Referendum: serve prudenza
Gentile Direttore,
seguo sul vostro giornale online il dibattito sulla riforma della giustizia e, in particolare, gli interventi del signor Emilio. Proprio perché il tema è delicato e coinvolge principi fondamentali dello Stato di diritto, credo sia necessario mantenere prudenza nei giudizi e rispetto verso le opinioni altrui. Si può discutere sul contesto delle dichiarazioni del dottor Nicola Gratteri, ma resta poco utile contrapporre implicitamente cittadini “perbene” ad altri sulla base dell’orientamento di voto. Allo stesso modo, le recenti polemiche nate dopo le affermazioni del ministro Carlo Nordio — criticate anche da magistrati come Nino Di Matteo — dimostrano che toni eccessivi e semplificazioni possono arrivare da qualsiasi parte del confronto pubblico. Il punto dovrebbe essere un altro: ogni cittadino ha il diritto di formarsi un’opinione e votare secondo coscienza, senza essere etichettato o delegittimato. Il confronto democratico serve a chiarire le idee, non ad alimentare divisioni quotidiane tra persone che semplicemente la pensano in modo diverso. La prudenza, quando si interviene pubblicamente, non è debolezza ma rispetto verso la comunità dei lettori. Cordialmente un lettore
seguo sul vostro giornale online il dibattito sulla riforma della giustizia e, in particolare, gli interventi del signor Emilio. Proprio perché il tema è delicato e coinvolge principi fondamentali dello Stato di diritto, credo sia necessario mantenere prudenza nei giudizi e rispetto verso le opinioni altrui. Si può discutere sul contesto delle dichiarazioni del dottor Nicola Gratteri, ma resta poco utile contrapporre implicitamente cittadini “perbene” ad altri sulla base dell’orientamento di voto. Allo stesso modo, le recenti polemiche nate dopo le affermazioni del ministro Carlo Nordio — criticate anche da magistrati come Nino Di Matteo — dimostrano che toni eccessivi e semplificazioni possono arrivare da qualsiasi parte del confronto pubblico. Il punto dovrebbe essere un altro: ogni cittadino ha il diritto di formarsi un’opinione e votare secondo coscienza, senza essere etichettato o delegittimato. Il confronto democratico serve a chiarire le idee, non ad alimentare divisioni quotidiane tra persone che semplicemente la pensano in modo diverso. La prudenza, quando si interviene pubblicamente, non è debolezza ma rispetto verso la comunità dei lettori. Cordialmente un lettore
Piero

























