Merate: al telefono con finto Carabiniere, 56enne riesce a sventare all’ultimo una truffa
Ha ricevuto un sms da quello che pensava fosse il circuito “Nexi” come spesso le capita quando fa acquisti. Questa volta però il messaggio comunicava un addebito di 1.240 euro che non aveva effettuato. Così una donna di 56 residente a Merate nella mattinata di mercoledì 7 gennaio, preoccupata, ha contattato telefonicamente il numero riportato all’interno del messaggio accompagnato dall’avviso di chiamare qualora non fosse stata lei a effettuare la spesa.
“Il numero iniziava con 02 (prefisso di Milano ndr)” racconta la donna, andata molto vicino a cascare in una truffa telefonica ben congegnata. “Ho telefonato e mi ha risposto un uomo. Ho spiegato di non aver effettuato io la spesa e allora lo stesso, dopo aver fatto delle verifiche, mi ha chiesto se avessi fatto acquisti a Bari, poiché gli risultava che il mio mobilebanking fosse collegato a un dispositivo di Bari e che erano stati predisposti diversi addebiti tutti con lo stesso importo”.
Preoccupata sentendo questa notizia, la donna non ha pensato potesse trattarsi di una truffa. Del resto il messaggio di avviso non proveniva da un numero sconosciuto, ma proprio da “Nexi”, il circuito della sua banca. “L’uomo ha continuato dicendomi che era necessario scollegare quel dispositivo a Bari, dove io non sono mai stata peraltro. Mi ha detto che entro poco tempo mi avrebbero chiamato i Carabinieri di Milano Garibaldi, che stavano portando avanti le indagini. Mi ha chiesto anche se fossi vicina alla mia filiale e io ho domandando se dovessi andarci, ma mi ha detto di aspettare”.
Chiusa la telefonata, sempre più preoccupata la donna ha scelto di seguire il suo istinto e di recarsi comunque presso la filiale della banca nonostante il presunto “addetto” al telefono le avesse detto di non farlo. Mentre era in macchina è arrivata la telefonata annunciata.
“Era sempre uno 02, ma diverso rispetto al precedente. In linea c’era un altro uomo che mi ha detto di essere un Carabiniere della stazione Garibaldi di Milano. Mi ha detto che il mio conto era sotto indagine, così come quello di altre 44 persone in quel momento. Mi ha chiesto di andare nella mia filiale perché avrei dovuto fare un trasferimento al più presto per evitare che mi venissero addebitate altre spese” prosegue la donna, spiegando che è stato in quell’istante che ha iniziato a pensare che forse non fosse davvero in linea con un Carabiniere.
“Nel momento in cui mi ha detto che avrei dovuto fare un trasferimento ho chiesto come mai avrei dovuto fidarmi. Mi ha detto che era davvero un Carabiniere, invitandomi anche a verificare il numero da cui mi stava chiamando. Gli ho chiesto come mai allora non mi avessero chiamato i Carabinieri di Merate e mi ha risposto che il motivo era che stavano seguendo loro le indagini, ma a quel punto gli ho detto che allora avrei preferito andare in Caserma a Merate ed essere ricontattata da lì. Non mi ha risposto e ha riattaccato immediatamente”.
Avuta la certezza di trovarsi di fronte a un tentativo di raggiro a tutti gli effetti, la donna ha raggiunto comunque la sua banca e con un operatore (vero) ha verificato i movimenti bancari. “Mi hanno chiesto se avessi comunicato qualche dato sensibile, password o pin per telefono, ma per fortuna non l’avevo fatto, quindi mi hanno assicurato che il mio conto risultava a posto e non ci fossero addebiti strani”.
Tirato un sospiro di sollievo, la vittima ha poi verificato il messaggio ricevuto in principio e ha constatato che non si trovava nella stessa conversazione abituale con “Nexi”, dove si trovavano tutti i messaggi che comunicano spese effettivamente effettuate, ma in una nuova chat: un dettaglio che era sfuggito, ma che poteva essere un primo campanello d’allarme.
“Il numero iniziava con 02 (prefisso di Milano ndr)” racconta la donna, andata molto vicino a cascare in una truffa telefonica ben congegnata. “Ho telefonato e mi ha risposto un uomo. Ho spiegato di non aver effettuato io la spesa e allora lo stesso, dopo aver fatto delle verifiche, mi ha chiesto se avessi fatto acquisti a Bari, poiché gli risultava che il mio mobilebanking fosse collegato a un dispositivo di Bari e che erano stati predisposti diversi addebiti tutti con lo stesso importo”.
Preoccupata sentendo questa notizia, la donna non ha pensato potesse trattarsi di una truffa. Del resto il messaggio di avviso non proveniva da un numero sconosciuto, ma proprio da “Nexi”, il circuito della sua banca. “L’uomo ha continuato dicendomi che era necessario scollegare quel dispositivo a Bari, dove io non sono mai stata peraltro. Mi ha detto che entro poco tempo mi avrebbero chiamato i Carabinieri di Milano Garibaldi, che stavano portando avanti le indagini. Mi ha chiesto anche se fossi vicina alla mia filiale e io ho domandando se dovessi andarci, ma mi ha detto di aspettare”.
Chiusa la telefonata, sempre più preoccupata la donna ha scelto di seguire il suo istinto e di recarsi comunque presso la filiale della banca nonostante il presunto “addetto” al telefono le avesse detto di non farlo. Mentre era in macchina è arrivata la telefonata annunciata.
“Era sempre uno 02, ma diverso rispetto al precedente. In linea c’era un altro uomo che mi ha detto di essere un Carabiniere della stazione Garibaldi di Milano. Mi ha detto che il mio conto era sotto indagine, così come quello di altre 44 persone in quel momento. Mi ha chiesto di andare nella mia filiale perché avrei dovuto fare un trasferimento al più presto per evitare che mi venissero addebitate altre spese” prosegue la donna, spiegando che è stato in quell’istante che ha iniziato a pensare che forse non fosse davvero in linea con un Carabiniere.
“Nel momento in cui mi ha detto che avrei dovuto fare un trasferimento ho chiesto come mai avrei dovuto fidarmi. Mi ha detto che era davvero un Carabiniere, invitandomi anche a verificare il numero da cui mi stava chiamando. Gli ho chiesto come mai allora non mi avessero chiamato i Carabinieri di Merate e mi ha risposto che il motivo era che stavano seguendo loro le indagini, ma a quel punto gli ho detto che allora avrei preferito andare in Caserma a Merate ed essere ricontattata da lì. Non mi ha risposto e ha riattaccato immediatamente”.
Avuta la certezza di trovarsi di fronte a un tentativo di raggiro a tutti gli effetti, la donna ha raggiunto comunque la sua banca e con un operatore (vero) ha verificato i movimenti bancari. “Mi hanno chiesto se avessi comunicato qualche dato sensibile, password o pin per telefono, ma per fortuna non l’avevo fatto, quindi mi hanno assicurato che il mio conto risultava a posto e non ci fossero addebiti strani”.
Tirato un sospiro di sollievo, la vittima ha poi verificato il messaggio ricevuto in principio e ha constatato che non si trovava nella stessa conversazione abituale con “Nexi”, dove si trovavano tutti i messaggi che comunicano spese effettivamente effettuate, ma in una nuova chat: un dettaglio che era sfuggito, ma che poteva essere un primo campanello d’allarme.
























