Merate, Artee20: incontro sull’Intelligenza artificiale
L’Intelligenza Artificiale ci sostituirà? Una domanda che tutti noi ci poniamo e che genera inquietudine.
A questa domanda hanno provato a rispondere alcuni esperti nel corso di un incontro organizzato ieri, domenica, a Merate dall’associazione Artee20.
A Daniele Lustri, informatico e socio di Artee20, è toccato fare gli onori di casa.
“L’Intelligenza Artificiale costituisce un cambiamento epocale e lo diventerà sempre di più nei prossimi anni”, ha esordito. “Rispetto a Internet viene stravolto il paradigma perché si basa sul principio dell’addestramento. Con l’utente si stabilisce una relazione molto simile a quella con un essere umano”.

Per arrivare a un risultato migliore, ha suggerito Lustri, “bisogna arricchire di dettagli le proprie richieste” per poi concludere che “nei prossimi anni l’Intelligenza Artificiale si evolverà prendendo sempre più piede e acquistando sempre maggiore autonomia”.
L’incontro ha poi spaziato su diversi aspetti focalizzandosi in particolare sul rapporto tra IA ed espressione artistica.
Non a caso era stato invitato Ivil (nome d’arte), laureato in psicologia, titolare di una Casa editrice che pubblica fumetti, nonché organizzatore di eventi teatrali.
“Quando frequentavo le scuole medie gli insegnanti non volevano che usassimo Internet perché dovevamo solo utilizzare i libri, oggi sta succedendo la stessa cosa con l’Intelligenza Artificiale”, ha ricordato. “Però se la utilizzo devo farlo consapevolmente, altrimenti si rischia. Occorre sempre ricercare le fonti per trovare le informazioni corrette”.

“Ma attenzione anche alle truffe”, ha messo in guardia. “Perché utilizzando facce e voce di personaggi famosi si possono indurre le persone a compiere atti contro la loro volontà”.
Un esempio differente è invece l’uso dell’Intelligenza Artificiale che è stato fatto per realizzare una videoclip con un cantante scomparso: “In questo caso l’utilizzo non è per fregarci, ma per creare qualcosa di artistico”.
Un aspetto di cui si parla pochissimo e che invece l’esperto ha tenuto a sottolineare è quello dell’impatto ambientale perché, come ha spiegato, l’uso dell’IA fa consumare molta acqua e tanta energia. Ragion per cui ha esortato a limitarne l’utilizzo per non creare ulteriori danni al pianeta.
Un altro aspetto che è stato evidenziato è quello dell’etica.

L’Intelligenza Artificiale infatti utilizza immagini e informazioni che trova in Rete senza citarne gli autori, quindi viene di fatto violato il diritto d’autore e così si finisce “in una giungla senza regole”.
Un altro rischio sottolineato da Irvin è quello dell’appiattimento, dato che vengono realizzate immagini molto simili tra loro.
Inoltre a volte è difficile distinguere le immagini originali e quelle create con l’IA.
A questo riguardo sono stati presentati due spot relativi alle Olimpiadi invernali in corso in questi giorni di cui uno originale e un altro creato artificialmente.
“Difficile distinguere quale è l’uno e quale l’altro e ce ne accorgeremo sempre meno”.
A questo punto una persona, apparentemente parte del pubblico, ha fatto irruzione con un monologo di protesta.
“Il linguaggio sarà sempre più povero ma se si impoverisce il linguaggio si impoverisce anche il pensiero. E questo perché? Perché vogliamo fare sempre meno fatica… Riempiamo il vuoto con musica, immagini e notifiche perché il silenzio ci fa paura e ci fa paura perché nel silenzio si sente… Eppure nel silenzio accadono le rivoluzioni. Il silenzio non è vuoto, è come un palcoscenico teatrale, è vuoto ma vibra. Sogno un mondo dove si possa fare silenzio insieme”.
Solo dopo un po’ si è capito che il monologo era in realtà recitato dall’attore Matteo Irmici. Ancora più difficile capire se il testo fosse originale o realizzato con l’Intelligenza Artificiale. “Metà e metà”, è stato poi svelato.
Ma se non l’avesse recitato un attore, quel testo avrebbe trasmesso le stesse emozioni?
Altre sorprese tuttavia aspettavano il pubblico.
Sono stati infatti creati dei giochi interpellando ChatGpt e nel crearli si sono evidenziate alcune lacune, oltre a rilevare l’utilizzo di immagini stereotipate.

“I modelli hanno dei limiti”, ha commentato in conclusione Daniele Lustri. “Per esempio vediamo che fanno fatica a contare. Sono sistemi ancora imperfetti ma nel giro di qualche anno abbiamo visto molti progressi”.
Numerose le domande e le riflessioni emerse dal pubblico, sul rapporto con il mondo del lavoro (quali lavori scompariranno?), con la scuola (“ho provato a presentare progetti nelle scuole ma senza riscontro”, ha ammesso Irvin con amarezza), con l’arte secondo alcuni a rischio di perdita di creatività.
Un incontro interessante e, per come è stato gestito, stimolante e molto apprezzato dal pubblico presente in sala.
A questa domanda hanno provato a rispondere alcuni esperti nel corso di un incontro organizzato ieri, domenica, a Merate dall’associazione Artee20.
A Daniele Lustri, informatico e socio di Artee20, è toccato fare gli onori di casa.
“L’Intelligenza Artificiale costituisce un cambiamento epocale e lo diventerà sempre di più nei prossimi anni”, ha esordito. “Rispetto a Internet viene stravolto il paradigma perché si basa sul principio dell’addestramento. Con l’utente si stabilisce una relazione molto simile a quella con un essere umano”.

