Montevecchia, anfiteatro: Pendeggia ai cittadini, si va avanti senza il referendum
Il dibattito sull’anfiteatro verde a Montevecchia ha vissuto un nuovo capitolo venerdì 6 febbraio, quando una delegazione di cittadini si è incontrata direttamente con l’Amministrazione comunale per confrontarsi faccia a faccia sulle scelte progettuali e sul futuro dell'area di via Fontanile. Dopo settimane di discussioni pubbliche, richieste di documenti agli atti e raccolta firme, l’incontro ha rappresentato l’occasione per approfondire motivazioni, timori e prospettive, cercando di unire visioni differenti in un confronto che è apparso, sin dalle prime battute, intenso ma civile.

All’apertura della seduta, il sindaco Ivan Pendeggia ha voluto ringraziare i cittadini presenti, sottolineando come l’incontro rappresenti un momento utile e prezioso per l’Amministrazione: "È nel cuore del nostro lavoro ascoltare i pareri dei cittadini, anche e soprattutto quelli contrari alle nostre scelte, perché solo confrontandoci possiamo valutare correttamente le esigenze di Montevecchia e migliorare le nostre decisioni".

Con queste parole, il primo cittadino ha dato il via a un dialogo che ha visto la partecipazione del vicesindaco Francesca Colombo, l'assessore Nicoletta Palmieri e dei consiglieri Davide Scaccabarozzi e Oreste Rovelli. Accanto a loro, gli architetti Tomas Colombo e Giorgio De Capitani, progettisti dell’anfiteatro verde, hanno preso parte alla discussione fornendo dettagli tecnici sul progetto. Entrambi hanno sottolineato come l’opera nasca da una volontà condivisa di tutela e valorizzazione del territorio: il progetto, hanno spiegato, non vuole alterare il paesaggio ma rispondere a esigenze di sicurezza, accessibilità e fruizione pubblica, con un approccio rispettoso dell’ambiente e coerente con la morfologia naturale della collina.

I cittadini hanno poi preso la parola, chiarendo definitivamente di essere un gruppo spontaneo e privo di leader, mosso esclusivamente da senso civico. Entrando nel vivo del progetto, hanno descritto il prato della zona soggetta ai lavori come una "perla naturalistica che rende Montevecchia unica" e un anfiteatro naturale già fruibile senza interventi artificiali. Ogni modifica, secondo il comitato, rischierebbe di compromettere l’equilibrio paesaggistico e l’integrità di un luogo molto apprezzato dalla comunità. Alcuni residenti hanno paragonato l’area a parchi naturali di rilevanza nazionale, sostenendo che un luogo del genere non vada toccato, ma preservato. Come negli incontri precedenti, è stata sottolineata nuovamente la scarsa comunicazione preventiva, assente sia sui canali ufficiali del Comune sia sulla rivista QuiMontevecchia, e lamentando come la presentazione pubblica di inizio novembre 2025 sia avvenuta solo dopo il rilascio del permesso di costruire, generando un senso di esclusione.

Il sindaco Ivan Pendeggia ha risposto illustrando le motivazioni tecniche che hanno portato alla scelta di realizzare l’anfiteatro verde. L’area interessata dal progetto presenta criticità legate al rischio di frana del pendio che dalla Casetta si affaccia sull’area verde: smottamenti, radici degli alberi esposte e movimenti di terreno che possono compromettere la sicurezza di chi frequenta il prato. Per affrontare il problema, sono state valutate diverse soluzioni: dalla più invasiva e meno estetica, come un muretto di sostegno artificiale, a opzioni più naturali e integrate nel paesaggio. La scelta è caduta su un natural declivio, che consente di addolcire la pendenza del terreno e ridurre significativamente i rischi di smottamento, mettendo in sicurezza l'area senza intaccare la bellezza paesaggistica.

