Merate: Luigi Zappa, una vita al servizio della città. Tanti alla serata di ricordo
Orgoglio e coerenza, ma anche disponibilità e spirito di servizio: questi i tratti della personalità di Luigi Zappa emersi durante la serata di celebrazione nel ventesimo anniversario della sua morte.
Un amarcord voluto dalla famiglia e che ha visto accorrere in gran numero meratesi e non solo, tra cui diverse personalità che hanno o hanno avuto ruoli di spicco nella politica e nelle amministrazioni locali.

Del resto l’ingegner Zappa ha avuto una lunga e importante carriera: dal 1955 al 1960 è stato assessore alla Pubblica Istruzione e all’Edilizia nella giunta di Merate, con Mario Sala sindaco; nei quattro anni successivi di nuovo assessore alla Pubblica Istruzione e vicesindaco con Enrico Ferrario primo cittadino. Nel 1964 diventa sindaco, carica che ricopre fino al 1975. Allo scadere del mandato resta in Consiglio comunale come capogruppo della Dc, ma contemporaneamente la sua carriera prende il volo a livello provinciale di Como come consigliere e come presidente Lavori Pubblici della Provincia. Allo stesso tempo è attivo anche sul fronte della sanità: dal ’75 all’81 ricopre infatti anche il ruolo di presidente dell’ospedale di Circolo di Merate e dell’Unità socio-sanitaria locale 14 a cui si aggiunge il ruolo di vicepresidente del Consorzio Acquedotto della Brianza.

La sua carriera si conclude nel 1990 con un altro importante incarico nell’Amministrazione meratese a guida Giacomo Romerio, in qualità di assessore all’Urbanistica e alla Pubblica Istruzione.
Tuttavia non termina la sua partecipazione alla vita della comunità, a cui contribuisce soprattutto in ambito culturale impegnandosi in prima persona nell’attività del museo civico di Storia naturale “don Michelangelo Ambrosioni” e del museo di Storia della Resistenza fino ai primi mesi del 2005 anno della sua scomparsa.
Il suo curriculum spiega, ma non esaurisce, la motivazione di una così importante - sia numericamente che qualitativamente - presenza venerdì sera in villa Confalonieri.
Perché oltre all’ammirazione verso una personalità che ha segnato la vita politica e sociale cittadina e del territorio, era palpabile l’affetto che il suo ricordo ancora suscita non solo come è ovvio tra i suoi famigliari ma anche tra amministratori, politici e semplici cittadini.
L’attuale sindaco Mattia Salvioni, che all’epoca indossava ancora i calzoni corti ma ora siede sullo scranno più alto dell’Amministrazione meratese, ha portato i saluti della Giunta sottolineando il senso di comunità e lo spirito di servizio che hanno caratterizzato l’operato di Luigi Zappa. A lui, invece, è andato il sentito ringraziamento della famiglia per aver contribuito a realizzare la mostra fotografica allestita nella “stanza del sindaco” in villa Confalonieri che testimonia importanti eventi storici della città di Merate.
I successivi interventi sono stati introdotti dal giornalista Daniele De Salvo che ha condotto la serata affiancato da Lidia Zappa, una delle due figlie, mentre la sorella Licia e i nipoti sedevano commossi e partecipi in prima fila.

Lidia ha presentato innanzitutto la pubblicazione realizzata per celebrare l’evento con i 28 articoli scritti dal padre per il Bollettino parrocchiale, dal numero 2 febbraio 2003 al numero 7-8 luglio/agosto 2005, nell’ambito della rubrica “Toponomastica e Storia cittadina”. Gli articoli sono riprodotti fedelmente rispettando l’ordine da lui scelto e le fotografie utilizzate a quell’epoca. Alla riproduzione sono state aggiunte una mappa e le vie come si presentano oggi, con foto a colori mentre quelle storiche sono in bianco e nero.
L’idea dei famigliari è stata quella di ottemperare al desiderio paterno di far conoscere la storia locale perché, come lui sosteneva, “non ci sarà un vero futuro senza la memoria del passato”.
L’ex sindaco Battista Albani ha ricordato in particolare il suo impegno per l’ospedale, sottolineando come Zappa abbia rinunciato a diventare parlamentare per amore del suo territorio. Di lui come persona ha evidenziato la disponibilità e la capacità di trovare soluzioni ai problemi, definendolo poi “una persona eccezionale, la più rappresentativa di questa città, da cui ho imparato molto”.
“Disponibilità al servizio della comunità” sottolineata anche da un altro ex sindaco, Dario Perego, che ha tratteggiato tre aspetti salienti della sua lunga carriera politica: l’importanza data a villa Confalonieri come “immagine di lustro”, l’ideazione insieme all’allora sindaco di Casatenovo della “Città Brianza”, quasi un anticipo dell’attuale brand “Brianza Valley” e l’impegno per l’ospedale cittadino.

