Da Montevecchia Brivio: sono masochisti o solo opportunisti?

Nel confronto sempre più aspro e, per certi versi, un po’ inquietante, sul progetto di realizzare un anfiteatro in via Fontanile a Montevecchia, proprio a ridosso del plesso scolastico, c’è un convitato importante che però, sinora, è rimasto in silenzio: il presidente del Parco regionale di Montevecchia e Valle del Curone.
Formalmente l’Ente non ha competenza diretta ma nel momento in cui pretende di disporre la scelta del colore di un’imposta non può esimersi dall’esprimere un parere. Anche perché, qualora l’opera, sia mai, verrà varata, l’area sarà percorsa da decine di mezzi pesanti per il trasporto di ottomila metri cubi di terra.
Giovanni Zardoni deve la sua nomina, dopo l’abbandono del tavolo da parte del presidente uscente Marco Molgora, anche a Ivan Pendeggia. Come noto, a eleggerlo furono soltanto i sindaci di centrodestra che comunque avrebbero perso se la Provincia, rinunciando al tradizionale ruolo super partes, non fosse scesa in campo con la sua presidente Alessandra Hofmann per esercitare il 15% del pacchetto di voti. Determinando così la vittoria di Zardoni nonostante ben sette astenuti su dodici.
Non vogliamo pensare che il silenzio di Zardoni sia la cambiale pagata a Montevecchia e Olgiate (da dove arriveranno all’incirca 15mila tonnellate di terra) per il sostegno durante la durissima campagna elettorale. Ma nemmeno possiamo credere che non abbia nulla da dire dato che una delle critiche rivolte a Molgora è stata proprio la scarsa comunicativa. E del resto basta guardare il sito per avere la prova di quanto conti per il Presidente cernuschese la comunicazione.
E allora perché questo silenzio?
Dal Montevecchia facciamo un balzo fino a Brivio, confine sud-orientale della Brianza dove il problema che si preannuncia è di ben altra dimensione. La chiusura totale del ponte è prevista per il primo aprile. Sarà un disastro per studenti, lavoratori, commercianti, artigiani, imprese industriali. Un disastro annunciato da anni, dalla inesistente manutenzione, dalla mancanza di una progettualità alternativa. Di fronte a una situazione catastrofica anche la Soprintendenza deve fare un passo indietro e del resto non si capisce quale valore storico abbia il ponte.
Ma la strada scelta da Anas, è quella della ristrutturazione, che durerà un anno e mezzo. A Cisano l’aria è incandescente, ne è prova l’assemblea dell’altro giorno. Ma a Brivio sembra che questa drammatica prospettiva non importi nulla a nessuno. Il sindaco Federico Airoldi è stato colto da febbre improvvisa qualche ora prima dell’assemblea. Immediatamente il contagio si è propagato alla vice sindaca Roberta Emilia Agostoni e all’assessora alla partita Elisa Rossi. Tutti ammalati. Tutti assenti. Nulla da dire.
Tutti grandi elettori di Alessandra Hofmann che di nuovo guida la Provincia di Lecco, estranea e silente anch’essa su questa prospettiva.
Il dubbio a questo punto è: siamo in presenza di una classe politica masochista o semplicemente opportunista?
Claudio Brambilla
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