A fine 2024, l’Amministrazione ha inoltre partecipato al bando nazionale FUNT per il turismo accessibile, accogliendo la richiesta dei genitori di spostare il parchetto giochi sottostante il pendio in una zona più ombreggiata, vicino alla palestra all’aperto, verso il bosco. L’idea è di creare un’area attrezzata per il gioco e lo sport all’aperto, fruibile da tutti, anche da persone con disabilità. "Collegando le esigenze di sicurezza del pendio alla possibilità di rendere più accessibile e fruibile il parco giochi, abbiamo visto l’opportunità di offrire qualcosa in più al paese", ha spiegato Pendeggia. Il natural declivio diventa così non solo una misura di manutenzione e sicurezza, ma anche la base per la realizzazione dell’anfiteatro verde, pensato come uno spazio pubblico aggiuntivo, integrato nel contesto naturale e aperto a tutta la comunità.

Secondo quanto riferito dal Sindaco, diverse associazioni locali, tra cui CAI, Pro Loco, La Mongolfiera e altri gruppi culturali e sportivi, hanno accolto il progetto come un’opportunità in più per eventi, attività educative e iniziative aperte ai cittadini.
Gli architetti Colombo e De Capitani hanno fornito dettagli più specifici sul progetto, precisando che le gradinate saranno tre e di dimensioni contenute, e che il natural declivio rappresenta la soluzione migliore per combinare sicurezza, manutenzione della frana e integrazione con il paesaggio, rispetto a soluzioni più invasive come il calcestruzzo.

Un ulteriore punto affrontato nel dettaglio ha riguardato la provenienza della terra di riporto necessaria alla realizzazione dell’opera, tema che aveva suscitato particolare attenzione e preoccupazione tra i cittadini. I progettisti hanno chiarito che si tratta di terra agricola certificata, prelevata esclusivamente dai primi tre metri di profondità dell'area di scavo situata a Olgiate Molgora, in via Don Luigi Sturzo, per un quantitativo complessivo stimato in circa 8.000 metri cubi, o comunque limitato a quanto strettamente necessario per la realizzazione dell’intervento. Per rassicurare i presenti, il Sindaco ha mostrato in aula fotografie, video e la localizzazione dell’area tramite Google Maps, illustrando nel dettaglio il contesto dello scavo e le caratteristiche del terreno. Pendeggia ha ribadito più volte che la terra è stata sottoposta a verifiche e analisi chimiche, risultando pulita e priva di contaminazioni, e che il conferimento avverrà nel pieno rispetto delle normative vigenti.
L’operazione, ha spiegato, consente inoltre al Comune di realizzare l’opera senza costi diretti, grazie all’accordo con l’impresa impegnata nel cantiere di Olgiate Molgora.

A integrazione delle spiegazioni fornite dall’Amministrazione, gli architetti hanno precisato che, come previsto dalla prassi e dai vincoli della Soprintendenza, che ha approvato l'intero progetto, durante tutte le fasi di prelievo della terra e degli scavi in loco sarà presente un esperto, incaricato di monitorare le operazioni e garantire che ogni intervento avvenga nel rispetto delle prescrizioni e della tutela del patrimonio. Un ulteriore elemento, questo, volto a garantire trasparenza e correttezza nello svolgimento dei lavori.
Il confronto ha inevitabilmente toccato anche il tema della comunicazione e del clima informativo che ha accompagnato la vicenda nelle ultime settimane. Alcuni cittadini hanno espresso la sensazione che il dibattito pubblico si sia sviluppato in modo frammentato, attraverso lettere pubblicate sulla stampa locale che, a loro avviso, non sempre hanno restituito l’interezza delle posizioni in campo. In questo contesto, i rappresentanti del gruppo hanno rivendicato di aver sempre portato avanti la propria iniziativa firmando prese di posizione e interventi con nome e cognome, ribadendo di non aver mai avuto l’intenzione di alimentare attacchi personali o polemiche, ma di voler mantenere il confronto concentrato esclusivamente sul merito del progetto e sulla tutela dell’area verde di via Fontanile.

