Merate, via Trento: ritardo di 58 giorni e nuovi disagi
La chiusura per 45 giorni consecutivi, a partire dal 27 ottobre, si sarebbe dovuta concludere il 10 Dicembre. Al 6 Febbraio siamo a 58 giorni di ritardo, con un incremento delle tempistiche del 228%. Assumendo un periodo di fermo lavori totale, dal 24 Dicembre al 6 gennaio, per il periodo Natalizio saremmo, in ogni caso ad un raddoppio dei tempi previsti per i lavori. Ora, viene difficile pensare che la giustificazione per cui "si sono aggiunti alcuni giorni di fermo dovuti alle condizioni meteorologiche e a imprevisti tecnici legati a fughe di gas" possa reggere di fronte a tali ritardi che bloccano, da più di 3 mesi, una via importante del centro. Come se non bastasse, il semaforo che regola il traffico tra Via Lombardia, Cornaggia e Mameli aggrava ulteriormente la situazione anche, e soprattutto, a causa di una gestione delle tempistiche del semaforo in uscita da Via Mameli. Allo scoccare del verde riescono, a malapena, a transitare 5/6 auto sempre sperando che, per chi svolta a destra verso il Cimitero non ci siano pedoni in attraversamento. Situazione tra l'altro parecchio pericolosa durante il crepuscolo. Ad oggi viene prospettata la riapertura a giorni, con ulteriori disagi dovuti allo spostamento verso nord del cantiere e ulteriore chiusura tra qualche mese. Tutti questi disservizi ormai, non solo a Merate, ma in tutta Italia non stupiscono più. Ma non si può certo dire che siano tempistiche normali e, soprattutto, degne di un paese evoluto. Ma, forse, il problema è proprio la sopravvalutazione del nostro status.
Alberto C.
























