Lago di Sartirana: lieve miglioramento. Ma la lunga chiusura resta

Nella serata di ieri la sala consiliare di Merate ha ospitato un incontro pubblico molto atteso dalla cittadinanza e dalle associazioni ambientaliste locali, con focus lo stato di salute del lago di Sartirana. L'appuntamento, convocato congiuntamente dal Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone e dall'amministrazione comunale di Merate, ha permesso di condividere con consiglieri, amministratori locali, membri del Consiglio di Gestione del Parco, volontari G.E.V, FIPSAS Lecco, ASD La Briantea e altri attori del territorio, i risultati preliminari di due importanti attività di monitoraggio condotte nel corso del 2025: il monitoraggio sul bacino idrico portato avanti dall'idrobiologo Alberto Negri e lo studio sull'avifauna della riserva, realizzato in collaborazione con l'Università degli Studi Milano-Bicocca (coordinato dal professor Luciano Bani e dal dott. Valerio Orioli)
Sartirana_monitoraggio1.jpg (47 KB)
L'assessore Silvia Sesana
A presentare l'incontro sono stati l'assessore all'Ecologia del comune di Merate Silvia Sesana e il Presidente del Parco Giovanni Zardoni, che ha sottolineato come i dati presentati nell'ambito dell'incontro verranno ulteriormente perfezionati entro l'autunno: “si tratta di dati in corso d'opera, non definitivi”.
Sartirana_monitoraggio2.jpg (52 KB)
Il Presidente del Parco, Giovani Zardoni
Ha quindi preso la parola il dottor Negri, che ha presentato la propria analisi a fronte dei risultati annuali del progetto di wash out del lago: nonostante l'anomala e preoccupante situazione di anossia sul fondo del bacino fra giugno e luglio scorso, con la ripresa di precipitazioni verso la fine di luglio la concentrazione di ossigeno per il resto dell'anno può dirsi soddisfacente.

Non ancora ottimali, dunque, ma i dati chimici presentati ieri alla cittadinanza presentano un quadro con segnali incoraggianti per lo specchio d'acqua, soprattutto sul fronte del contenimento del fosforo: se nel periodo estivo del 2024 (giugno-ottobre) si registravano nell'emissario valori medi di 409 microgrammi per litro, nel 2025 la cifra è scesa drasticamente a 157. Un miglioramento da attribuire alla riduzione della forma solubile di fosforo (ortofosfato), a sua volta dovuta a migliori condizioni di ossigenazione dell'interfaccia acqua-sedimento.
Sartirana_monitoraggio3.jpg (43 KB)
Il dott. Alberto Negri
Ruolo fondamentale in questo equilibrio è stato giocato soprattutto dal meteo: il 2025 è stato decisamente un anno più piovoso del precedente: 699 mm di precipitazioni contro i 469 mm del 2024. Questo naturale ricambio ha permesso di limitare l'uso dei pozzi in immissione. A partire dal 26 luglio 2025, infatti, i pozzi non sono più stati attivati proprio grazie all'apporto idrico delle piogge e complessivamente l'apporto dei pozzi è passato dai 13.811 m³ del 2024 ai 5.420 m³ del 2025.

