Accadeva 30 anni fa/164 dicembre: nasce la “Fabio Sassi” e si lavora per l’Hospice. La riforma sanitaria secondo Borsani
Se la malattia è inarrestabile, che almeno si arresti il dolore. E si percorra con dignità l’ultimo tratto di vita. Con questi presupposti nasce l’associazione Fabio Sassi, intitolata al giovane professionista morto a 30 anni per un tumore osseo.
I promotori intercettano l’attività varata da Mauro Marinari con le cure palliative, da “palio”, cioè “mantello” che avvolge l’ammalato non per curare un male ormai incurabile ma per assicurargli assistenza clinica con la terapia del dolore, psicologica, umana, spirituale. La Fabio Sassi ha un obiettivo preciso: realizzare un Hospice, che chiamerà Il Nespolo, dove ospitare i malati terminali, con orizzonti temporali brevi se non brevissimi. L’iniziativa monta come un’onda che coinvolge aziende, imprese, professionisti, lavoratori, commercianti, artigiani, mezzi di comunicazione.

Don Mario Maggi, parroco di Airuno, su parere conforme della Diocesi, mette a disposizione l’intera casa parrocchiale accanto alla chiesa. Il progetto di riconversione dell’edificio prevede una spesa di 1 miliardo e 600 milioni. La Fabio Sassi promuove l’acquisto di uno spazio adiacente per ampliare la superficie utile. La squadra della terapia del dolore guidata dal primario di Rianimazione e Anestesia del San Leopoldo Mandic, dottor Mauro Marinari, è pronta per assicurare tutta la parte clinica. I volontari crescono di numero e si impegnano in mille attività per raccogliere fondi. Il Consiglio comunale di Airuno ha approvato il progetto esecutivo; ora si attende la valutazione regionale mentre nei sessanta giorni i cittadini possono presentare osservazioni.

Dopodiché il progetto da adottato diventa definitivamente approvato. Il recupero dell’edificio necessiterà di un anno di lavoro in base al cronoprogramma dei progettisti architetti Lorenzo Conti e Nicola Muscio e del geometra Patrizio Banfi. Ancora una volta il meratese si dimostra all’avanguardia non solo nell’ambito provinciale ma a livello regionale con iniziative di grande valenza sanitaria e assistenziale.

Il rischio principale in fase di esecuzione di un’opera pubblica è il ritiro, per svariate ragioni, dell’impresa che ha vinto l’appalto. Merate è stata segnata in più occasioni da questa funesta possibilità. Il primo a farne le spese – ben prima dell’area Cazzaniga e di palazzo Tettamanti – è il progettato Centro sociale di piazza don Minzoni. La società di Salerno ferma i lavori il 20 novembre e, dopo sollecitazioni da parte dell’assessore ai Lavori pubblici, annuncia il ritiro dal cantiere. Che così, si blocca in attesa di una nuova gara.
Giusto per ricordare di chi sono le reali responsabilità della vicenda relativa al nuovo ponte sul fiume. Dicembre 1995: incaricato dalla regione nel marzo 1995 di redigere un progetto lo studio “Adda ottanta” di Milano si è visto bloccare il lavoro per la mancanza di una postilla sul disciplinare d’incarico. Fermo tutto nonostante che l’ing. Fabrizio De Miranda avesse già definiti i dettagli in base, peraltro, a un progetto presentato nel 1985 alla Regione, risultato vincitore di un concorso di idee varato per sostituire il San Michele. Stiamo parlando di quarant’anni fa.

