Imbersago: una vita per la corsa. Monica Casiraghi si racconta ai soci del Rotary
Una serata di sport, passione e determinazione ha animato giovedì il Lido di Imbersago, dove si è svolta la conviviale del Rotary Club Merate Brianza. Ospite della serata è stata Monica Casiraghi, ultramaratoneta di Missaglia, campionessa del mondo nei 100 chilometri, primatista italiana femminile sulla distanza, percorrendo 233 chilometri in una gara di 24 ore.

A introdurre l’atleta, al termine della cena, è stato Samuele Baio, socio del Rotary Merate, che ha ripercorso i principali successi sportivi di Monica, oggi tecnico federale impegnata nella preparazione delle ragazze della nazionale italiana verso la maratona e le competizioni mondiali.
Nel suo intervento, Monica Casiraghi ha raccontato con semplice profondità il proprio percorso, ''da vincitrice mondiale a tecnico della nazionale''. Un cammino iniziato da bambina, quando una frase della maestra di ginnastica – ''La corsa non è il tuo sport'' – si è trasformata nella scintilla che ha alimentato tutta la sua vita.

Quella frase è diventata anche il titolo del libro che ha scritto due anni fa nel quale racconta la sua esperienza sportiva sostenuta da una tenacia e da una passione fuori dal comune: un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, affinché credano nei propri sogni a prescindere dal parere degli altri.
Da piccola provò tutte le specialità dell’atletica. ''Non ero portata – ha raccontato – ma mi piaceva correre''. Gli allenatori seppero trasmetterle così tanto entusiasmo e passione che la punizione più grande che la madre poteva infliggerle era impedirle di andare ad allenarsi.
Il sogno da bambina era la maratona di New York, vista in televisione: a vent’anni prese il suo primo aereo e lo realizzò. Da quell’esperienza comprese che le lunghe distanze sarebbero state la sua strada.
Nel 1999 venne formata la nazionale italiana per i Campionati del mondo dei 100 chilometri e Casiraghi fu convocata. I primi piazzamenti lasciarono presto spazio ai podi: bronzo, argento e infine, nel 2003 a Taiwan, la conquista dell’oro mondiale, coronamento di un sogno costruito con anni di sacrifici.
Per arrivare a quei livelli, ha spiegato, servono allenamento costante e dedizione totale. Una vita intera dedicata alla corsa, proseguita anche dopo la carriera agonistica con le gare di 24 ore e oggi con l’impegno come tecnico federale.

Nella sua vita ha percorso circa 300mila chilometri. ''Ho vinto quando non c’erano i social – ha sottolineato – le soddisfazioni erano personali''.
Un ringraziamento speciale anche alla famiglia, sempre presente. Dopo ogni gara, la domanda non era “Hai vinto?”, ma “Ti sei divertita?”. E la risposta era sempre affermativa.
Casiraghi ha affrontato anche aspetti più tecnici. L’alimentazione in gara è cambiata molto negli anni: oggi gli atleti sono seguiti da nutrizionisti e durante le gare assumono zuccheri ogni 40-50 minuti per sostenere lo sforzo. anche l’evoluzione delle calzature tecniche ha incrementato le prestazioni. Oggi infatti le competizioni sui 100 chilometri sono portate a termine dalle donne in poco più di sette ore
Ma, al di là della tecnica, sono le ultramaratone a regalarle le emozioni più profonde: ''Non ci sono motivazioni esterne. È una decisione che nasce da dentro''. Fondamentale il lavoro mentale, la concentrazione su ogni passo, la determinazione. In questo percorso è stata affiancata anche dallo psicologo della nazionale, Piero Trabocchi.