Anche nel suo intervento non sono mancati ricordi personali legati soprattutto alla comune militanza in età giovanile nella Dc e un accenno alla sua personalità: “era imponente, autorevole e determinato, dava anche ‘tirate d’orecchie’ ma per correggere non per reprimere”.
Antonio Rusconi, ex sindaco di Valmadrera e parlamentare, ha definito Luigi Zappa “un gigante per la coerenza di vita”, soprattutto confrontando la classe politica di una volta con quella attuale. Ha poi espresso il rimpianto per la rimozione della storia del partito della Democrazia Cristiana, “una storia importante di cui essere orgogliosi anche attraverso il ricordo di figure come la sua”.
“Come parlamentare sei uno dei tanti, come amministratore hai l’orgoglio di rappresentare una comunità”, ha affermato Rusconi, citando a titolo di esempio lo stesso Zappa (“era orgoglioso di essere sindaco di Merate”) e altri amministratori locali come l’ex sindaco di Montevecchia Eugenio Mascheroni.
Un altro tratto della sua personalità evidenziato da Rusconi è stato il fatto che Zappa ha sempre voluto essere anche ingegnere, ovvero avere una professione che non fosse la politica, perché “la politica si fa per passione”.

In chiusura di serata la figlia Lidia ha tratteggiato la figura del padre in ambito famigliare:
“Non lo vedevamo molto, alla domenica si andava insieme a messa e poi si pranzava, durante le vacanze estive ci insegnava a nuotare. Di giorno lavorava in Pirelli, dopo la cena andava in ‘sede’, una parola per noi misteriosa che solo più tardi abbiamo scoperto essere luogo di confronto politico”.
La memoria di una figura così di rilievo non può tuttavia far dimenticare l’importanza del sostegno ricevuto dalla moglie, Carla Rossini: “Lei non appariva mai in prima fila, ma l’ha sempre sostenuto e appoggiato, condividendo le sue scelte”.
Infine un ricordo tenero di Luigi Zappa come nonno affettuoso e presente.
E infatti i nipoti erano lì, a celebrare il nonno che giocava e studiava con loro ma ha saputo anche lasciare un segno indelebile nella storia della Brianza e non solo.
Un amarcord voluto dalla famiglia e che ha visto accorrere in gran numero meratesi e non solo, tra cui diverse personalità che hanno o hanno avuto ruoli di spicco nella politica e nelle amministrazioni locali.

Del resto l’ingegner Zappa ha avuto una lunga e importante carriera: dal 1955 al 1960 è stato assessore alla Pubblica Istruzione e all’Edilizia nella giunta di Merate, con Mario Sala sindaco; nei quattro anni successivi di nuovo assessore alla Pubblica Istruzione e vicesindaco con Enrico Ferrario primo cittadino. Nel 1964 diventa sindaco, carica che ricopre fino al 1975. Allo scadere del mandato resta in Consiglio comunale come capogruppo della Dc, ma contemporaneamente la sua carriera prende il volo a livello provinciale di Como come consigliere e come presidente Lavori Pubblici della Provincia. Allo stesso tempo è attivo anche sul fronte della sanità: dal ’75 all’81 ricopre infatti anche il ruolo di presidente dell’ospedale di Circolo di Merate e dell’Unità socio-sanitaria locale 14 a cui si aggiunge il ruolo di vicepresidente del Consorzio Acquedotto della Brianza.

La sua carriera si conclude nel 1990 con un altro importante incarico nell’Amministrazione meratese a guida Giacomo Romerio, in qualità di assessore all’Urbanistica e alla Pubblica Istruzione.
Tuttavia non termina la sua partecipazione alla vita della comunità, a cui contribuisce soprattutto in ambito culturale impegnandosi in prima persona nell’attività del museo civico di Storia naturale “don Michelangelo Ambrosioni” e del museo di Storia della Resistenza fino ai primi mesi del 2005 anno della sua scomparsa.
Il suo curriculum spiega, ma non esaurisce, la motivazione di una così importante - sia numericamente che qualitativamente - presenza venerdì sera in villa Confalonieri.
Perché oltre all’ammirazione verso una personalità che ha segnato la vita politica e sociale cittadina e del territorio, era palpabile l’affetto che il suo ricordo ancora suscita non solo come è ovvio tra i suoi famigliari ma anche tra amministratori, politici e semplici cittadini.
L’attuale sindaco Mattia Salvioni, che all’epoca indossava ancora i calzoni corti ma ora siede sullo scranno più alto dell’Amministrazione meratese, ha portato i saluti della Giunta sottolineando il senso di comunità e lo spirito di servizio che hanno caratterizzato l’operato di Luigi Zappa. A lui, invece, è andato il sentito ringraziamento della famiglia per aver contribuito a realizzare la mostra fotografica allestita nella “stanza del sindaco” in villa Confalonieri che testimonia importanti eventi storici della città di Merate.
I successivi interventi sono stati introdotti dal giornalista Daniele De Salvo che ha condotto la serata affiancato da Lidia Zappa, una delle due figlie, mentre la sorella Licia e i nipoti sedevano commossi e partecipi in prima fila.

