Paderno: nuovo ponte, via alla mobilitazione dei cittadini

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Sì a un nuovo ponte e ad uno sviluppo della viabilità ferroviaria, no alla negazione dei diritti dei cittadini che vivono il territorio, diritti che verranno calpestati dalle catastrofiche conseguenze sulla viabilità già prospettate. Queste sono le condizioni poste dai sindaci di Paderno, Imbersago, Robbiate e Verderio a Regione e Rfi per la costruzione di un nuovo viadotto sull'Adda che è necessario, ma che non può compromettere una viabilità già sotto pressione, la qualità della vita dei cittadini e deturpare un territorio di valore ambientale.
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Richieste per anni rimaste forse troppo timide ed educate e che ora devono trovare il sostegno concreto dei cittadini per essere ascoltate. Un sostegno che si è respirato nella serata di ieri al centro sportivo Enzo Berazot di Paderno, gremito di cittadini e amministratori del meratese e della bergamasca, che sono rimasti anche in piedi per quasi tre ore pur di avere un confronto con i sindaci di “prima fascia” Gianpaolo Torchio di Paderno, Fabio Vergani di Imbersago, Marco Magni di Robbiate e Danillo Villa di Verderio e i rappresentanti delle Consulte e dei Gruppi di Lavoro territorio e ambiente Giorgio Mazzola e Chiara Bonfanti, sul presente e il futuro del territorio che desta sempre più preoccupazioni e per il quale si sono dimostrati disposti a combattere.
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Giorgio Mazzola, Chiara Bonfanti, Gianpaolo Torchio, Fabio Vergani, Danillo Villa e Marco Magni
Una riflessione da allargare al di fuori dei centri abitati limitrofi alla nuova opera, perché la scelta di Rfi, di costruzione di un nuovo ponte ferroviario e viario in affiancamento al San Michele, avrà ripercussioni sul traffico di tutto il territorio per la mancanza di soluzioni – come il completamento della Pedemontana – per far defluire la nuova mole di mezzi, soprattutto pesanti, che si troveranno imbottigliati su strade non pensate per il loro passaggio, ad oggi vietato. I sindaci, dopo aver ricevuto come risposta un secco “no” ad uno spostamento più a sud, di 1,6 km, di un ponte viabilistico per ridurre l'impatto con i centri abitati e il San Michele, hanno concentrato ancora di più l'attenzione sui cittadini e la tutela del futuro delle nuove generazioni, soprattutto dopo la nomina del commissario straordinario di Rfi Aldo Isi, che rende chiaro come l'unico interesse del progetto sia l'aspetto ferroviario, hanno chiarito Magni e Vergani, soprattutto con l'introduzione del passaggio dei treni merci a tutte le ore.
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“In quanto rappresentanti delle istituzione del territorio noi manifestiamo fiducia nei confronti dei livelli superiori, ma quello che è successo durante il dibattito pubblico e che sta succedendo ci lascia molto perplessi e amareggiati” ha continuato Villa, spiegando come i Comuni interessati siano stati scarsamente interpellati e spesso esclusi dai tavoli istituzionali ai quali Regione era sempre assente, una mancanza che mostra l'interesse verso un'opera che condizionerà il futuro per i prossimi 150 anni.
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I sindaci della Provincia di Lecco hanno dunque commissionato uno studio del traffico, in un'area delimitata a ovest dalla tangenziale est di Milano (A51) e dalla SP342 dir, a nord dalla SS342, a est dai comuni della provincia di Bergamo lungo il fiume Adda, e a sud fino all'autostrada A4 Milano-Venezia, confrontando la situazione attuale con il progetto scelto da Regione e Rfi in orari strategici, per avere dati reali e concreti. Dall'analisi è emerso un incremento dell'86% di traffico sul ponte – da 1.040 a 1.931 veicoli all'ora – con un aumento minimo della velocità media di percorrenza nelle ore di punta, che passerebbe da 20 a 21 km orari.
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“I sindaci si impegnano a prendere due impegni” ha concluso Torchio “non ci sono spiragli, ma noi continueremo a dire che questo è forse lo scenario peggiore che potevano trovare, non solo per il collocamento a sé del ponte, ma anche per le difficoltà gestionali che comporterebbe e noi saremo su ogni tavolo a disposizione per far sì che si trovi la soluzione meno impattante per il territorio e ci guadagneremo tutti i margini di miglioramento possibili. Voi cittadini non lasciateci soli, serve la mobilitazione di tutti per far sentire la nostra voce e farci ascoltare”.
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Marco Molgora

Un appello che i presenti hanno accolto con un fragoroso applauso e con interventi che hanno mostrato la volontà di partecipazione attiva della popolazione, come è stato già fatto dai Comitati, come quello di Paderno, che ha rimarcato la propria presenza nel manifestare attivamente con parate e fiaccolate per tutelare il territorio.
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“Se Regione non partecipa significa che non ha interesse sulla questione, spetta dunque a noi presentarci con una dimostrazione. Inoltre, in tutto questo, alla bergamasca va tutto bene? Non si esprime?” ha attaccato un cittadino di Robbiate, invitando così i bergamaschi presenti a palesarsi. “Il problema è che Calusco vuole fortemente lì il ponte, è chiaro che di fronte a un'opera così impattante gli altri comuni ringraziano per il sacrificio del paese verso il proprio territorio e cittadini in favore del progresso” ha commentato l'ex sindaca di Solza Carla Rocca, insieme a un cittadino di Carvico, che ha sottolineato come l'assenza dei comuni della bergamasca sia una tematica ormai storica.

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Gian Mario Fragomeli

A seguire il vice sindaco di Sulbiate Guglielmo Stucchi ha consigliato di prendere un buon avvocato e mobilitarsi per farsi ascoltare, come era stato fatto per la tratta D della Pedemontana. Una posizione, quella sulla mobilitazione della Pedemontana, da replicare anche secondo Marco Molgora, ex presidente del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone ed ex sindaco di Osnago, per ottenere risorse capaci di finanziare un'opera adeguata e non quella più economica, in una delle zone più produttive della penisola. “Se i cittadini pensano che quello che è stato scelto non sia corretto, sia nel mancato rispetto delle istituzioni comunali sia nel mancato ascolto da parte delle Province, la mobilizzazione non la deve fare solo Regione Lombardia, ma le Province che per prime devono avere a cuore la questione” ha aggiunto il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli, invitando a farsi sentire anche con il neo introdotto commissario straordinario. A chiudere gli interventi è stato l’ex sindaco di Merate Andrea Robbiani, che ha marcato l'importanza di portare una proposta alternativa seria oltre all'attivazione di una mobilitazione efficace.
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Andrea Robbiani

La serata si è conclusa con la richiesta di Torchio ai cittadini, di far parte della squadra di professionisti e amministratori messa in campo dai comuni di “prima e seconda fascia” che non vuole ostacolare la costruzione di un'opera necessaria, ma che vuole fare valere le proprie posizioni e diritti. Per agevolare questo lavoro condiviso è stato creato l'indirizzo mail coordinamentoperilponte@gmail.com per raccogliere idee, sollecitazioni e suggerimenti per far crescere la mobilitazione sulla collocazione del nuovo ponte.
I.Bi.
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