La sua terra d’origine, Missaglia, e il Parco del Curone hanno rappresentato un alleato prezioso per l’allenamento: percorsi collinari, sterrati, un ambiente tranquillo. ''Se mi fossi trasferita a Milano – ha confessato – probabilmente avrei smesso di correre''.
Nel racconto non è mancato un passaggio toccante dedicato alla sorella Alessandra, alpinista, scomparsa tragicamente in un incidente stradale: un dolore che le ha insegnato ad apprezzare ancora di più le cose belle della vita e a trasmettere agli altri il valore della passione.
Grande l’attenzione e la partecipazione dei soci rotariani, che hanno rivolto numerose domande all’atleta, colpiti dalla passione e dall’entusiasmo che hanno accompagnato il percorso umano e sportivo della relatrice.
Al termine dell’incontro, il presidente del Rotary Merate Brianza, Marco De Capitani, ha ringraziato Monica Casiraghi per la testimonianza, omaggiandola con un libro e il gagliardetto del Club. La serata si è conclusa con un interessante momento di dialogo informale con i presenti e con la firma delle copie del suo volume dal titolo ''La corsa non è il tuo sport'' di Monica Casiraghi con Anna Masciadri, Bellavite Editore.
Un incontro che ha lasciato il segno, ricordando a tutti che i risultati arrivano con impegno, lavoro e dedizione. E che, se si crede davvero in un sogno, nulla è impossibile.
A introdurre l’atleta, al termine della cena, è stato Samuele Baio, socio del Rotary Merate, che ha ripercorso i principali successi sportivi di Monica, oggi tecnico federale impegnata nella preparazione delle ragazze della nazionale italiana verso la maratona e le competizioni mondiali.
Nel suo intervento, Monica Casiraghi ha raccontato con semplice profondità il proprio percorso, ''da vincitrice mondiale a tecnico della nazionale''. Un cammino iniziato da bambina, quando una frase della maestra di ginnastica – ''La corsa non è il tuo sport'' – si è trasformata nella scintilla che ha alimentato tutta la sua vita.
Quella frase è diventata anche il titolo del libro che ha scritto due anni fa nel quale racconta la sua esperienza sportiva sostenuta da una tenacia e da una passione fuori dal comune: un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, affinché credano nei propri sogni a prescindere dal parere degli altri.
Da piccola provò tutte le specialità dell’atletica. ''Non ero portata – ha raccontato – ma mi piaceva correre''. Gli allenatori seppero trasmetterle così tanto entusiasmo e passione che la punizione più grande che la madre poteva infliggerle era impedirle di andare ad allenarsi.
Il sogno da bambina era la maratona di New York, vista in televisione: a vent’anni prese il suo primo aereo e lo realizzò. Da quell’esperienza comprese che le lunghe distanze sarebbero state la sua strada.
Nel 1999 venne formata la nazionale italiana per i Campionati del mondo dei 100 chilometri e Casiraghi fu convocata. I primi piazzamenti lasciarono presto spazio ai podi: bronzo, argento e infine, nel 2003 a Taiwan, la conquista dell’oro mondiale, coronamento di un sogno costruito con anni di sacrifici.
Per arrivare a quei livelli, ha spiegato, servono allenamento costante e dedizione totale. Una vita intera dedicata alla corsa, proseguita anche dopo la carriera agonistica con le gare di 24 ore e oggi con l’impegno come tecnico federale.
Samuele Baio. Monica Casiraghi e il presidente Rotary Marco De Capitani
Nella sua vita ha percorso circa 300mila chilometri. ''Ho vinto quando non c’erano i social – ha sottolineato – le soddisfazioni erano personali''.
Un ringraziamento speciale anche alla famiglia, sempre presente. Dopo ogni gara, la domanda non era “Hai vinto?”, ma “Ti sei divertita?”. E la risposta era sempre affermativa.
Casiraghi ha affrontato anche aspetti più tecnici. L’alimentazione in gara è cambiata molto negli anni: oggi gli atleti sono seguiti da nutrizionisti e durante le gare assumono zuccheri ogni 40-50 minuti per sostenere lo sforzo. anche l’evoluzione delle calzature tecniche ha incrementato le prestazioni. Oggi infatti le competizioni sui 100 chilometri sono portate a termine dalle donne in poco più di sette ore
Ma, al di là della tecnica, sono le ultramaratone a regalarle le emozioni più profonde: ''Non ci sono motivazioni esterne. È una decisione che nasce da dentro''. Fondamentale il lavoro mentale, la concentrazione su ogni passo, la determinazione. In questo percorso è stata affiancata anche dallo psicologo della nazionale, Piero Trabocchi.
La sua terra d’origine, Missaglia, e il Parco del Curone hanno rappresentato un alleato prezioso per l’allenamento: percorsi collinari, sterrati, un ambiente tranquillo. ''Se mi fossi trasferita a Milano – ha confessato – probabilmente avrei smesso di correre''.
Nel racconto non è mancato un passaggio toccante dedicato alla sorella Alessandra, alpinista, scomparsa tragicamente in un incidente stradale: un dolore che le ha insegnato ad apprezzare ancora di più le cose belle della vita e a trasmettere agli altri il valore della passione.
Grande l’attenzione e la partecipazione dei soci rotariani, che hanno rivolto numerose domande all’atleta, colpiti dalla passione e dall’entusiasmo che hanno accompagnato il percorso umano e sportivo della relatrice.
Al termine dell’incontro, il presidente del Rotary Merate Brianza, Marco De Capitani, ha ringraziato Monica Casiraghi per la testimonianza, omaggiandola con un libro e il gagliardetto del Club. La serata si è conclusa con un interessante momento di dialogo informale con i presenti e con la firma delle copie del suo volume dal titolo ''La corsa non è il tuo sport'' di Monica Casiraghi con Anna Masciadri, Bellavite Editore.
Un incontro che ha lasciato il segno, ricordando a tutti che i risultati arrivano con impegno, lavoro e dedizione. E che, se si crede davvero in un sogno, nulla è impossibile.
G.S.
