Dal canto suo, il sindaco Pendeggia ha invitato a distinguere tra opinioni e informazioni verificate, sottolineando come le notizie ufficiali e complete siano sempre reperibili presso l’Amministrazione comunale. Il primo cittadino ha riconosciuto che la comunicazione preventiva non è stata ottimale, ammettendo una carenza informativa iniziale, ma ha spiegato che la scelta di rendere pubblico il progetto in una fase avanzata fosse legata alla volontà di presentare ai cittadini un intervento concreto e realizzabile, evitando promesse premature poi difficili da mantenere. Su questo punto, il dialogo si è fatto più serrato, con i cittadini che hanno ribadito come proprio una comunicazione più tempestiva avrebbe potuto prevenire incomprensioni e tensioni, favorendo un confronto più sereno fin dalle prime fasi.
Nel corso dell’incontro il dibattito si è progressivamente allargato anche a una riflessione più ampia sui meccanismi della rappresentanza democratica e sul ruolo dell’Amministrazione comunale. Pendeggia ha ricordato che il Consiglio comunale rappresenta l’intera cittadinanza e che spetta a chi amministra assumersi la responsabilità di prendere decisioni nell’interesse generale, anche quando queste possono incontrare contrarietà o resistenze. "Amministrare significa fare delle scelte", ha sottolineato il Sindaco, aggiungendo che il giudizio sull’operato di una Giunta deve tenere conto dell’insieme delle politiche e delle opere realizzate nel tempo, non di un singolo intervento.

Ha inoltre rimarcato che il confronto democratico trova il suo naturale sbocco anche nel momento elettorale, quando i cittadini sono chiamati a esprimere il proprio consenso o dissenso attraverso il voto.
Su questo terreno, il dialogo ha conosciuto alcuni momenti di maggiore tensione, con posizioni che sono apparse difficilmente conciliabili. I cittadini hanno tuttavia chiarito di non voler essere letti come portatori di una critica nostalgica o ideologica, ma come difensori di un’area verde che, a loro giudizio, rappresenta un patrimonio naturale da preservare così com’è. L’Amministrazione, dal canto suo, ha ribadito di non voler contrapporre cittadini favorevoli e contrari, ma di sentirsi responsabile nei confronti dell’intera comunità, assumendo decisioni che tengano conto della sicurezza, dell’accessibilità e delle opportunità future per il paese.

Verso la fine dell’incontro è stato affrontato anche il tema del clima sociale che si è venuto a creare attorno alla vicenda. Il Sindaco e i progettisti hanno espresso rammarico per alcune voci circolate durante la raccolta firme, relative a presunte contaminazioni della terra o a ipotetici interessi poco chiari, accuse che hanno finito per coinvolgere anche le sfere personali e familiari. I cittadini presenti hanno preso le distanze da questi toni, ribadendo di non riconoscersi in affermazioni di questo tipo e di voler mantenere il confronto su un piano corretto e rispettoso. Particolare attenzione è stata posta sul tema dei bambini, con l’invito condiviso a non coinvolgerli in narrazioni o contrapposizioni che esulano dal merito della discussione progettuale. Quest'ultimo appunto in riferimento ai vari disegni dei bambini esposti negli ultimi giorni nei pressi del cantiere, da cui sembra che l'Amministrazione stia portando via per sempre l'area verde ai piccoli cittadini o trasformandola in un luogo senza più erba.

In chiusura, il sindaco Pendeggia ha annunciato che l’Amministrazione recepirà le richieste emerse durante il confronto, confermando l’organizzazione di un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza, nella quale verranno illustrati nuovamente e in modo approfondito i dettagli del progetto.
L’ipotesi di un referendum non è stata ritenuta necessaria, pur restando un tema che potrà essere discusso all'interno della Giunta. Dall’incontro è emersa con chiarezza la volontà dell’Amministrazione di proseguire con la realizzazione dell’anfiteatro verde, ritenuto un intervento utile e sostenibile, mentre i cittadini hanno ringraziato per la possibilità di essere ascoltati, ribadendo la propria contrarietà all’opera e la volontà di continuare a vigilare sulla tutela dell’area.

