Merate: “Il jazz che parla per tutti”, il festival itinerante con musicisti di fama internazionale dal 26 febbraio al 1 marzo

Dal 26 febbraio al 1 marzo un Festival animerà la città con concerti ed eventi che si rivolgono a diverse fasce della popolazione e con la partecipazione di artisti di fama internazionale
Merate Jazz, “il jazz che parla a tutti”, come recita lo slogan della manifestazione, promette di accontentare diversi palati senza nulla togliere alla qualità. E, particolare non trascurabile, gli eventi saranno a ingresso gratuito grazie al sostegno di numerosi sponsor locali.
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Liane Schreuder, Patrizia Riva, Mattia Salvioni, Saul Beretta

“Dopo il Festival di musica barocca nel mese di gennaio ora questa nuova proposta, che offrirà un’opportunità davvero interessante ai meratesi con la presenza di artisti di peso”: questo il lancio dell’iniziativa nelle parole dell’assessora alla Cultura Patrizia Riva, in apertura della conferenza stampa svoltasi giovedì mattina in Municipio.
Non solo musica però. Perché, come ha tenuto a sottolineare Riva, alla proposta musicale si affianca anche un progetto di arte “inclusiva”, con protagoniste persone diversamente abili in una mostra che sarà ospitata nell’atrio municipale.
L’ambizione è che il Festival travalichi non solo i confini comunali, ma anche quelli provinciali, con una risonanza che abbracci l’intera regione.
A dirlo il sindaco, Mattia Salvioni, che vuole così mettere un altro importante tassello al suo progetto del brand Brianza Valley.
“Il Meratese-Casatese ha molto da dire, grazie anche ai suoi asset ambientali e architettonici, luoghi da valorizzare e che a loro volta valorizzano gli eventi ospitati”, ha dichiarato il primo cittadino. “Si tratta di un Festival di alto livello e la mostra che lo affianca rappresenta anch’essa l’essenza del jazz, un genere musicale che apre alla sperimentazione e all’innovazione”.
Appassionato l’intervento di Saul Beretta, direttore artistico dell’associazione culturale Musicamorfosi che del Festival ha curato l’organizzazione. 
Beretta ha illustrato i singoli eventi, a partire dal primo di giovedì 26 (alle 21 in auditorium), realizzato con il sostegno di Puglia Sounds, dedicato a Fabrizio De André e intitolato come una famosa canzone del cantautore genovese “Amore che vieni amore che vai”. Un omaggio in chiave jazz a cura del trio del pianista Pasquale Stafano e di Badrya Razem cantante italiana di origine algerina. Ad attrarre un pubblico vasto saranno alcune delle canzoni più conosciute di De André, tra cui La canzone di Piero, la Canzone di Marinella, Il pescatore e Creuza de ma.
Guarda invece a un pubblico più raffinato il concerto di venerdì 27 (alle 21 in auditorium), già proposto al Festival di Umbria Jazz e con musiche appartenenti a quella che Beretta ha definito “l’età dell’oro del jazz”, ovvero gli anni Venti e Trenta del secolo scorso. A eseguirle il gruppo Dixie Blue Blowers, capitanato da Mauro L. Porro, considerato uno dei massimi rappresentanti del jazz classico in Italia.
Sabato 28 febbraio saranno due gli eventi previsti e “doppietta” sarà anche domenica 29, con l’intento di attrarre gli appassionati per l’intero week end.
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Nel pomeriggio di sabato (alle 17 in Villa Confalonieri) un incontro aperto a tutti con lo storico della musica, compositore e chitarrista Enrico Merlin. Fra i massimi esperti mondiali di Miles Davis e autore del saggio 1000 dischi per un secolo intratterrà il pubblico con la presentazione di 10 album fondamentali nella storia del jazz.
Alla sera (alle 21 in auditorium) ci sarà l’esibizione del quartetto di un trombettista e compositore di origine cubana Yelfris Valdés. Da anni di stanza in Europa, ha affiancato artisti di fama mondiale come Madonna e Damon Albarn. La sua musica fonde le tradizioni della sua terra natale e il jazz con altri generi quali l’elettronica, l’hip hop e il pop con influenze anche di musica indiana e melodie arabe. 
A Merate il quartetto eseguirà un programma del tutto inedito. Il pubblico a cui si guarda con questo evento è soprattutto quello giovanile, visti i numerosi rimandi alla contemporaneità.
Domenica 1 marzo (alle 15,30) Villa Cedri ospiterà un evento dedicato ai più piccoli, ma non solo. Tre musicisti – il sassofonista Raffaele Fiengo, il vibrafonista Gabriele Boggio Ferraris e il batterista Alessandro Rossi - suoneranno Hot jazz mentre su uno schermo saranno proiettati cartoni animati in bianco e nero risalenti agli anni Venti e Trenta quando Walt Disney era agli inizi della sua avventura.
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La chiusura del Festival (alle 18 di domenica in auditorium) sarà appannaggio della Panorchestra, diretta dal compositore e sassofonista Trino Tracanna, il cui album omonimo è stato premiato come “disco dell’anno” nel 2025 dalla rivista Musica jazz. 
La Panorchestra è un’estensione del quartetto Double Cut di Tino Tracanna con il sassofonista Massimiliano Milesi, il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Filippo Sala. A questi quattro musicisti si aggiungono Paolo Malacarne alla tromba, Andrea Andreoli al trombone, Gianluca Zanello al sax contralto e Federico Calcagno ai clarinetti.
Come detto, ad affiancare il Festival musicale ci sarà la mostra degli artisti organizzata dall’associazione Collegamenti con 15 quadri realizzati su fotografie in bianco e nero. Le opere resteranno esposte dal 17 febbraio all’8 marzo.
“I loro quadri testimoniano la libertà di essere diversi ed è questo che li accomuna alla musica jazz”, ha spiegato Liane Schreuder
Verrà esposta anche una poltrona in stile barocco degli anni Cinquanta decorata da due artisti, riproduzione di un pezzo del noto designer e architetto Alessandro Mendini.
L’associazione Collegamenti, che ha sede a Villa d’Adda, è una non profit nata nel 2018 e che si rivolge alle persone diversamente abili attraverso percorsi personalizzati per far emergere la loro vena artistica in un contesto professionale e sicuro. 
Un’iniziativa molto particolare è quella della Artoteca, grazie alla quale è possibile prendere in prestito un’opera per accoglierla temporaneamente in casa propria. 
A.Vi.
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