Giuseppe Magni presenta ai cittadini di Calco la sua Giunta. La lista di Magni aveva vinto col 28.9%, non un risultato travolgente ma sufficiente dato il frazionarsi dei gruppi di opposizione.
Si avvicinano le feste e come ogni anno la malavita si scatena. Nei primi giorni di dicembre una serie di furti viene perpetrata in diversi comuni del bacino meratese-casatese. Si parte da Calco. Svaligiata la villa di un artigiano, dopo aver divelto una porta posteriore. I banditi fanno razzia di gioielli, pellicce, quadri. Il bottino stimato è di ben 150 milioni di lire. Poi a Sirtori dove i soliti ignoti riescono a entrare da un lucernario grazie a una scala a pioli. Una volta dentro altra razzia, e stavolta oltre a gioielli, pellicce e contanti anche una pistola a tamburo, fortunatamente ritrovata qualche giorno dopo in un campo. Bottino stimato 100 milioni di lire. E’ andata male a Robbiate. I ladri già erano in casa passando dal garage dopo aver forzato la saracinesca. Ma mentre stavano mettendo nel sacco quadri, gioielli e soldi è arrivata una parente del proprietario. Che immediatamente ha chiamato i carabinieri. I ladri sono fuggiti a bordo di una Ford che però è uscita di strada per una sbandata sull’asfalto viscido. Così i malviventi hanno ripreso la fuga a piedi nei campi. Una buona notizia per un importante “derubato” di Barzanò. I carabinieri di Cremella recuperano una tela di grande valore, sottratta nel giugno scorso durante una razzia di quadri e suppellettili antichi, valutata diversi miliardi di lire. A Cernusco, invece i banditi preferiscono scippare le signore. Diversi i colpi messi a segno in stazione. L’ultimo dopo Sant’Ambrogio ai danni di una nota signora residente in centro Merate. Strattonata è finita a terra ferendosi un ginocchio.

In città arriva l’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani, di Alleanza Nazionale, invitato dai coordinatori Federico Maggioni e Alberto Arrighi. Borsani spiega la grande riforma sanitaria ai sindaci, quasi tutti scettici, a esclusione del padrone di casa, Dario Perego, che i[P1] nvita tutti a attendere prima di giudicare. Ma a fare premio è la vicinanza politica, perché in realtà la cancellazione dell’Ussl di Merate accorpata a quella di Lecco segnerà una svolta fatale per Merate. Non solo ma anche l’apertura ai privati, messi sullo stesso piano sostanziale del pubblico, si rivelerà alla lunga un danno. Non fu buon profeta Arrighi: “La riforma ci porterà verso un futuro più roseo e ci consentirà di accedere al sistema sanitario con maggiore semplicità”. Ci sarà libera concorrenza fra pubblico e privato, dice Borsani. Neanche lui è stato un buon profeta. Durissimo Giuseppe Aldeghi sindaco di Barzanò: “Ci ha preso in giro Borsani, ci dice di non preoccuparci senza dirci perché. Gli ho garantito che faremo una lotta dura”.
A Merate, niente preservativi gratis per la lotta all’Aids. Netto il rifiuto alla richiesta della sinistra giovanile di distribuire volantini informativi e profilattici, da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Dario Perego con Giovanni Battista Albani, delegato per gestire tale richiesta. I giovani avevano pensato di distribuire almeno i volantini in via Collegio Manzoni ma sono stati dirottati da Albani in piazza Prinetti col divieto assoluto, però, di distribuire gratuitamente i preservativi.
Qualche foto ricordo di trent’anni fa.


I

















12) Una delle formazioni di Robbiate basket












164/continua

Fabio Sassi
I promotori intercettano l’attività varata da Mauro Marinari con le cure palliative, da “palio”, cioè “mantello” che avvolge l’ammalato non per curare un male ormai incurabile ma per assicurargli assistenza clinica con la terapia del dolore, psicologica, umana, spirituale. La Fabio Sassi ha un obiettivo preciso: realizzare un Hospice, che chiamerà Il Nespolo, dove ospitare i malati terminali, con orizzonti temporali brevi se non brevissimi. L’iniziativa monta come un’onda che coinvolge aziende, imprese, professionisti, lavoratori, commercianti, artigiani, mezzi di comunicazione.

Don Mario Maggi, parroco di Airuno, su parere conforme della Diocesi, mette a disposizione l’intera casa parrocchiale accanto alla chiesa. Il progetto di riconversione dell’edificio prevede una spesa di 1 miliardo e 600 milioni. La Fabio Sassi promuove l’acquisto di uno spazio adiacente per ampliare la superficie utile. La squadra della terapia del dolore guidata dal primario di Rianimazione e Anestesia del San Leopoldo Mandic, dottor Mauro Marinari, è pronta per assicurare tutta la parte clinica. I volontari crescono di numero e si impegnano in mille attività per raccogliere fondi. Il Consiglio comunale di Airuno ha approvato il progetto esecutivo; ora si attende la valutazione regionale mentre nei sessanta giorni i cittadini possono presentare osservazioni.

