Montevecchia: in centinaia sul colle per immortalare il tramonto

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Qualcuno ci è capitato per “caso”, qualcun altro invece si era preparato con la speciale attrezzatura (macchina fotografica, cavalletto e giacca antifreddo), qualcun altro ancora spinto dalla ricerca di qualcosa per alleggerire il pomeriggio e l'umore.
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Per tutti l'attesa del sole che pian piano ha salutato il cielo per adagiarsi sull'orizzonte, in una esplosione di colore, è stato uno spettacolo appagante, da lasciare senza parole.
La collina di Montevecchia, quest'oggi così come i giorni scorsi, è stata un ottimo “treppiede” sul quale appostarsi e attendere l'attimo del sole che saluta il giorno per lasciare spazio alla notte.
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Ma la domenica, unico momento per tanti per una gita fuori porta, ha concentrato centinaia di persone sul colle che, nei diversi punti panoramici, brulicava di gente.
Macchine fotografiche con obiettivi da “mutuo”, vecchie polaroid per tentare uno scatto pur da lontano ma immediato nella stampa, telefoni dai più semplici a quelli di ultima generazione con risoluzioni che competono con le reflex...

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Ognuno si è attrezzato come meglio ha potuto per cogliere quegli attimi da conservare.
Salendo dal semaforo un primo “balcone” era a poca distanza da via del Palazzetto. Poi era necessario oltrepassare la chiesa parrocchiale. Dopo il primo parcheggio a pagamento che conduce al centro storico, parte alta, una piccola rientranza ha consentito ai motociclisti di fermare i loro bolidi per uno scatto. Davanti alla chiesetta di San Bernardo era visibile solo il rosso del tramonto ma non la palla infuocata. Qualche centinaio di metri e la presenza di un balcone “presidenziale” è stata chiara anche ai neofiti per via della lunga fila di auto a lato strada. Pienissimo il parcheggio a destra e tantissime le persone ferme davanti al guard rail con gli occhi rivolti verso l'orizzonte.
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Qualcuno intento a realizzare un time-lapse da urlo, qualcuno invece accontentandosi di qualche scatto per poi imprimere negli occhi e nel cuore quello spettacolo.
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Già dalle 16.40 l'orizzonte era “caldo”, poi con il passare dei minuti l'intensità si è fatta sempre più profonda e il sole si è adagiato sulla punta del Monviso visibile come fosse una piramide, tenendosi a destra il campanile della chiesa di Missaglia.
Pronto per un nuovo risveglio.
S.V.
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