Nonostante il calo del fosforo, il lago continua a combattere la presenza di cianobatteri: lo studio ha evidenziato come le fioriture estive siano costituite principalmente da Anabaena, Microcystis, Coelosphaerium e Woronichinia. Queste influiscono direttamente sulla trasparenza dell'acqua, che ha toccato i minimi (circa -1,2 metri) nel mese di agosto, per risalire leggermente verso l'autunno.
Sartirana_monitoraggio4.jpg (48 KB)
Sebbene sullo stato di salute del lago abbia inciso in buona parte l'avvento delle piogge, secondo l'idrobiologo è da stimare che l'attività di wash-out abbia rappresentato tra il 10% e il 14% delle uscite di fosforo. Il dottor Negri, al termine della presentazione ha anche avanzato delle ipotesi di miglioramento dell'attività di wash out. In primis lo spostamento del tubo di scarico del dilavamento stradale a valle della sonda di rilevazione della portata idrica dell'emissario, per consentire una valutazione più precisa dell'incidenza del wash out. Ha poi auspicato interventi di manutenzione sui cinque pozzi (che peraltro potrebbero rappresentare zone di sopravvivenza della fauna ittica quando le condizioni del lago non siano ottimali) per aumentare il contributo idrico nelle fasi di elevata densità algale. Infine – attività che l'assessore Sesana ha dichiarato essere già in fase di valutazione – incrementare la frequenza degli slavi (attualmente attivati manualmente per quattro giorni a settimana grazie ai volontari) automatizzando la paratoia e rendendola attiva sette giorni su sette.
Sartirana_monitoraggio5.jpg (70 KB)
 Nella seconda parte della serata si è quindi passati allo studio sull'avifauna della riserva, realizzato su commissione del Parco nel 2025 dal professor Luciano Bani e dal dottor Valerio Orioli del dipartimento Scienze della Terra dell'Università Milano-Bicocca. Obiettivo della ricerca: valutare la regolamentazione degli accessi all'area, raccogliendo informazioni su distribuzione e densità di coppie riproduttive e sulla loro variabilità durante il periodo di limitazione alla fruizione.
Sartirana_monitoraggio6.jpg (70 KB)
 Il monitoraggio, condotto fra aprile e luglio 2025, ha coperto l'intero sentiero peri lacuale e una fascia esterna di 100 metri. I dati raccolti confermano l'importanza del bacino per l'avifauna locale e migratoria: sono state infatti censite 64 specie differenti, di cui 8 specie migratrici, 18 occasionali, 23 nidificanti territoriali (che si stanziano principalmente nella zona del canneto, del bosco e delle zone “urbane”), 8 gregarie o coloniali, 7 nidificanti acquatiche. La riserva, inoltre, si conferma rifugio per specie di alto valore conservazionistico: sono state rilevate ben 14 specie inserite nella “Lista Rossa” IUCN (ad esempio il Martin pescatore, la Moretta tabaccata e il Tarabusino).
Sartirana_monitoraggio9.jpg (44 KB)
Il prof. Luciano Bani
Lo studio, che si è comunque prefissato come scopo quello di trovare un equilibrio fra conservazione ambientale, fruizione del pubblico e gestione delle risorse, ha posto l'accento su quello che è stato, nel corso di 50 anni, l'impatto sulla fauna della regressione della zona umida del lago, accelerata da fattori antropici: “da lago siamo passati a un bosco igrofilo” ha affermato il professor Bani “stiamo perdendo le specie del canneto”.
Sartirana_monitoraggio8.jpg (43 KB)
Il dott. Valerio Orioli 
La sfida sarebbe quella di “ringiovanire” il lago di Sartirana di almeno 50 anni. Per quanto riguarda la fruizione da parte del pubblico il professor Bani, alla luce dei dati disponibili, non si è sentito di dare una risposta definitiva in merito all'efficacia delle attuali limitazioni (dal 01 marzo al 31 luglio), “poiché il cambiamento delle comunità ornitiche è verosimilmente associabile alla trasformazione degli habitat del biotipo. Sarebbe più opportuno verificare l'effetto delle limitazioni a seguito di misure di gestione per il ripristino delle comunità del canneto”. In questo senso sarebbero auspicabili misure per il mantenimento dell'alneta e del cariceto ed un ripristino della vegetazione elofitica: “Sarebbe da rimuovere parte di quel deposito che sta progredendo e facendo instaurare il cariceto e l'arbusteto, in modo da ripristinare l'affaccio del canneto sul lago”.
Sartirana_monitoraggio7.jpg (63 KB)
 Il sindaco Mattia Salvioni
In conclusione l'intervento del Sindaco di Merate Mattia Salvioni: “credo che adesso sia necessario guardare ai dati, senza fermarci all'anno prossimo, per poi capire quali sono le priorità e dare priorità agli interventi che possano apportare i maggiori benefici”.
F.F.
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.