Il confronto di venerdì 6 febbraio si è così chiuso senza una sintesi condivisa, ma con l’impegno reciproco a mantenere aperto il dialogo. Un passaggio che segna il proseguimento di una vicenda complessa, nella quale si intrecciano sensibilità ambientali, scelte tecniche e responsabilità amministrative, e che proseguirà nelle prossime settimane con nuovi momenti di informazione e partecipazione pubblica.

All’apertura della seduta, il sindaco Ivan Pendeggia ha voluto ringraziare i cittadini presenti, sottolineando come l’incontro rappresenti un momento utile e prezioso per l’Amministrazione: "È nel cuore del nostro lavoro ascoltare i pareri dei cittadini, anche e soprattutto quelli contrari alle nostre scelte, perché solo confrontandoci possiamo valutare correttamente le esigenze di Montevecchia e migliorare le nostre decisioni".

Con queste parole, il primo cittadino ha dato il via a un dialogo che ha visto la partecipazione del vicesindaco Francesca Colombo, l'assessore Nicoletta Palmieri e dei consiglieri Davide Scaccabarozzi e Oreste Rovelli. Accanto a loro, gli architetti Tomas Colombo e Giorgio De Capitani, progettisti dell’anfiteatro verde, hanno preso parte alla discussione fornendo dettagli tecnici sul progetto. Entrambi hanno sottolineato come l’opera nasca da una volontà condivisa di tutela e valorizzazione del territorio: il progetto, hanno spiegato, non vuole alterare il paesaggio ma rispondere a esigenze di sicurezza, accessibilità e fruizione pubblica, con un approccio rispettoso dell’ambiente e coerente con la morfologia naturale della collina.

I cittadini hanno poi preso la parola, chiarendo definitivamente di essere un gruppo spontaneo e privo di leader, mosso esclusivamente da senso civico. Entrando nel vivo del progetto, hanno descritto il prato della zona soggetta ai lavori come una "perla naturalistica che rende Montevecchia unica" e un anfiteatro naturale già fruibile senza interventi artificiali. Ogni modifica, secondo il comitato, rischierebbe di compromettere l’equilibrio paesaggistico e l’integrità di un luogo molto apprezzato dalla comunità. Alcuni residenti hanno paragonato l’area a parchi naturali di rilevanza nazionale, sostenendo che un luogo del genere non vada toccato, ma preservato. Come negli incontri precedenti, è stata sottolineata nuovamente la scarsa comunicazione preventiva, assente sia sui canali ufficiali del Comune sia sulla rivista QuiMontevecchia, e lamentando come la presentazione pubblica di inizio novembre 2025 sia avvenuta solo dopo il rilascio del permesso di costruire, generando un senso di esclusione.

Il sindaco Ivan Pendeggia ha risposto illustrando le motivazioni tecniche che hanno portato alla scelta di realizzare l’anfiteatro verde. L’area interessata dal progetto presenta criticità legate al rischio di frana del pendio che dalla Casetta si affaccia sull’area verde: smottamenti, radici degli alberi esposte e movimenti di terreno che possono compromettere la sicurezza di chi frequenta il prato. Per affrontare il problema, sono state valutate diverse soluzioni: dalla più invasiva e meno estetica, come un muretto di sostegno artificiale, a opzioni più naturali e integrate nel paesaggio. La scelta è caduta su un natural declivio, che consente di addolcire la pendenza del terreno e ridurre significativamente i rischi di smottamento, mettendo in sicurezza l'area senza intaccare la bellezza paesaggistica.

A fine 2024, l’Amministrazione ha inoltre partecipato al bando nazionale FUNT per il turismo accessibile, accogliendo la richiesta dei genitori di spostare il parchetto giochi sottostante il pendio in una zona più ombreggiata, vicino alla palestra all’aperto, verso il bosco. L’idea è di creare un’area attrezzata per il gioco e lo sport all’aperto, fruibile da tutti, anche da persone con disabilità. "Collegando le esigenze di sicurezza del pendio alla possibilità di rendere più accessibile e fruibile il parco giochi, abbiamo visto l’opportunità di offrire qualcosa in più al paese", ha spiegato Pendeggia. Il natural declivio diventa così non solo una misura di manutenzione e sicurezza, ma anche la base per la realizzazione dell’anfiteatro verde, pensato come uno spazio pubblico aggiuntivo, integrato nel contesto naturale e aperto a tutta la comunità.

