Sui fatti di Torino

Signor Direttore, sui fatti di Torino credo sia utile riportare il dibattito su un terreno più sobrio e concreto. La violenza non è mai accettabile, né contro gli agenti delle forze dell’ordine né contro i manifestanti. Proprio per questo, però, gli episodi vanno analizzati nel loro insieme e non ridotti a pochi secondi di video, per quanto impressionanti. La storia recente del nostro Paese dimostra che, in tema di ordine pubblico, distinguere è possibile e necessario: tra responsabilità individuali e istituzioni, tra errori operativi e delegittimazione generale. Generalizzare non aiuta né la sicurezza né la verità. Sui fatti di Torino sono emerse testimonianze dirette, anche di giornalisti presenti sul posto, che offrono una ricostruzione più articolata. Non vanno considerate verità assolute, ma nemmeno liquidate con superficialità. Devono essere verificate, come avviene in uno Stato di diritto. Desta invece perplessità l’uso di toni emergenziali e di paragoni storici sproporzionati, che rischiano di alimentare tensioni anziché chiarire i fatti. Le parole, soprattutto quando provengono da ruoli istituzionali, dovrebbero servire a rassicurare e non a dividere. Chiedere trasparenza e accertamenti seri non significa essere “contro” le forze dell’ordine. Al contrario, significa difenderne la credibilità e il ruolo democratico. Meno slogan e più equilibrio aiuterebbero tutti. 
Un lettore
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