Per arrivare a un risultato migliore, ha suggerito Lustri, “bisogna arricchire di dettagli le proprie richieste” per poi concludere che “nei prossimi anni l’Intelligenza Artificiale si evolverà prendendo sempre più piede e acquistando sempre maggiore autonomia”.
L’incontro ha poi spaziato su diversi aspetti focalizzandosi in particolare sul rapporto tra IA ed espressione artistica.
Non a caso era stato invitato Ivil (nome d’arte), laureato in psicologia, titolare di una Casa editrice che pubblica fumetti, nonché organizzatore di eventi teatrali.
“Quando frequentavo le scuole medie gli insegnanti non volevano che usassimo Internet perché dovevamo solo utilizzare i libri, oggi sta succedendo la stessa cosa con l’Intelligenza Artificiale”, ha ricordato. “Però se la utilizzo devo farlo consapevolmente, altrimenti si rischia. Occorre sempre ricercare le fonti per trovare le informazioni corrette”.

Ivil
Ivil ha parlato anche del “deep fake”, ovvero l’uso dell’Intelligenza Artificiale per creare false notizie e false immagini. Ha citato un esempio tratto dalla recente cronaca, ovvero un video che ha girato sui social in cui una foto, non corrispondente al vero ma creata artificialmente, rappresentava l’autista del pullman che a Belluno aveva lasciato a piedi un bambino non in possesso del ticket da 10 euro. Al falso autista veniva fatta pronunciare la frase “non me ne frega niente”, suscitando così le proteste e l’indignazione degli utenti social. Peccato che non fosse vero…“Ma attenzione anche alle truffe”, ha messo in guardia. “Perché utilizzando facce e voce di personaggi famosi si possono indurre le persone a compiere atti contro la loro volontà”.
Un esempio differente è invece l’uso dell’Intelligenza Artificiale che è stato fatto per realizzare una videoclip con un cantante scomparso: “In questo caso l’utilizzo non è per fregarci, ma per creare qualcosa di artistico”.
Un aspetto di cui si parla pochissimo e che invece l’esperto ha tenuto a sottolineare è quello dell’impatto ambientale perché, come ha spiegato, l’uso dell’IA fa consumare molta acqua e tanta energia. Ragion per cui ha esortato a limitarne l’utilizzo per non creare ulteriori danni al pianeta.
Un altro aspetto che è stato evidenziato è quello dell’etica.

Matteo Irmici
L’Intelligenza Artificiale infatti utilizza immagini e informazioni che trova in Rete senza citarne gli autori, quindi viene di fatto violato il diritto d’autore e così si finisce “in una giungla senza regole”.
Un altro rischio sottolineato da Irvin è quello dell’appiattimento, dato che vengono realizzate immagini molto simili tra loro.
Inoltre a volte è difficile distinguere le immagini originali e quelle create con l’IA.
A questo riguardo sono stati presentati due spot relativi alle Olimpiadi invernali in corso in questi giorni di cui uno originale e un altro creato artificialmente.
“Difficile distinguere quale è l’uno e quale l’altro e ce ne accorgeremo sempre meno”.
A questo punto una persona, apparentemente parte del pubblico, ha fatto irruzione con un monologo di protesta.
“Il linguaggio sarà sempre più povero ma se si impoverisce il linguaggio si impoverisce anche il pensiero. E questo perché? Perché vogliamo fare sempre meno fatica… Riempiamo il vuoto con musica, immagini e notifiche perché il silenzio ci fa paura e ci fa paura perché nel silenzio si sente… Eppure nel silenzio accadono le rivoluzioni. Il silenzio non è vuoto, è come un palcoscenico teatrale, è vuoto ma vibra. Sogno un mondo dove si possa fare silenzio insieme”.
Solo dopo un po’ si è capito che il monologo era in realtà recitato dall’attore Matteo Irmici. Ancora più difficile capire se il testo fosse originale o realizzato con l’Intelligenza Artificiale. “Metà e metà”, è stato poi svelato.
Ma se non l’avesse recitato un attore, quel testo avrebbe trasmesso le stesse emozioni?
Altre sorprese tuttavia aspettavano il pubblico.
Sono stati infatti creati dei giochi interpellando ChatGpt e nel crearli si sono evidenziate alcune lacune, oltre a rilevare l’utilizzo di immagini stereotipate.

In primo piano Daniele Lustri
“I modelli hanno dei limiti”, ha commentato in conclusione Daniele Lustri. “Per esempio vediamo che fanno fatica a contare. Sono sistemi ancora imperfetti ma nel giro di qualche anno abbiamo visto molti progressi”.
Numerose le domande e le riflessioni emerse dal pubblico, sul rapporto con il mondo del lavoro (quali lavori scompariranno?), con la scuola (“ho provato a presentare progetti nelle scuole ma senza riscontro”, ha ammesso Irvin con amarezza), con l’arte secondo alcuni a rischio di perdita di creatività.
Un incontro interessante e, per come è stato gestito, stimolante e molto apprezzato dal pubblico presente in sala.
A.Vi.
