Secondo quanto riferito dal Sindaco, diverse associazioni locali, tra cui CAI, Pro Loco, La Mongolfiera e altri gruppi culturali e sportivi, hanno accolto il progetto come un’opportunità in più per eventi, attività educative e iniziative aperte ai cittadini.
Gli architetti Colombo e De Capitani hanno fornito dettagli più specifici sul progetto, precisando che le gradinate saranno tre e di dimensioni contenute, e che il natural declivio rappresenta la soluzione migliore per combinare sicurezza, manutenzione della frana e integrazione con il paesaggio, rispetto a soluzioni più invasive come il calcestruzzo.

Un ulteriore punto affrontato nel dettaglio ha riguardato la provenienza della terra di riporto necessaria alla realizzazione dell’opera, tema che aveva suscitato particolare attenzione e preoccupazione tra i cittadini. I progettisti hanno chiarito che si tratta di terra agricola certificata, prelevata esclusivamente dai primi tre metri di profondità dell'area di scavo situata a Olgiate Molgora, in via Don Luigi Sturzo, per un quantitativo complessivo stimato in circa 8.000 metri cubi, o comunque limitato a quanto strettamente necessario per la realizzazione dell’intervento. Per rassicurare i presenti, il Sindaco ha mostrato in aula fotografie, video e la localizzazione dell’area tramite Google Maps, illustrando nel dettaglio il contesto dello scavo e le caratteristiche del terreno. Pendeggia ha ribadito più volte che la terra è stata sottoposta a verifiche e analisi chimiche, risultando pulita e priva di contaminazioni, e che il conferimento avverrà nel pieno rispetto delle normative vigenti.
L’operazione, ha spiegato, consente inoltre al Comune di realizzare l’opera senza costi diretti, grazie all’accordo con l’impresa impegnata nel cantiere di Olgiate Molgora.

A integrazione delle spiegazioni fornite dall’Amministrazione, gli architetti hanno precisato che, come previsto dalla prassi e dai vincoli della Soprintendenza, che ha approvato l'intero progetto, durante tutte le fasi di prelievo della terra e degli scavi in loco sarà presente un esperto, incaricato di monitorare le operazioni e garantire che ogni intervento avvenga nel rispetto delle prescrizioni e della tutela del patrimonio. Un ulteriore elemento, questo, volto a garantire trasparenza e correttezza nello svolgimento dei lavori.
Il confronto ha inevitabilmente toccato anche il tema della comunicazione e del clima informativo che ha accompagnato la vicenda nelle ultime settimane. Alcuni cittadini hanno espresso la sensazione che il dibattito pubblico si sia sviluppato in modo frammentato, attraverso lettere pubblicate sulla stampa locale che, a loro avviso, non sempre hanno restituito l’interezza delle posizioni in campo. In questo contesto, i rappresentanti del gruppo hanno rivendicato di aver sempre portato avanti la propria iniziativa firmando prese di posizione e interventi con nome e cognome, ribadendo di non aver mai avuto l’intenzione di alimentare attacchi personali o polemiche, ma di voler mantenere il confronto concentrato esclusivamente sul merito del progetto e sulla tutela dell’area verde di via Fontanile.