L'équipe del dottor Mauro Marinari
Dopodiché il progetto da adottato diventa definitivamente approvato. Il recupero dell’edificio necessiterà di un anno di lavoro in base al cronoprogramma dei progettisti architetti Lorenzo Conti e Nicola Muscio e del geometra Patrizio Banfi. Ancora una volta il meratese si dimostra all’avanguardia non solo nell’ambito provinciale ma a livello regionale con iniziative di grande valenza sanitaria e assistenziale.

Il Centro sociale di piazza don Minzoni
Il rischio principale in fase di esecuzione di un’opera pubblica è il ritiro, per svariate ragioni, dell’impresa che ha vinto l’appalto. Merate è stata segnata in più occasioni da questa funesta possibilità. Il primo a farne le spese – ben prima dell’area Cazzaniga e di palazzo Tettamanti – è il progettato Centro sociale di piazza don Minzoni. La società di Salerno ferma i lavori il 20 novembre e, dopo sollecitazioni da parte dell’assessore ai Lavori pubblici, annuncia il ritiro dal cantiere. Che così, si blocca in attesa di una nuova gara.
Giusto per ricordare di chi sono le reali responsabilità della vicenda relativa al nuovo ponte sul fiume. Dicembre 1995: incaricato dalla regione nel marzo 1995 di redigere un progetto lo studio “Adda ottanta” di Milano si è visto bloccare il lavoro per la mancanza di una postilla sul disciplinare d’incarico. Fermo tutto nonostante che l’ing. Fabrizio De Miranda avesse già definiti i dettagli in base, peraltro, a un progetto presentato nel 1985 alla Regione, risultato vincitore di un concorso di idee varato per sostituire il San Michele. Stiamo parlando di quarant’anni fa.

La giunta di Giuseppe Magni
Giuseppe Magni presenta ai cittadini di Calco la sua Giunta. La lista di Magni aveva vinto col 28.9%, non un risultato travolgente ma sufficiente dato il frazionarsi dei gruppi di opposizione.
Si avvicinano le feste e come ogni anno la malavita si scatena. Nei primi giorni di dicembre una serie di furti viene perpetrata in diversi comuni del bacino meratese-casatese. Si parte da Calco. Svaligiata la villa di un artigiano, dopo aver divelto una porta posteriore. I banditi fanno razzia di gioielli, pellicce, quadri. Il bottino stimato è di ben 150 milioni di lire. Poi a Sirtori dove i soliti ignoti riescono a entrare da un lucernario grazie a una scala a pioli. Una volta dentro altra razzia, e stavolta oltre a gioielli, pellicce e contanti anche una pistola a tamburo, fortunatamente ritrovata qualche giorno dopo in un campo. Bottino stimato 100 milioni di lire. E’ andata male a Robbiate. I ladri già erano in casa passando dal garage dopo aver forzato la saracinesca. Ma mentre stavano mettendo nel sacco quadri, gioielli e soldi è arrivata una parente del proprietario. Che immediatamente ha chiamato i carabinieri. I ladri sono fuggiti a bordo di una Ford che però è uscita di strada per una sbandata sull’asfalto viscido. Così i malviventi hanno ripreso la fuga a piedi nei campi. Una buona notizia per un importante “derubato” di Barzanò. I carabinieri di Cremella recuperano una tela di grande valore, sottratta nel giugno scorso durante una razzia di quadri e suppellettili antichi, valutata diversi miliardi di lire. A Cernusco, invece i banditi preferiscono scippare le signore. Diversi i colpi messi a segno in stazione. L’ultimo dopo Sant’Ambrogio ai danni di una nota signora residente in centro Merate. Strattonata è finita a terra ferendosi un ginocchio.

