Fatti e misfatti: un dejavu?
Che il GCM (Grande Circo Mediatico) sia poco avvezzo a veicolare ciò che dà fastidio a certo Potere è un fatto risaputo. Come del resto, e conseguentemente, occorra andare a cercare “col lanternino” certe notizie negate.
Era capitato per la testimonianza della giornalista Rita Rapisardi https://www.virgilio.it/notizie/poliziotto-pestato-al-corteo-askatasuna-la-testimonianza-della-cronista-su-cosa-e-successo-prima-del-video-1732679#iol-toc
e ora, guarda caso, capita con questa dichiarazione di Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia che “emerge” stranamente su assai pochi media e solo dopo vari giorni dalla sua estensione
https://www.pressenza.com/it/2026/02/fatti-di-torino-il-sindacato-lavoratori-di-polizia-contro-piantedosi/. Inoltre sui rischi “strutturali”, sempre nello stesso campo d'attualità, di una comunicazione falsata dall'Intelligenza Artificiale ( sui cui rischi ci sarebbe da aprire interi capitoli) si è potuto registrare quest'altro esempio di contraffazione della foto dell'agente aggredito a Torino https://tg24.sky.it/cronaca/2026/02/06/scontri-askatasuna-torino-polizia-foto-ai.
Insomma, niente male in termini “manipolatori” dell'opinione pubblica.
Ma quello che fa specie (ma non più di tanto) è la campagna orchestrata ad arte attorno a quella che non casualmente viene presentata come una “contiguità” di settori dell'Opposizione rispetto ai violenti ed alle loro assai esecrabili azioni recentemente “messe in scena” a Torino come a Milano. Ma, a parte il voler capziosamente accomunare ( con varie e più o meno sottili modalità) il cosiddetto “Blocco nero” alla gran parte dei manifestanti pacifici, ai più attenti non potrà di certo sfuggire una qualche similitudine tra alcuni recentissimi “sabotaggi” e le azioni variamente destabilizzanti più volte accadute in passato e comunemente riconducibili alla cosiddetta e conclamata “strategia della tensione”: Remember Valpreda e la cosiddetta “pista anarchica” per la strage di Piazza Fontana come nel corso di decenni la dimostrata collusione di parti rilevanti dei servizi segreti?
Si fa un bel dire nell'accostare tali sabotaggi ad analoghe vicende accadute in Francia in occasione delle precedenti Olimpiadi, ma ancor prima non si può ravvedervi un'escalation tesa a creare una situazione di generalizzata preoccupazione che possa, almeno potenzialmente, preludere ad ulteriori giri di vite sempre più forzatamente securitari?
Contro tale possibile eppur fondato scenario ho sentito alcuni pareri in particolare nei talk show televisivi in cui si invitava l'Opposizione a fare proposte concrete per giustamente contrastare i violenti. Io risponderei così: possibile che questi “guastatori” (anche, se non soprattutto nei confronti dei dissenzienti pacifici) non siano preventivamente individuabili e quindi neutralizzabili mediante quella che viene definita come una normale azione di infiltrazione e intelligence?
Invece che gridare ai nemici dello Stato e inasprire le misure repressive, che non possono che restringere gli spazi di libero dissenso, non occorre colmare i vuoti d'organico di chi giustamente e meritoriamente è deputato a garantire sicurezza ai cittadini e magari anche meglio retribuirli?
La accorata presa di posizione del rappresentante del sindacato dei lavoratori di polizia richiamata sopra (consiglierei di leggerla attentamente) è lì a dimostrare quali siano le loro vere considerazioni.
Del resto i conseguenti effetti (consapevoli o inconsapevoli che siano) delle perlomeno avventate dichiarazioni della “nostra” premier in tema di nemici della nazione non possono che scoraggiare coloro che vorrebbero partecipare alle manifestazioni di dissenso e protesta esercitando pure quel diritto al “libero fischio in libera piazza” accoratamente perorato dal nostro ex Presidente Sandro Pertini, non casualmente Presidente Partigiano.
Infine occorrerebbe sempre ricordare che se la repressione, delegata a nome nostro alle Forze dell'Ordine, contro chi violentemente non rispetta gli altrui diritti è sacrosanta al contempo non si possono legittimare gli eventuali abusi della stessa. Ma soprattutto la repressione sarebbe cieca se al contempo tutti noi non ci interrogassimo sulle cause più profonde del disagio sociale e che a volte ne sono l'origine. Senza aprioristiche giustificazioni ma anche nella indispensabile quanto concreta ricerca del Giusto e del Vero.
Germano Bosisio
























