Risposta al Direttore

Ciao Direttore, ho letto il tuo commento e credimi mi ha lasciato basito. Possibile che anche tu sia "scivolato sulla buccia di banana" relativamente al centro di primo rimpatrio in Albania. E' scontato, per diretta ammissione degli stessi, che i migranti NON ci vogliono andare in Albania perchè loro vogliono venire in parte in Italia ed in gran parte " cercare" di arrivare in Europa ed usano la nostra penisola principalmente come primo approdo, diversamente dall 'Albania in Europa non ci si arriva. Pertanto questo centro serve soprattutto come " deterrente " per gli innumerevoli sbarchi di migranti clandestini destinati al rimpatrio se considerati migranti economici e quindi senza diritto di asilo. Direttore converrai con me che non si può far arrivare tutta l'Africa in Europa e non penso ci sia bisogno di spiegarlo. Non a caso viene preso da più paesi europei come loro modello. Intendiamoci, l'Italia ha bisogno di migranti, ma che arrivino in maniera legale in modo tale che possano essere ospitati con tutti i diritti, in una fase di prima accoglienza, in adeguati centri dando loro un permesso di soggiorno che gli possa permettere di inserirsi " legalmente" nel mondo del lavoro e di non esser lasciati allo sbando alla mercè di ogni tipo di delinquenza, perchè in qualche modo devono pur sopravvivere. Ti dirò di più. Io come italiano a queste persone mi sento in dovere di dir loro grazie due volte. La prima perchè lavorando in Italia contribuiscono alla crescita, ma soprattutto perchè accettano di fare tutti quei lavori che noi italiani preferiamo non fare, magari rimanendo comodamente sdraiati sul divano e percependo ormai l' ex reddito di cittadinanza. Grazie Conte, l'autoproclamato " avvocato degli italiani". Bisognerebbe solo che non venissero sfruttati, ma questo è un altro discorso troppo lungo e difficile da chiarire in poche righe. Ma veniamo al punto centrale. Se poi i "soliti Magistrati" con ogni sorta di giustificazione impongono che debbano essere portati in Italia perchè NON RIMPATRIABILI nelle loro Nazioni, con la scusa che i loro paesi d'origine - NON SONO SICURI - magari perchè...dunque vediamo...nei loro Stati " l'omosessualità " è reato punito gravemente. Direttore ma che facciamo giochiamo ? Come dire che questi migranti sono scappati dalle loro terre perchè tutti OMOSESSUALI e non persone che vorrebbero cercare una vita migliore. Fortunatamente la commissione europea, alla quale si erano rivolti, " sembrerebbe" abbia dato ragione all'Italia sull'attribuzione dei paesi sicuri e quindi sulla possibilità di rimpatriarli. Speriamo che questo possa loro bastare e che quindi questo centro possa finalmente operare, o meglio ancora non essere più necessario e lo si possa tramutare in un carcere dove trasferire i detenuti albanesi nelle nostre carceri. A questo proposito l'attuale governo ha riaperto il flusso migranti per il periodo 2026/2028 per l'accoglienza di ben 500.000 migranti che legalmente arrivino in Italia, che possano, come detto prima, raggiungere il loro obiettivo di trovare una vita migliore e tutti noi ce lo auguriamo. Perfetto. Sempre pronto a confrontarmi con te e con chi avesse voglia di avere un civile confronto, anche se continuare solo a leggere il tuo giornale farebbe la felicità non solo dei miei detrattori ma soprattutto la mia. 
Emilio
Senza offesa ma diventa davvero difficile ribattere a chi ha una visione a senso unico. Quindi, sperando che i colleghi de L'Avvenire non me ne vogliamo ti allego un lungo estratto di un recente articolo su questo modello fallimentare e costosissimo albanese. Poi, per carità, si può anche affermare che lady Giorgia venga da Westminster anzichè dalla Garbatella e che sia davvero un angelo. Poi però, al termine della lettura, confido davvero in un ripensamento.
Quanto costano i centri al giorno
Ha tentato di rispondere ActionAid, che ha depositato alla Corte dei Conti un esposto «per denunciare lo spreco di risorse dell’operazione Albania», fornendo dati ottenuti con richieste di accesso civico. La risposta breve è che pro capite e pro die, le strutture di Gjader costano quasi il triplo del Centro di trattenimento per richiedenti asilo (Ctra) di Modica (76,57 euro contro i 28,55 del centro siciliano), ritenuto un modello per la gestione dei richiedenti asilo in Albania. E oltre il doppio di qualsiasi altro Cpr (108,04 euro contro una media che non supera i 50), con l’unica eccezione del centro di Milano che tocca quota 82,22 euro al giorno per detenuto. «Il primo paragone che abbiamo fatto – commenta ad Avvenire Fabrizio Coresi, esperto di migrazioni per ActionAid – è proprio quello con il modello siciliano, perché tutto quello che abbiamo esportato in Albania lo abbiamo già sperimentato in Italia». Ma con costi maggiori, a partire dalla costruzione dei centri.
I costi della costruzione
Stando ai dati richiesti da ActionAid, gli stanziamenti definitivi per l’allestimento delle strutture ammontano a 73,5 milioni di euro. In generale, per l’avvio dei centri la Difesa ha bandito gare per 82 milioni di euro e firmato contratti per oltre 74 milioni, di cui effettivamente erogati oltre 61 milioni. Più del doppio rispetto ai 31,2 milioni di euro inizialmente previsti per i lavori. La differenza con la costruzione di un Ctra in Italia è netta: a bilancio del ministero della Difesa, ad esempio, risulta uno stanziamento di circa 8 milioni di euro per la costruzione della struttura di Trapani. I motivi, secondo ActionAid, sono da ricercare anche nell’instabilità della località scelta per le strutture: «Il centro di Gjader – si legge nel report – è sorto ai piedi di una montagna instabile. Per consolidare il terreno sono stati necessari 7mila pilastri di cemento armato, drenaggi e impermeabilizzazioni». Non solo. La carenza di manodopera dovuta al periodo estivo, secondo la Ong, «è stata aggirata aumentando i salari esponenzialmente»: «Si è venuta a creare una sorta di economia di emergenza da cantiere – spiega Coresi – per cui le paghe degli operai sono state di molto sovraordinate: la società che ha preso le maggiori commesse, nel lasso di tempo della costruzione di questi centri, ha incassato quello che normalmente prende dal Governo albanese in cinque anni».
Spese accessorie, vitto e alloggio
Il ministero della Difesa, oltre a quanto stanziato per gli allestimenti, ha previsto spese accessorie per oltre 2,6 milioni di euro. Si tratta soprattutto di trasferimenti, compensi e indennità di missione per i militari di Marina e Carabinieri. Altri due milioni di euro sono stati erogati, invece, complessivamente dai ministeri dell’Interno e della Giustizia. In generale, fornire vitto e alloggio al personale di polizia è nettamente più caro in Albania: se nel Cpr di Macomer (Nuoro) costa 5.884,80 euro al giorno, in Albania per 120 ore di concreta operatività nel 2024, è costato quasi 18 volte in più: 105.616 euro al giorno. Il corollario è che, se davvero i centri funzionassero a pieno regime, queste sarebbero le spese da sostenere ordinariamente. Ma non sono le uniche: «L’andata e il ritorno dall’Italia all’Albania, per chi è detenuto nei Cpr, ha un costo che ovviamente non si deve sostenere nei centri italiani – conclude Coresi –. Ma, per stimare la spesa complessiva dei centri, mancano ancora molti dati, a partire dal numero di persone detenute ogni settimana nel Cpr».
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