Dal canto suo, il sindaco Pendeggia ha invitato a distinguere tra opinioni e informazioni verificate, sottolineando come le notizie ufficiali e complete siano sempre reperibili presso l’Amministrazione comunale. Il primo cittadino ha riconosciuto che la comunicazione preventiva non è stata ottimale, ammettendo una carenza informativa iniziale, ma ha spiegato che la scelta di rendere pubblico il progetto in una fase avanzata fosse legata alla volontà di presentare ai cittadini un intervento concreto e realizzabile, evitando promesse premature poi difficili da mantenere. Su questo punto, il dialogo si è fatto più serrato, con i cittadini che hanno ribadito come proprio una comunicazione più tempestiva avrebbe potuto prevenire incomprensioni e tensioni, favorendo un confronto più sereno fin dalle prime fasi.
Nel corso dell’incontro il dibattito si è progressivamente allargato anche a una riflessione più ampia sui meccanismi della rappresentanza democratica e sul ruolo dell’Amministrazione comunale. Pendeggia ha ricordato che il Consiglio comunale rappresenta l’intera cittadinanza e che spetta a chi amministra assumersi la responsabilità di prendere decisioni nell’interesse generale, anche quando queste possono incontrare contrarietà o resistenze. "Amministrare significa fare delle scelte", ha sottolineato il Sindaco, aggiungendo che il giudizio sull’operato di una Giunta deve tenere conto dell’insieme delle politiche e delle opere realizzate nel tempo, non di un singolo intervento.

Ha inoltre rimarcato che il confronto democratico trova il suo naturale sbocco anche nel momento elettorale, quando i cittadini sono chiamati a esprimere il proprio consenso o dissenso attraverso il voto.
Su questo terreno, il dialogo ha conosciuto alcuni momenti di maggiore tensione, con posizioni che sono apparse difficilmente conciliabili. I cittadini hanno tuttavia chiarito di non voler essere letti come portatori di una critica nostalgica o ideologica, ma come difensori di un’area verde che, a loro giudizio, rappresenta un patrimonio naturale da preservare così com’è. L’Amministrazione, dal canto suo, ha ribadito di non voler contrapporre cittadini favorevoli e contrari, ma di sentirsi responsabile nei confronti dell’intera comunità, assumendo decisioni che tengano conto della sicurezza, dell’accessibilità e delle opportunità future per il paese.

Verso la fine dell’incontro è stato affrontato anche il tema del clima sociale che si è venuto a creare attorno alla vicenda. Il Sindaco e i progettisti hanno espresso rammarico per alcune voci circolate durante la raccolta firme, relative a presunte contaminazioni della terra o a ipotetici interessi poco chiari, accuse che hanno finito per coinvolgere anche le sfere personali e familiari. I cittadini presenti hanno preso le distanze da questi toni, ribadendo di non riconoscersi in affermazioni di questo tipo e di voler mantenere il confronto su un piano corretto e rispettoso. Particolare attenzione è stata posta sul tema dei bambini, con l’invito condiviso a non coinvolgerli in narrazioni o contrapposizioni che esulano dal merito della discussione progettuale. Quest'ultimo appunto in riferimento ai vari disegni dei bambini esposti negli ultimi giorni nei pressi del cantiere, da cui sembra che l'Amministrazione stia portando via per sempre l'area verde ai piccoli cittadini o trasformandola in un luogo senza più erba.

In chiusura, il sindaco Pendeggia ha annunciato che l’Amministrazione recepirà le richieste emerse durante il confronto, confermando l’organizzazione di un’assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza, nella quale verranno illustrati nuovamente e in modo approfondito i dettagli del progetto.
L’ipotesi di un referendum non è stata ritenuta necessaria, pur restando un tema che potrà essere discusso all'interno della Giunta. Dall’incontro è emersa con chiarezza la volontà dell’Amministrazione di proseguire con la realizzazione dell’anfiteatro verde, ritenuto un intervento utile e sostenibile, mentre i cittadini hanno ringraziato per la possibilità di essere ascoltati, ribadendo la propria contrarietà all’opera e la volontà di continuare a vigilare sulla tutela dell’area.

Il confronto di venerdì 6 febbraio si è così chiuso senza una sintesi condivisa, ma con l’impegno reciproco a mantenere aperto il dialogo. Un passaggio che segna il proseguimento di una vicenda complessa, nella quale si intrecciano sensibilità ambientali, scelte tecniche e responsabilità amministrative, e che proseguirà nelle prossime settimane con nuovi momenti di informazione e partecipazione pubblica.
Matteo Pennati
























