Merate: una mostra celebra l'arte e l'anima di Alberto Motta

È stata inaugurata sabato 10 gennaio, negli spazi di ARTEe20 a Merate, la mostra in omaggio ad Alberto Motta, artista scomparso ad agosto 2024, ricordato con affetto e commozione da parenti, amici e da quanti, negli anni, avevano imparato a conoscere e apprezzare la sua pittura intensa e profondamente introspettiva.
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Originario di Verderio e residente a Paderno d’Adda negli ultimi trent’anni della sua vita, Motta aveva intrapreso il suo percorso artistico all’età di venticinque anni, spinto da un forte bisogno di raccoglimento, preghiera e isolamento. Una scelta quasi eremitica, dalla quale è nata un’urgenza comunicativa capace di tradursi in pittura e scrittura, senza scuole d’arte alle spalle né riferimenti a correnti o maestri da seguire. La sua era una ricerca autentica, spontanea, libera da ogni volontà di compiacere: un gesto pittorico vissuto come viaggio interiore.
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Le opere esposte raccontano questo percorso umano e artistico fatto di paesaggi immaginifici, pennellate dense, colori intensi e improvvisi lampi di luce, attraversati da un’energia creativa urgente e appassionata. Una poetica genuina e istintiva, in cui emergono con forza paure, solitudini, fragilità e il bisogno profondo di condividerle e trascenderle, inserendo l’uomo in un disegno più grande, capace di dare ordine al caos dell’esistenza.

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Negli ultimi anni il territorio aveva imparato a riconoscere la sensibilità di Motta anche attraverso una marcata dimensione spirituale, evidente in particolare nelle opere dedicate alla Madonna e a Gesù bambino. Una religiosità vissuta in modo intimo e sincero, che si rifletteva tanto nella sua persona quanto nella sua produzione artistica. Mostre come “Il mondo in una stanza” e “I luoghi del colore”, allestite tra Verderio e Paderno, avevano riscosso l’apprezzamento del pubblico, colpito dalla profondità emotiva dei suoi lavori.
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Strappato alla vita a soli 55 anni da una malattia, Alberto Motta ha lasciato un segno silenzioso ma profondo. Con questa esposizione, ARTEe20 non vuole solo ricordarlo, ma creare anche un ponte tra l’artista e chi osserva: un invito ad attraversare il suo universo interiore e a riconoscere, in quelle immagini, qualcosa di familiare.
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La mostra resterà aperta fino all’8 febbraio. Le opere esposte sono anche in vendita: informazioni e contatti sono disponibili in loco, presso il salone della mostra.
M.Pen.
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