Merate: Scaccabarozzi in mostra al Museo Fortuny
Venezia celebra uno dei protagonisti più raffinati della ricerca pittorica italiana del secondo Novecento. Martedì 27 gennaio è stata infatti inaugurata con grande successo della critica e del pubblico la mostra personale di Antonio Scaccabarozzi, artista meratese di nascita (1936 – 2008), dal titolo diafanés, ospitata presso il prestigioso Museo Fortuny, parte del Polo Museale di Venezia.
L’esposizione propone una selezione significativa di opere appartenenti al celebre ciclo dei “Polietileni” (1996–2002), una fase centrale e particolarmente intensa della produzione di Scaccabarozzi. In questi lavori, l’artista esplora in modo radicale il rapporto tra luce, superficie e colore, spingendo la pittura verso una dimensione di estrema rarefazione e trasparenza, coerente con il titolo stesso della mostra.

Tra le opere esposte spicca in modo speciale “Merate” (2000), lavoro emblematico non solo per la sua qualità pittorica ma anche per il forte valore simbolico e identitario. L’opera è stata collocata nella sala dell’esposizione permanente del Museo Fortuny, a testimonianza del riconoscimento istituzionale e della piena integrazione del lavoro di Scaccabarozzi nel dialogo con la grande arte contemporanea internazionale.

La mostra è curata da Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, che hanno saputo costruire un percorso espositivo rigoroso e poetico, capace di restituire al pubblico la profondità concettuale e la finezza percettiva della ricerca dell’artista.
diafanés rimarrà aperta fino al 6 aprile 2026, rappresentando così un’opportunità anche per i meratesi che dovessero capitare a Venezia nei prossimi mesi. Un’occasione preziosa per ritrovare, in uno dei luoghi museali più suggestivi della città lagunare, l’opera di un artista profondamente legato al proprio territorio ma capace di parlare un linguaggio universale.


Tra le opere esposte spicca in modo speciale “Merate” (2000), lavoro emblematico non solo per la sua qualità pittorica ma anche per il forte valore simbolico e identitario. L’opera è stata collocata nella sala dell’esposizione permanente del Museo Fortuny, a testimonianza del riconoscimento istituzionale e della piena integrazione del lavoro di Scaccabarozzi nel dialogo con la grande arte contemporanea internazionale.

La mostra è curata da Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, che hanno saputo costruire un percorso espositivo rigoroso e poetico, capace di restituire al pubblico la profondità concettuale e la finezza percettiva della ricerca dell’artista.

E.Ma.
























