Paderno: Il San Michele tra passato, presente e futuro
Il ponte San Michele, un equilibrio tra storia, tecnica e futuro, da un secolo simbolo identitario del territorio e oggi al centro di un acceso dibattito sul suo futuro.

Su Youtube il canale “Comunicazione Tecnologica”, che racconta l'ingegneria e tecnologia dietro le infrastrutture e le grandi opere direttamente dai cantieri, ha dedicato un video che guarda al passato, al presente e fino al futuro dello storico viadotto.
Un breve excursus storico, che dalla nascita del ponte tra il 1887-1889, arriva ai giorni nostri, evidenzia la sua funzione di nodo strategico tra i collegamenti di Bergamo e Lecco, sia attraverso la linea ferroviaria che quella viaria. Negli anni l'aumento dei volumi di traffico e dei carichi hanno imposto delle limitazioni severe alla circolazione, da anni a senso unico e a velocità ridotta, una viabilità che viene completamente interrotta al passaggio del treno.
Un paragone viene fatto con il ponte di Ronciglione, in provincia di Viterbo, costruito pochi anni dopo il San Michele con la stessa tipologia strutturale, ma che ormai da anni giace abbandonato, un destino che potrebbe toccare anche al viadotto sull'Adda se l'opera perderà la sua funzione senza trovare una destinazione. “I ponti sopravvivono solo se vengono manutenuti e se trovano un ruolo nel mondo che cambia”.
Rfi ha indicato la chiusura del San Michele entro l'anno 2030, presentando tre diversi scenari per un nuovo attraversamento del fiume Adda, tutti volti al potenziamento della direttrice ferroviaria Seregno-Bergamo. “Non esiste una soluzione a impatto zero, ogni scenario risolve un problema ma ne introduce altri distribuendo in modo diverso benefici e criticità sul territorio” conclude il video, le osservazioni di sindaci, comitati e cittadini, che hanno sollevato timori legati al traffico, agli espropri, alla tutela del paesaggio e al futuro del ponte storico sono legittimi.

Il futuro del San Michele sarà dunque il risultato di un equilibrio tra esigenze di mobilità moderne e la responsabilità di conservare un patrimonio che appartiene a tutti.

Su Youtube il canale “Comunicazione Tecnologica”, che racconta l'ingegneria e tecnologia dietro le infrastrutture e le grandi opere direttamente dai cantieri, ha dedicato un video che guarda al passato, al presente e fino al futuro dello storico viadotto.
Un breve excursus storico, che dalla nascita del ponte tra il 1887-1889, arriva ai giorni nostri, evidenzia la sua funzione di nodo strategico tra i collegamenti di Bergamo e Lecco, sia attraverso la linea ferroviaria che quella viaria. Negli anni l'aumento dei volumi di traffico e dei carichi hanno imposto delle limitazioni severe alla circolazione, da anni a senso unico e a velocità ridotta, una viabilità che viene completamente interrotta al passaggio del treno.
Un paragone viene fatto con il ponte di Ronciglione, in provincia di Viterbo, costruito pochi anni dopo il San Michele con la stessa tipologia strutturale, ma che ormai da anni giace abbandonato, un destino che potrebbe toccare anche al viadotto sull'Adda se l'opera perderà la sua funzione senza trovare una destinazione. “I ponti sopravvivono solo se vengono manutenuti e se trovano un ruolo nel mondo che cambia”.
Rfi ha indicato la chiusura del San Michele entro l'anno 2030, presentando tre diversi scenari per un nuovo attraversamento del fiume Adda, tutti volti al potenziamento della direttrice ferroviaria Seregno-Bergamo. “Non esiste una soluzione a impatto zero, ogni scenario risolve un problema ma ne introduce altri distribuendo in modo diverso benefici e criticità sul territorio” conclude il video, le osservazioni di sindaci, comitati e cittadini, che hanno sollevato timori legati al traffico, agli espropri, alla tutela del paesaggio e al futuro del ponte storico sono legittimi.

Il futuro del San Michele sarà dunque il risultato di un equilibrio tra esigenze di mobilità moderne e la responsabilità di conservare un patrimonio che appartiene a tutti.
I.Bi.
