La figlia Lidia
Lidia ha presentato innanzitutto la pubblicazione realizzata per celebrare l’evento con i 28 articoli scritti dal padre per il Bollettino parrocchiale, dal numero 2 febbraio 2003 al numero 7-8 luglio/agosto 2005, nell’ambito della rubrica “Toponomastica e Storia cittadina”. Gli articoli sono riprodotti fedelmente rispettando l’ordine da lui scelto e le fotografie utilizzate a quell’epoca. Alla riproduzione sono state aggiunte una mappa e le vie come si presentano oggi, con foto a colori mentre quelle storiche sono in bianco e nero.
L’idea dei famigliari è stata quella di ottemperare al desiderio paterno di far conoscere la storia locale perché, come lui sosteneva, “non ci sarà un vero futuro senza la memoria del passato”.
L’ex sindaco Battista Albani ha ricordato in particolare il suo impegno per l’ospedale, sottolineando come Zappa abbia rinunciato a diventare parlamentare per amore del suo territorio. Di lui come persona ha evidenziato la disponibilità e la capacità di trovare soluzioni ai problemi, definendolo poi “una persona eccezionale, la più rappresentativa di questa città, da cui ho imparato molto”.
“Disponibilità al servizio della comunità” sottolineata anche da un altro ex sindaco, Dario Perego, che ha tratteggiato tre aspetti salienti della sua lunga carriera politica: l’importanza data a villa Confalonieri come “immagine di lustro”, l’ideazione insieme all’allora sindaco di Casatenovo della “Città Brianza”, quasi un anticipo dell’attuale brand “Brianza Valley” e l’impegno per l’ospedale cittadino.

Anche nel suo intervento non sono mancati ricordi personali legati soprattutto alla comune militanza in età giovanile nella Dc e un accenno alla sua personalità: “era imponente, autorevole e determinato, dava anche ‘tirate d’orecchie’ ma per correggere non per reprimere”.
Antonio Rusconi, ex sindaco di Valmadrera e parlamentare, ha definito Luigi Zappa “un gigante per la coerenza di vita”, soprattutto confrontando la classe politica di una volta con quella attuale. Ha poi espresso il rimpianto per la rimozione della storia del partito della Democrazia Cristiana, “una storia importante di cui essere orgogliosi anche attraverso il ricordo di figure come la sua”.
“Come parlamentare sei uno dei tanti, come amministratore hai l’orgoglio di rappresentare una comunità”, ha affermato Rusconi, citando a titolo di esempio lo stesso Zappa (“era orgoglioso di essere sindaco di Merate”) e altri amministratori locali come l’ex sindaco di Montevecchia Eugenio Mascheroni.
Un altro tratto della sua personalità evidenziato da Rusconi è stato il fatto che Zappa ha sempre voluto essere anche ingegnere, ovvero avere una professione che non fosse la politica, perché “la politica si fa per passione”.

In chiusura di serata la figlia Lidia ha tratteggiato la figura del padre in ambito famigliare:
“Non lo vedevamo molto, alla domenica si andava insieme a messa e poi si pranzava, durante le vacanze estive ci insegnava a nuotare. Di giorno lavorava in Pirelli, dopo la cena andava in ‘sede’, una parola per noi misteriosa che solo più tardi abbiamo scoperto essere luogo di confronto politico”.
La memoria di una figura così di rilievo non può tuttavia far dimenticare l’importanza del sostegno ricevuto dalla moglie, Carla Rossini: “Lei non appariva mai in prima fila, ma l’ha sempre sostenuto e appoggiato, condividendo le sue scelte”.
Infine un ricordo tenero di Luigi Zappa come nonno affettuoso e presente.
E infatti i nipoti erano lì, a celebrare il nonno che giocava e studiava con loro ma ha saputo anche lasciare un segno indelebile nella storia della Brianza e non solo.
A.Vi.
























