Verderio: è morto il poeta e urbanista Giancarlo Consonni
Con l'amico Giulio Oggioni si era sentito fino a Natale quando, entrambi appassionati di storia locale e di vissuto da tramandare, si erano confrontati e scambiati testi, materiale, informazioni su Verderio inferiore e la sua gente.
Ora con la morte di Giancarlo Consonni se ne va una vera e propria ricchezza.
Con passione, dedizione, scrupolo aveva saputo raccogliere e poi raccontare la vita contadina di Verderio dove era anche stato consigliere comunale di opposizione, nelle file del PCI, tra il 1973 e il 1983.
Era nato a Merate nel 1943 ed era rimasto a Verderio sino al 1967.
Persona di grande cultura era docente universitario, urbanista visionario, profondo conoscitore della valle dell'Adda, aveva aperto la strada alla costituzione del Parco Adda Nord e aveva lavorato per la fusione dei due comuni di Inferiore e Superiore.
Ma Giancarlo Consonni è stato soprattutto un poeta, principalmente dialettale.
Le sue composizioni erano legate alla terra, ai rapporti umani, alle persone e alle loro vite.
A Verderio era tornato spesso in veste di relatore e anche di "declamatore" dei suoi versi che, accompagnati dal coro, erano riusciti ad incantare e a trascinare un intero paese in un altro mondo, quello di un tempo.
Duro, faticoso, ma fatto di semplicità e genuinità che lui era riuscito a riprodurre assemblando parole e rime, in maniera magistrale.
Ora con la morte di Giancarlo Consonni se ne va una vera e propria ricchezza.
Con passione, dedizione, scrupolo aveva saputo raccogliere e poi raccontare la vita contadina di Verderio dove era anche stato consigliere comunale di opposizione, nelle file del PCI, tra il 1973 e il 1983.
Era nato a Merate nel 1943 ed era rimasto a Verderio sino al 1967.

(Dal blog di Marco Bartesaghi)
Persona di grande cultura era docente universitario, urbanista visionario, profondo conoscitore della valle dell'Adda, aveva aperto la strada alla costituzione del Parco Adda Nord e aveva lavorato per la fusione dei due comuni di Inferiore e Superiore.
Ma Giancarlo Consonni è stato soprattutto un poeta, principalmente dialettale.
Le sue composizioni erano legate alla terra, ai rapporti umani, alle persone e alle loro vite.
A Verderio era tornato spesso in veste di relatore e anche di "declamatore" dei suoi versi che, accompagnati dal coro, erano riusciti ad incantare e a trascinare un intero paese in un altro mondo, quello di un tempo.
Duro, faticoso, ma fatto di semplicità e genuinità che lui era riuscito a riprodurre assemblando parole e rime, in maniera magistrale.
Giancarlo Consonni è nato a Merate nel 1943, in piena guerra mondiale, ed è vissuto a Verderio Inferiore fino al 1967.
Se si digita Giancarlo Consonni su Internet, si può leggere: “Poeta, urbanista e storico dell’architettura italiana”.
Ma Giancarlo è anche artista visivo, fotografo e storico della città e della metropoli, critico sia in ambito letterario che artistico e umorista.
Al paese dove è vissuto per 24 anni nella trattoria Cantinon, dei genitori, è rimasto legatissimo. Basta leggere i ricordi nel libro Da grande voglio fare il poeta (La Vite Felice Milano 2013) e le diverse raccolte di poesie che nell’insieme danno vita ad una vera e propria epopea verderiese.
Non va dimenticato che, dal 1973 al 1983, è stato consigliere comunale di Verderio Inferiore (sui banchi dell’opposizione nelle fila del PCI). Come lo stesso Consonni ha sostenuto in una intervista a Marco Bartesaghi nel 2015, si è trattato di una opposizione responsabile che, nel contraddittorio sugli indirizzi strategici del Piano Regolatore Generale de 1979, ha consentito alcune scelte migliorative: la difesa del centro storico, la realizzazione dei parcheggi a nord e sud del paese, la creazione del percorso pedonale protetto tra l’abitato e il cimitero, la cancellazione della strada inizialmente prevista sui terreni della Bergamina che avrebbe devastato uno straordinario paesaggio che è tra gli elementi qualificanti in territorio verderiese.
Con il PCI di Verderio, Giancarlo si è battuto per l’acquisto della Villa Gallavresi e del suo parco, così come è stato tra i primi e più convinti sostenitori dell’opportunità di arrivare alla fusione dei due Comuni.
Da professore universitario attraverso ricerche, la promozione di tesi di laurea e l’organizzazione di convegni sul corso medio dell’Adda, ha aperto la strada alla costituzione del Parco Adda Nord (istituito con la Legge Regionale n. 80 del 16 settembre 1983).
