento e successivamente in quello di fine anno: “Si svuotino gli arsenali e si riempiano i granai”, commentando che queste parole nella situazione odierna “mettono i brividi”.
La mostra resterà aperta nei giorni di sabato 21 e domenica 22 febbraio, con orario dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 19.
A.Vi.
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