In città arriva l’assessore regionale alla sanità Carlo Borsani, di Alleanza Nazionale, invitato dai coordinatori Federico Maggioni e Alberto Arrighi. Borsani spiega la grande riforma sanitaria ai sindaci, quasi tutti scettici, a esclusione del padrone di casa, Dario Perego, che i[P1] nvita tutti a attendere prima di giudicare. Ma a fare premio è la vicinanza politica, perché in realtà la cancellazione dell’Ussl di Merate accorpata a quella di Lecco segnerà una svolta fatale per Merate. Non solo ma anche l’apertura ai privati, messi sullo stesso piano sostanziale del pubblico, si rivelerà alla lunga un danno. Non fu buon profeta Arrighi: “La riforma ci porterà verso un futuro più roseo e ci consentirà di accedere al sistema sanitario con maggiore semplicità”. Ci sarà libera concorrenza fra pubblico e privato, dice Borsani. Neanche lui è stato un buon profeta. Durissimo Giuseppe Aldeghi sindaco di Barzanò: “Ci ha preso in giro Borsani, ci dice di non preoccuparci senza dirci perché. Gli ho garantito che faremo una lotta dura”.
A Merate, niente preservativi gratis per la lotta all’Aids. Netto il rifiuto alla richiesta della sinistra giovanile di distribuire volantini informativi e profilattici, da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Dario Perego con Giovanni Battista Albani, delegato per gestire tale richiesta. I giovani avevano pensato di distribuire almeno i volantini in via Collegio Manzoni ma sono stati dirottati da Albani in piazza Prinetti col divieto assoluto, però, di distribuire gratuitamente i preservativi.
Qualche foto ricordo di trent’anni fa.

I piccoli della scuola materna di Cassina Fra’ Martino hanno mostrato i lavoretti fatti dall’inizio dell’anno a coetanei e genitori.

I
l brindisi con Luciano Tajoli
Sotto: I tre premiati:L la castellana Pinetta Ravasi. l'ingegner Arturo Comotti, il professor Elio Sindoni

Sant’Ambrogio patrono di Merate, premi alla bontà e alla semplicità.


Miss “Carpe Diem” 1995 (locale da ballo di allora) incorona Simona Mottadelli di Missaglia di 22 anni.

I presidenti di Lions club Merate e AS Merate consegnano 20 milioni di lire a Daina Petracchi, presidente dell’associazione Fabio Sassi per la realizzazione dell’Hospice di Airuno.

Le aule al freddo non sono certo una novità di quest’anno. Ecco una immagine del 1995 con gli studenti dell’Istituto Tecnico Viganò di Merate in strada che protestano per le aule fredde a causa del blocco del riscaldamento e per l’allagamento di un’aula dovuta alla rottura di un termosifone.


A Robbiate va in scena la storia del Presepe, rappresentata da duecento alunni della scuola elementare del paese.

Olgiate, i coscritti del 1945 alla Trattoria Molera per la festa del mezzo secolo.

Robbiate, anche qui i coscritti del ’45 festeggiano i cinquant’anni con una gita sul lago di Garda.

Foto di gruppo della Rotellistica Roseda in chiusura del 1995.

Merate e sotto Cernusco

Campionati regionali del settore calcio giovanile, ecco due immagini del Merate e del Cernusco.




Le quattro squadre che hanno dato vita al torneo di calcetto il cui ricavato è devoluto al Centro Educazione Equestre Pegaso di Barzago.

12) Una delle formazioni di Robbiate basket

Festa di Natale anche per l’A.S. Robbiate con la presenza anche del sindaco Bruno Dozio.

Invitati dalla bibliotecaria Gabriella Belli, tutti i bibliotecari/e del sistema meratese si sono ritrovati il 20 dicembre per lo scambio di auguri.

Anche a Angelo Bonanomi conferito il titolo di “Volontario di S. Stefano” per aver svolto con impegno e rettitudine il mandato di sindaco di Osnago dal 1980 al 1995.

Due foto di Imbersago


Merate, sotto Cornate e infine il presepe realizzato a Montevecchia


Feste, spettacoli e brindisi natalizi. Tanti eventi per il lungo ponte di Natale nelle scuole.

Brivio, il giornalino della classe 2° B della scuola media “Balsamo Crivelli)

Usmate Velate, i coscritti del 1959 in festa al “Passone” di Montevecchia.

L’USC Brivio, da poco affiliata al Comitato di Lecco, si ritrova al Caffè dell’Adda con tutti i suoi atleti per il tradizionale scambio di auguri in vista della ripresa della stagione ciclistica 1996.

All’oratorio San Giovanni Bosco e San Filippo Neri, l’A.S. Merate “chiama” tutti i suoi atleti per il saluto natalizio. Partecipano in cinquecento. Una festa memorabile.
164/continua
