Nel 1987, con Sergio Delle Donne, ha realizzato per la RAI “Diva di fonte umil” L’Adda sul suo corso medio, in un documentario in quattro tempi di cui ha scritto testo e sceneggiatura.
L’avventura intellettuale di Giancarlo Consonni è iniziata all’età di 14 anni, quando su suggerimento di un suo cugino, Valerio Lucchesi (destinato a diventare professore di storia della lingua italiana al Corpus Christi College di Oxford), iniziò a leggere Il Mondo, il settimanale di politica e cultura diretto da Mario Pannunzio, e quando l’anno dopo, sollecitato da un professore di italiano del liceo classico Bartolomeo Zucchi di Monza, si appassionò ai classici della letteratura mondiale pubblicati dalla Biblioteca Universale Rizzoli (Bur), gli economici libri tascabili dalla copertina grigia che acquistava quasi quotidianamente con le 150 lire che i genitori gli davano perché si comprasse un panino.
Negli anni del liceo, i mesi estivi, come per la gran parte dei coetanei del suo paese, erano per lo più occupati dal duro lavoro nei campi. Il padre Agostino, perso il lavoro di autista, integrava il magro reddito della trattoria (gestita dalla mamma Bianca Burchetti) con il lavoro agricolo e l’allevamento di una mucca, con tanto di vitello, Giancarlo gli dava una mano.
Questo finché l’estate non prese a dare lezioni di ripetizione per i molti studenti delle scuole medie del circondario rimandati a ottobre.
Gli anni di Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano gli schiusero il mondo, grazie all’incontro di maestri come Ernesto Nathan Rogers e Piero Bottoni e soprattutto all’apertura a temi di rilevanza sociale e alla scoperta dell’importanza della ricerca.
Erano gli anni caldi della contestazione, ma il movimento degli studenti dell’Architettura che precedette il ‘68 aveva una tensione riformista: l’ambizione di riportare la formazione dell’architetto e dell’urbanistica ai problemi sociali.
E questo sarà, l’orizzonte su cui Giancarlo imposterà la sua vita di studioso e docente.
Dopo tre anni trascorsi come assegnista di ricerca del Ministero della Pubblica Istruzione, nel 1974 è nominato professore incaricato di urbanistica presso la Facoltà di Architettura Politecnico di Milano e nel 1981 professore ordinario della stessa materia.
Nel Politecnico di Milano, Consonni si è impegnato sia sulla direzione di strutture (in primis l’archivio Piero Bottoni che ha contribuito a fondare con Lodovico Meneghetti e Graziella Tonon), sia gli organi di gestione dell’Ateneo, nella configurazione delle strutture dipartimentali, come membro del Senato Accademico nella nascita della Facoltà di Architettura Civile.
Le ricerche di Giancarlo Consonni sulla storia degli insediamenti umani e sul progetto urbano – una produzione di oltre 250 pubblicazioni gli è valsa la nomina a professore emerito del Politecnico di Milano – si possono ricondurre in quattro ambiti problematici: 1) I processi di formazione della metropoli contemporanea. 2) la storia della cultura architettonica e urbanistica in età contemporanea. 3) La teoria e la pratica del progetto urbano. 4) “Il girotondo delle muse”: i reciproci nutrimenti fra i diversi modi dell’espressione artistica.
A questa consapevolezza hanno contribuito gli studi compiuti da Giancarlo in campo letterario (Carlo Emilio Gadda, Vittorio Sereni, Luigi Meneghello) e in campo artistico (le Annunciazioni nell’arte, Johannes Vermeer, Bramantino, il tema della lettura in pittura; oltre a studi vari su artisti contemporanei).
In tutto questo ha ovviamente giocato un ruolo la produzione di Giancarlo in ambito artistico (disegno, pittura, collage) e in ambito poetico.
Come fotografo, nel 2013 ha esposto le sue opere in una mostra personale alla Galleria Consadori di Milano.
Resta da dire della poesia. Giancarlo è autore di 9 raccolte: Lumbardia, Viridarium, In breve volo, Vûs, Luì, Filovia, Oblò, Pinoli, Il conforto dell’ombra, con diversi editori dal 1983 al 2025.
Nel 1997 ha vinto il Premio Biagio Marin con la raccolta Vûs. Nel 1997 e 2003 è stato finalista al Premio Viareggio con la raccolta Vûs e Luì.
Nel 20223 a Giancarlo Consonni è stato assegnato il Premio Maria Corti per la poesia.
Giancarlo è l’unico poeta vivente a essere inserito con un saggio di Clelia Martignoni, ne La letteratura dialettale milanese, a cura di Silvia Morgana (Salerno edizioni Roma 2022).
Come umorista con lo pseudonimo di Charles d’Avec Sommeil, ha pubblicato, nel 2007, Il corruttore di bozze e nel 2016 La medusa si scombisciava dalle risa.
























